La crisi mette in ginocchio la Sardegna. Sindacati in sciopero il 13 marzo

Pubblicato il da sandro cherenti

CGIL, CISL e UIL Sarde e i lavoratori sardi scendono in Piazza a Cagliari per rivendicare il rilancio dei settori produttivi

 

Sulcis Iglesiente, Carbonia Iglesias, Porto Torres e Portovesme. Abbiamo imparato a conoscere queste zone della Sardegna e i loro lavoratori perchè in questi ultimi anni sono stati protagonisti delle mobilitazioni del sindacato per la difesa di migliaia di posti di lavoro nelle vertenze aperte al Ministero.

La crisi economica ha inferto un colpo troppo duro alla Sardegna, che ora si trova sull'orlo del baratro. Un territorio in cui un tempo il lavoro nelle miniere sfamava intere famiglie, poi, sono arrivate le multinazionali dell'alluminio, ma oggi la crisi sta colpendo anche questo settore. Tuttavia, a fare i conti con la forte recessione sono tutti i settori: dall'industria all'edilizia, passando per i trasporti e i servizi alle imprese.

Sono drammatiche, infatti, le cifre diffuse dai sindacati sull'occupazione nella regione: 30mila posti di lavoro persi nell'industria e nell'agricoltura, 150mila persone che sopravvivono grazie agli ammortizzatori sociali e 350mila sotto la soglia di povertà. Il tasso di disoccupazione è al 14%, quello giovanile va oltre i 30 punti percentuali. La crescita del PIL regionale è quasi a zero ormai da anni.

La protesta il 13 marzo: sciopero e manifestazione. E' per lanciare un grido d'allarme e rivendicare politiche industriali adeguate che CGIL, CISL e UIL Sarde hanno deciso di proclamare il 13 marzo, il quarto sciopero generale in poco meno di tre anni, e di portare in piazza la propria contrarietà alle politiche dell'attuale giunta regionale con una manifestazione a Cagliari. Una mobilitazione che vede CGIL, CISL e UIL muoversi compatte per rivendicare il rilancio dei settori produttivi attraverso la soluzione di problemi strutturali come i costi di energia e trasporti, la carenza di infrastrutture, materiali e immateriali.

«In Sardegna la crisi globale ha assunto connotati di drammatica sofferenza: sono travolti trasversalmente tutti i settori e i territori dell'isola, l'occupazione e l'intero sistema produttivo» si legge nel volantino redatto unitariamente in occasione della manifestazione del 13 marzo. «L'arretramento è talmente forte e la prospettiva è di peggioramento – denunciano CGIL, CISL e UIL sarde - da rischiare di vanificare ogni speranza per il futuro: cresce, anziché ridursi, la distanza tra l'isola e il continente in termini di coesione sociale ed economica». In tale situazione, spiegano le organizzazioni sindacali nel volantino, si rende necessaria la definizione di «un nuovo progetto di sviluppo capace di riagganciare la Sardegna al resto del paese, darsi una valida strategia per superare i condizionamenti storici e geografici che conduca alla Rinascita economica e sociale dell’Isola attraverso la ripresa costante e sostenuta della crescita del reddito, dell'occupazione e dell'inclusione sociale: l'obiettivo da assumere è una crescita del PIL di almeno il 3% annuo e di almeno 4 punti del tasso d'occupazione, con l'azzeramento tendenziale dell'indice di povertà».

Uno sguardo al territorio. La filiera dell'alluminio. La zona di Portovesme e quella del Sulcis Iglesiente ospitano, nelle loro aree industriali, l'intera filiera dell'alluminio, si va dal terziario al primario. Tuttavia oggi tre quarti della filiera sono fermi.

A Portovesme, infatti, in provincia di Carbonia Iglesias, si trova il polo industriale metallurgico in cui fino a qualche anno fa operavano Eurallumina, Ex Ila, Rockwool e Alcoa. La prima, impegnata nella trasformazione della bauxite, è ferma da quasi tre anni con i lavoratori in Cassa integrazione, in attesa di una soluzione che possa rendere competitivo l'impianto abbattendo gli alti costi dell'energia. L'Ex Ila, produttrice di laminati di alluminio è chiusa ormai da quattro anni lasciando a casa circa 200 persone. La Rockwoll ha invece delocalizzato la produzioni in Croazia mettendo in mobilità circa 160 lavoratori, sempre per lo stesso motivo: costi dell'energia troppo alti.

Per Alcoa, è prevista, invece, la chiusura a maggio e la conseguente perdita di posti di lavoro per circa mille lavoratori tra diretti e dell'indotto. Alcoa cerca un acquirente che possa mantenere la produzione del sito sardo, nonché la riduzione dei costi dell'energia. i sindacati chiedono a gran voce il ritiro della procedura di mobilità per i del colosso americano dell'alluminio che stanno mettendo in campo tutte le forze per far sì che il Governo si impegni per il futuro dell'Alcoa in Sardegna.

La scorsa settimana una delegazione di operai ha presidiato a oltranza il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma a suon di fischietti e colpi di caschetto a terra. L'8 marzo si è svolto al MISE il tavolo sulla vertenza, ma si è trattato di un incontro interlocutorio ancora insufficiente per dare risposte ai lavoratori.

Per quanto riguarda il settore chimico, presente anch'esso nel territorio sardo, a Porto Torres si trova lo stabilimento Vinyls, azienda produttrice di PVC, i cui lavoratori dopo la soluzione «spezzatino» individuata per i tre stabilimenti del gruppo, e l'annunciata reindustrializzazione a polo di chimica verde, sono ancora in attesa di risposte. Simbolo della protesta dei lavoratori della Vinyls è stata l'occupazione, durata ben 15 mesi, dell'isola dell'Asinara soprannominata 'Isola dei Cassaintegrati', un vero evento mediatico che ha puntato i riflettori sulla vertenza.

E’ per dare voce a tutti i lavoratori, che scontano sulla propria pelle gli effetti della crisi economica e sociale della regione sarda, che CGIL, CISL e UIL invitano le lavoratrici e i lavoratori a partecipare allo sciopero generale dei settori produttivi il 13 marzo e tutta la popolazione a mobilitarsi per rivendicare un modello di sviluppo che parli ai giovani, sia rispettoso dell’ambiente e non abbia le contraddizioni e gli squilibri di quello attuale.

La manifestazione partirà alle ore 9.30 da Piazza Garibaldi a Cagliari e si concluderà a Piazza del Carmine alle ore 12.30. E' attesa la partecipazione del Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, il Segretario nazionale della CISL Luigi Sbarra. Concluderà il Segretario Generale della UIL, Luigi Angeletti.

 

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