La rabbia operaia paralizza Cagliari
Gli operai di Eurallumina davanti al Consiglio regionale
Martedì 12 ottobre 2010
Cagliari è rimasta paralizzata da una rumorosa e imponente manifestazione degoperai Eurallumina.Le tute verdi dell'Eurallumina di Portovesme sbarcano a Cagliari, e nel capoluogo esplode il caos. Gli operai del Sulcis hanno installato un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale bloccando per ore la via Roma, gettando nel caos lo snodo nevralgico del traffico cittadino. Un blocco totale di via Roma sia sul lato mare che sul lato portici. Auto incolonnate, una lunga fila di autobus, non sono mancati i momenti di tensione con gli automobilisti bloccati dalla protesta operaia, che per l'ennesima volta ha trasferito a Cagliari la rabbia e la disperazione di centinaia di cassintegrati. La protesta davanti alla sede del Consiglio regionale, proprio nel giorno in cui il presidente Uno Cappellacci presentava la nuova Giunta.
LA PROTESTA
Cori, fischi, slogan, centocinquanta lavoratori che stazionano davanti alla sede del Consiglio: gli operai di Eurallumina avevano annunciato che lunedì sarebbe riesplosa la protesta, e così è stato. Esasperati da 19 mesi di cassa integrazione, stanchi dei vertici rinviati e non convocati, senza nessuna garanzia sul riavvio della fabbrica di allumina, hanno deciso di scendere di nuovo in piazza.
La giornata di protesta è incominciata presto. Alle 7 appuntamento davanti alla fabbrica, a Portovesme: i dipendenti di Eurallumina e molti lavoratori delle imprese d'appalto sono saliti in auto e via, destinazione Cagliari. Primo blocco del traffico all'altezza del semaforo di Assemini, lungo la statale 130: discussioni accese con gli automobilisti intrappolati nella protesta, ma era solo l'antipasto di quello che sarebbe successo nel centro di Cagliari. Tempo mezz'ora e i lavoratori invadono via Roma, si sdraiano sulla strada, spuntano due tendine davanti al Consiglio regionale.
IL BLOCCO
La zona è off-limits per chiunque: automobili e una fila lunghissima di autobus, un rumore incessante di trombette, fischi, e decine di operai che non si spostano di un centimetro. Il blocco resiste da entrambi i lati di via Roma, lato mare e lato portici. Le tute verdi di Eurallumina, con caschetto d'ordinanza e bandiere sindacali, hanno paralizzato il centro di Cagliari, invocando a gran voce quel lavoro che non c'è più. Intorno alle 13 sembra che dal Palazzo ci sia la disponibilità ad incontrare una delegazione di lavoratori, dovrebbero essere il presidente Ugo Cappellacci e l'assessore all'Industria Oscar Cherchi a riceverli, ma la riunione sfuma all'ultimo momento per una questione di numeri, cioè da quanti rappresentanti deve essere composta la delegazione: 22 secondo i sindacati, 6 massimo 9 per le forze dell'ordine. Si media, si discute con posizioni diverse anche tra organizzazioni sindacali. Ma alla fine l'incontro salta.
LA VERTENZA
Lo stabilimento Eurallumina è fermo da un anno e mezzo. La Rusal, l'azionista unica della società ha bloccato gli impianti quando il prezzo dell'allumina sui mercati internazionali è precipitato ai minimi. Ma ora le quotazioni sono risalite. La multinazionale russa ha riavviato altri impianti ma quello del Sulcis è rimasto fermo. È stato anche predisoposto un progetto di riavvio: un accordo con l'Enel per alimentare una caldaia a vapore che consentirebbe di abbattere i costi di produzione. Ma alla Rusal non basta: la multinazionae chiede lo sconto sull'olio combustibile per riavviare gli impianti fino alla realizzazione (ci vogliono tre anni) della caldaia a vapore. La vertenza è bloccata a questo punto. I sindacati premono. «Per la Cisl l'obiettivo unico resta il riavvio degli impianti e per ottenerlo servono le azioni come quella di oggi», proclama Fabio Enne, segretario della Cisl. Sulla stessa lunghezza d'onda Nino D'Orso, della Femca-Cisl.
IL PRESIDIO
Per strada, intanto, continua la mobilitazione, va avanti il blocco stradale lato portici, poi un presidio di lavoratori decide di restare ad oltranza davanti al Consiglio. «Passeremo la notte qua - annuncia Francesco Garau, delegato della Filctem-Cgil nella Rsu di fabbrica - e qui ci ritroveremo domani mattina. Non ce ne andremo fino a quando non avremo qualcosa di concreto in mano». Si vocifera che è questione di giorni, forse addirittura di ore perché arrivi la convocazione al Ministero dello Sviluppo economico, ma i lavoratori chiedono certezze. «Non c'è altro tempo da perdere, da questo momento in poi serve soprattutto molta autorevolezza politica - dice Roberto Puddu, segretario della Cgil - ad agosto si era dato ad Eurallumina un mese di tempo per valutare il progetto: ancora non si conosce la risposta». La Uil invoca l'appoggio della Regione: «Deve sostenere questa vertenza con il Governo in modo più determinato - sottolinea il segretario Mario Crò - mentre desta molta preoccupazione e perplessità il silenzio dell'azienda». Questa mattina i lavoratori dell'Eurallumina saranno ancora davanti al Consiglio Regionale: la protesta continua.
ANTONELLA PANI
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