Miniera Carbosulcis bloccata, dirigenti fuori

Pubblicato il da sandro

LA VERTENZA. 
Dopo la rottura delle trattative e il “licenziamento” del Cda.
 L'azienda:
    comportamento ingiustificato

 

Presidio di minatori ieri ai cancelli di Nuraxi Figus


Ieri li hanno “licenziati” e oggi ne hanno impedito l'ingresso in miniera presidiando i cancelli di Nuraxi Figus: va avanti la contestazione dei minatori della Carbosulcis nei confronti del Cda.

Dopo l'invito a fare le valigie al Consiglio di Amministrazione, i blocchi all'ingresso per tutta la mattina di ieri per impedire ai manager di varcare la soglia della miniera di Nuraxi Figus. Non si sblocca la situazione ad alta tensione alla Carbosulcis, dove la Rsu lunedì ha “licenziato” i vertici aziendali, invitando il presidente Sergio Matzuzzi e tutti gli altri componenti del Cda ad abbandonare gli incarichi. Ieri di buon mattino è stato subito chiaro che sarebbe stata un'altra giornata di protesta: la Rsu si è schierata davanti alla sbarra d'ingresso, con l'obiettivo di impedire l'accesso ai dirigenti. Ma non c'è stato bisogno di azioni di forza, visto che né il presidente, né il direttore generale, si sono presentati a Nuraxi Figus.


IL BLOCCO

  Il presidio è andato avanti per tutta la mattinata e con molta probabilità continuerà anche oggi. Ma questo non significa che la situazione sia ferma. Infatti ci sono stati i primi contatti tra rappresentanti sindacali ed un rappresentante dell'azienda per mettere in piedi un nuovo incontro sull'organizzazione del lavoro, in pratica il bis di quello interrotto malamente lunedì mattina. Ma il vertice non si terrà prima di giovedì, mentre venerdì è previsto l'incontro a Cagliari con il Comitato anticrisi. «L'importante è aver smosso il silenzio che stava avvolgendo questa vertenza - dicono i delegati della Rsu - si stanno mettendo in moto tutti i contatti per la riunione di giovedì, affinché siano ristabilite le corrette relazioni sindacali che dovrebbero caratterizzare il confronto con l'azienda».


TRATTATIVA FALLITA

 La Rsu avrebbe voluto delle risposte precise sull'organigramma della miniera e in mancanza di comunicazioni dall'azienda i delegati sindacali hanno abbandonato la riunione, invitando il Cda ad andarsene. Sul tavolo della discussione, ma questi temi saranno trattati venerdì alla Regione, ci sono anche le due scadenze fondamentali di dicembre: il bando per privatizzare la miniera e la progettazione della centrale a carbone “pulito”. «I tempi per i bandi sono strettissimi - dice Mario Crò, segretario della Uilcem - ma è altrettanto importante capire come sarà gestita la miniera nei prossimi mesi, perché già da questo si riuscirà ad intuire molto sulle intenzioni future per Carbosulcis». «Sosteniamo l'iniziativa della Rsu - ha dichiarato il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Gianni Fresu - il Cda ha finora dimostrato tutti i suoi limiti, proseguendo nell'inerte gestione del quotidiano, senza rispettare gli impegni assunti per la presentazione di un piano industriale che consenta, con gli strumenti tecnologici esistenti, di dare un futuro pulito al carbone del Sulcis nel mercato internazionale e per le esigenze energetiche nazionali».


SOLIDARIETÀ

 Sulla Carbosulcis interviene anche Antonello Mereu, deputato dell'Udc: «Per rilanciare la Carbosulcis occorre uno sforzo comune di tutte le forze politiche e sociali, se ciascuna si arrocca a difesa del proprio orticello non si va lontano. In questa fase decisiva, non più procrastinabile, occorre marciare uniti verso l'obiettivo finale». 
Nel tardo pomeriggio la i vertici della Carbosulcis hanno diffuso in comunicato nel quale definiscono “incomprensibile, strumentale e ingiustificato” il comportamento della Rsu “in quanto in un contesto di dialogo costruttivo e di grande disponibilità dell'azienda”.


PARLAMENTO 

Dei problemi della Carbosulcis si è discusso ieri anche alla Camera su iniziativa del parlamentare del Pdl Mauro Pili che nei giorni scorsi aveva presentato un'interpellanza in merito.


ANTONELLA PANI

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