Operai Rockwool in mostra
Anche un operaio può diventare un’opera d’arte se il suo campo d’azione si sposta da un cavalcavia al museo Canonica di Villa Borghese.
E soprattutto può portare la sua storia all’attenzione di un pubblico diverso dal solito, anche se la sua voce, in questo caso, è sostituita da
un applauso. Ieri mattina Eleonora Di Marino, studentessa all’Accademia di Belle Arti di Milano e artista della GiuseppeFrau Gallery, ha scelto gli operai della Rockwool che occupano il ponte di Campo Pisano come protagonisti del suo lavoro che sarà esposto in una mostra al museo di Villa Borghese ai primi di ottobre. Nel video gli operai (che indossano una maglia con su scritto «Opera Io», a significare «Io sono un’opera d’arte»), disposti su due file una di fronte all’altra, proprio sul simbolico ponte, applaudono ritmicamente. L’idea di fondo è la stessa che sempre Di Marino ha usato un anno fa per confezionare un’altra istallazione, a Baradili, il paese più piccolo della Sardegna. In quella circostanza era stato chiesto agli anziani seduti la sera sull’uscio di casa di applaudire ai turisti di passaggio. Pochi mesi dopo l’applauso era stato il tema anche del video in cui compariva Gabriele Vargiu, dipendente dell’Igea e guida nella miniera di Porto Flavia, che proprio nella galleria faceva rimbombare il suo battito di mani. A Roma la proiezione del video sarà accompagnata da un’altra performance: studenti vestiti da operai applaudiranno a ogni visitatore nel giorno dell’inaugurazione. Ma non è un battere di mani gioioso quello degli uomini sul ponte, a cui fanno da sfondo le bandiere dei sindacati che il sole sta pian piano sbiadendo, è un applauso di sdegno verso chi è causa della loro condizione ormai da mesi. Portarli alla mostra romana è una provocazione. «Noi stiamo lavorando perchè attraverso l’arte questo territorio prenda coscienza delle sue potenzialità e di ciò che gli spetta - dice Di Marino -. La situazione nel Sulcis è causata dalle scelte economiche delle multinazionali che in Italia sono, paradossalmente, tra le prime fruitrici dell’arte contemporanea».
un applauso. Ieri mattina Eleonora Di Marino, studentessa all’Accademia di Belle Arti di Milano e artista della GiuseppeFrau Gallery, ha scelto gli operai della Rockwool che occupano il ponte di Campo Pisano come protagonisti del suo lavoro che sarà esposto in una mostra al museo di Villa Borghese ai primi di ottobre. Nel video gli operai (che indossano una maglia con su scritto «Opera Io», a significare «Io sono un’opera d’arte»), disposti su due file una di fronte all’altra, proprio sul simbolico ponte, applaudono ritmicamente. L’idea di fondo è la stessa che sempre Di Marino ha usato un anno fa per confezionare un’altra istallazione, a Baradili, il paese più piccolo della Sardegna. In quella circostanza era stato chiesto agli anziani seduti la sera sull’uscio di casa di applaudire ai turisti di passaggio. Pochi mesi dopo l’applauso era stato il tema anche del video in cui compariva Gabriele Vargiu, dipendente dell’Igea e guida nella miniera di Porto Flavia, che proprio nella galleria faceva rimbombare il suo battito di mani. A Roma la proiezione del video sarà accompagnata da un’altra performance: studenti vestiti da operai applaudiranno a ogni visitatore nel giorno dell’inaugurazione. Ma non è un battere di mani gioioso quello degli uomini sul ponte, a cui fanno da sfondo le bandiere dei sindacati che il sole sta pian piano sbiadendo, è un applauso di sdegno verso chi è causa della loro condizione ormai da mesi. Portarli alla mostra romana è una provocazione. «Noi stiamo lavorando perchè attraverso l’arte questo territorio prenda coscienza delle sue potenzialità e di ciò che gli spetta - dice Di Marino -. La situazione nel Sulcis è causata dalle scelte economiche delle multinazionali che in Italia sono, paradossalmente, tra le prime fruitrici dell’arte contemporanea». Laura Sanna
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