Operai della Rockwool su un ponte per protesta
Hanno piazzato tre tende davanti all'ingresso della miniera di Campo Pisano per difendere la fabbrica ormai chiusa. Riparte dal ponte che collega la statale 126 con Campo Pisano e Genna Luas la protesta dei lavoratori in cassa integrazione dello stabilimento Rockwool di Iglesias.
La decisione di spostare l'attenzione dallo stabilimento chiuso della zona industriale all'area mineraria è stata assunta ieri sera al termine di un'assemblea convocata dai rappresentanti della Rsu aziendale cui hanno partecipato anche i segretari delle categorie.
«Ormai non si può più attendere», dice Francesco Carta, segretario della Filctem Cgil, «dalle istituzioni devono arrivare risposte certe sui 70 posti di lavoro che la chiusura dello stabilimento ha cancellato: questa fabbrica è stata realizzata per lo sviluppo economico alternativo all'estrazione mineraria».
Una premessa per spiegare il timore dei lavoratori. «I potenziali acquirenti dello stabilimento sono spariti - aggiunge il sindacalista - e ora non si sa più cosa sarà dello stabilimento e dei macchinari».
Mentre sul ponte i lavoratori assieme ai rappresentanti della Rsu sistemano le bandiere delle organizzazioni sindacali e lo striscione con la scritta “un ponte per il lavoro”, davanti all'ingresso della miniera un gruppo piazza tre tende: «Da qui - promettono Francesco Carta e Tore Cappai del direttivo della Filctem - non ci sposteremo sino a quando non sarà risolta la vertenza. La cassa integrazione che l'azienda ha attivato per cessazione di attività sta per arrivare alla scadenza e all'orizzonte non ci sono prospettive di lavoro».
Da qui la decisione di sistemarsi davanti all'ingresso della miniera. «L'assemblea ha deciso di uscire dall'isolamento e rendere visibile la protesta che non ha mai oltrepassato le regole della civile convivenza: non abbiamo mai disturbato nessuno. Al Ministero dello sviluppo economico chiediamo di trovare soluzioni».
DAVIDE MADEDDU