Lo sciopero per dire "no" alla Manovra Cagliari, in piazza 6 mila manifestanti

Pubblicato il da sandro cherenti

    Seimila persone sotto le bandiere di Cgil, Cisl e Uil sono scese in piazza a Cagliari per
protestare contro la manovra economica e finanziaria del governo Monti. All'indomani
dell'incontro improduttivo tra i sindacati e il presidente del Consiglio Mario Monti, anche
l'Isola partecipa alla mobilitazione generale. Cortei in tutta la Penisola.

Dalle 9 i manifestanti che hanno aderito alle tre ore di sciopero indetto dai sindacati si sono ritrovate in piazza del Carmine, davanti al Palazzo del Governo. Da qui un corteo rumoroso con striscioni e fischietti si è diretto verso viale Bonaria dove, di fronte alla sede della Rai Regionale, è stato attuato un presidio e un volantinaggio. I leader sindacali regionali di Cgil, Enzo Costa, Cisl, Mario Medde, e Uil, Francesca Ticca, hanno spiegato le ragioni dello sciopero al prefetto di Cagliari, Giovanni Battista Tuveri, e al suo vice Andreina Farris. Sono giunte alla manifestazione delegazioni dei territori di Cagliari, Medio Campidano e del Sulcis-Iglesiente per sottolineare il dramma delle industrie in crisi. I sindacati unitari hanno dato un parere negativo sulla manovra, definita iniqua nei tagli alla spesa pubblica.

CISL - "E' ingiusta e inadeguata e non coglie le esigenze di un rilancio dello sviluppo e occupazione in una regione, come la Sardegna, che sta sprofondando, più di altre, sotto i colpi della crisi - ha sottolineato Medde, segretario generale Cisl sarda - colpisce i redditi più bassi, interviene in modo pesante sulle pensioni, non si parla di tassare i grandi patrimoni immobiliari, nè di intervenire per limitare gli sprechi della politica, insomma a pagare sono lavoratori e o pensionati".

CGIL - "Dopo sei anni Cgil, Cisl e Uil nazionale ritrovano l'unità sindacale in nome della crisi, ma in Sardegna, unica Regione, il fronte sindacale compatto è ripartito tre anni fa, appena sono scoppiate in modo netto le difficoltà nel mondo del lavoro". Così Enzo Costa, segretario generale della Cgil sarda, intervenuto alla manifestazione per lo sciopero di tre ore indetto contro la manovra Monti e che ha portato in piazza a Cagliari, migliaia di persone. Per Costa l'unità delle forze sindacali dell'isola è un segnale chiaro di come sia stata percepita la crisi economica nell'isola con le sue forti ripercussioni sull'occupazione, sulla carenza di infrastrutture, lo stato di insularità non riconosciuto. "Dalla manovra ci aspettavamo di più anche per questa isola che sta sprofondando nella crisi - ha rimarcato Costa - invece scarica su chi ha sempre pagato e non chiede niente a chi non ha mai pagato".

   
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