La protesta degli amministratori si sposta a Roma.

Pubblicato il da sandro

Occupato il Municipio di Portoscuso

I ventitré sindaci del Sulcis Iglesiente con la fascia tricolore, saranno oggi davanti a Palazzo Chigi per impedire a chiusura dell'ennesima fabbrica del territorio.
 I primi cittadini sindaci invocano risposte, decisioni, atti concreti in grado di mettere fine, una volta per tutte, alla questione più spinosa che affligge le aziende che operano nel polo industriale di Portovesme, quella del caro-energia.
Sulla graticola, appesa ad un rischio chiusura che è già diventato un conto alla rovescia, c'è l'Alcoa di Portovesme, con i duemila posti di lavoro che vi ruotano attorno.
 Martedì i primi cittadini hanno incontrato il presidente della Regione Ugo Cappellacci, e subito dopo hanno deciso il sit-in di oggi davanti alla sede del Governo.
 Martedì sera si è svolto un incontro tra Alcoa e tecnici del Ministero e dalle poche indiscrezioni trapelate sembra che la trattativa non sia ancora approdata a tariffe soddisfacenti per la multinazionale, che chiede un costo dell'energia in linea con il resto d'Europa, pena la chiusura degli impianti.
Intanto nella fabbrica di Portovesme i tre lavoratori asserragliati sul deposito d'acqua continuano imperterriti la loro protesta a 60 metri di altezza.
Per fare salire la protesta, ieri mattina i loro colleghi hanno occupato la sala consiliare del Municipio di Portoscuso, dove hanno incontrato il sindaco Adriano Puddu.
 «Non potete e non possiamo permetterci di stare fermi ad aspettare che ci chiudano la fabbrica - ha detto il primo cittadino del centro industriale - in tutte le iniziative che riterrete di mettere in campo, noi saremo al vostro fianco.
La politica deve darci le risposte che stiamo aspettando, perché quelle fabbriche sono il pane per le nostre famiglie, il nostro sistema produttivo non può farne a meno».
L'amministrazione comunale di Portoscuso ha inviato una comunicazione al Prefetto, sottolineando la gravità della situazione e sollecitando l'intervento del presidente del Consiglio Berlusconi e del ministro Scajola.
«O la politica è pasticciona oppure non ha proprio a cuore gli interessi del nostro territorio - dice Roberto Puddu, della Cgil - siamo al quarto provvedimento sul caro-energia, ma il problema non è ancora risolto e ci troviamo nella situazione assurà di una fabbrica ad un passo dalla chiusura. Anche l'Alcoa non è priva di responsabilità, perché da anni non fa investimenti sostanziosi, utili a dare una prospettiva alla fabbrica».
Sul caso Alcoa ha presentato un'interrogazione Francesco Sanna, senatore del Pd, che è intervenuto durante la discussione sul decreto per l'attuazione degli obblighi comunitari. «L'onorevole Scajola, invece di spiegare a lavoratori ed imprese che fine faranno - ha detto il parlamentare del Pd - evita le riunioni in Sardegna per un'indisposizione, ma imperversa sulle agenzie di stampa sul tema della creazione di un Pdl siciliano».


Oggi alle 15 alla Regione, si parlerà dell'altra emergenza di Portovesme, ovvero l'Eurallumina, chiusa da marzo.
Indispensabile per ipotizzare il riavvio l'individuazione del sito per il nuovo bacino dei fanghi rossi, ma un altro elemento da considerare è il sequestro giudiziario a cui è stato sottoposto il bacino.

Nel tardo pomeriggio dal ministero per lo Sviluppo economico è arrivata la convocazione (per oggi alle 13) dei sindaci per discutere del caso.energia.


ANTONELLA PANI
 




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