COMUNICATO STAMPA DEL PDCI IGLESIAS

Pubblicato il da sandro

Secondo lo studio di Unioncamere la provincia di Carbonia-Iglesias è la più poverd’Italia e,come se ciò non bastasse,da oggi,potrebbe essere anche meno libera di quanto lo era ieri. Si,meno libera,perché le sanzioni amministrative recapitate a decine di lavoratori dell’Eurallumina,potrebbero aprire tanto profondamente da indebolire il loro coraggio,sbriciolarne l’intera protesta in difesa dell’occupazione e,aprire come inibitore verso altre vertenze ancora aperte,come la Rockwool e la Otefal,la cui chiusura,travolge a cascata le imprese che operano in regime d’appalto,si riflette nell’indotto e nel resto dell’economia,trascinando tutti verso una qualità della vita più modesta. In sostanza i lavoratori dell’Eurallumina stanno tutelando gli interessi collettivi e la loro lotta legittima va avanti dal Marzo del2009.

Chiedono il riavvio dello stabilimento e se lo fanno civilmente,manifestando con gli studenti,protestano nelle sedi istituzionali comunali,provinciali,regionali,per strada,a Roma,fanno bene e hanno tutto il nostro appoggio.In che altro modo potrebbero protestare? Forse con semplice alzata di mano? Almeno così nessuno li vede,nessuno protesta e forse,tutti tranne loro sarebbero contenti. Una società civile deve poter sopportare i disagi derivanti dalle legittime proteste   di tale importanza,perché perdere il posto di lavoro e non averne un altro è molto più grave che trovarsi imbottigliati nel traffico a causa di manifestanti a tutela della loro vita e dei propri familiari,perché senza lavoro non c’è altro che miseria. La storia dei movimenti operai di questo territorio ci ha consegnato una società più libera da condizionamenti  di classe,meno esperta alle discriminazioni,alle emarginazioni. Senza le proteste del passato, gli impiegati andrebbero a lavoro su mezzi vietati agli operai,il salario lo riconsegneremmo al datore di lavoro acquistando nelle loro cooperative di consumo aziendale,i ritmi di lavoro sarebbero insopportabili così come i turni,la mensa aziendale sarebbe un sogno. Insomma molti dei diritti di cui oggi godiamo e che appaiono scontati,esistono grazie alle lotte dei lavoratori. Manifestare,non solo è un diritto fondamentale ma è un fenomeno necessario per il progresso economico-sociale.

 Inibendo tale libertà si andrebbe verso la regressione morale e culturale che prima o poi sfocerebbe in una protesta di massa ben più grave.

 Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori in lotta e chiediamo la revoca immediata delle sanzioni.

 

Iglesias 16 Dicembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

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