La Corte di giustizia dell’Ue
EURALLUMINA
La Corte di giustizia dell’Ue ha annullato, per errore di diritto, la sentenza con cui il tribunale europeo nel 2008 aveva a sua volta annullato la decisione della Commissione Ue di dichiarare nel 2006 aiuti di stato le esenzioni dalle accise sugli oli minerali concesse dal 2002 da Italia, Irlanda e Francia ai produttori di alluminio. La pronuncia riguarda anche l’Eurallumina, che dal 1993 utilizza oli minerali come combustibile per produrre allumina. Ora torneranno davanti al Tribunale le diverse cause sulla materia, dopo i ricorsi contro la decisione della Commissione Ue proposti nel 2006 dai tre Paesi e dalle società interessate. Il provvedimento, su cui c’era stato anche l’intervento del governo, favoriva le aziende nell’approvvigionamento dell’olio combustibile utilizzato nel processo di raffinazione della bauxite. In un primo tempo l’Unione Europea aveva considerato questo trattamento incoerente con le normative comunitarie, obbligando quindi il governo a riscuotere la differenza, che nel caso di Eurallumina ammonta a 12 milioni di euro. Adesso con la fabbrica ferma, il problema rischia di passare in secondo piano, anche se la ridiscussione della causa porterà via sicuramente molto tempo. Sul versante della Ila, la ex Otefalsail, l’azienda che produceva profilati di alluminio ed i cui 200 dipendenti sono in cassa integrazione da un anno, si registra invece una battuta d’arresto. Il gruppo marchigiano che si era fatto avanti per acquistarla avrebbe infatti sospeso i negoziati dopo la vicenda Alcoa, visto che riaprendo i battenti, lo stabilimento avrebbe dovuto utilizzare l’alluminio fuso della multinazionale americana. Senza quel prodotto non ci sarebbero prospettive allettanti perché l’arrivo di materia prima dalla penisola farebbe salire a dismisura i costi di esercizio. La palla adesso torna nelle mani dei commissari liquidatori, con i quali la Regione ha avviato un confronto per allungare per quanto è possibile i tempi della cig. Anche il futuro di questa società dipenderà quindi dall’esito dell’incontro di Roma dove si decideranno i costi delle tariffe.
La Corte di giustizia dell’Ue ha annullato, per errore di diritto, la sentenza con cui il tribunale europeo nel 2008 aveva a sua volta annullato la decisione della Commissione Ue di dichiarare nel 2006 aiuti di stato le esenzioni dalle accise sugli oli minerali concesse dal 2002 da Italia, Irlanda e Francia ai produttori di alluminio. La pronuncia riguarda anche l’Eurallumina, che dal 1993 utilizza oli minerali come combustibile per produrre allumina. Ora torneranno davanti al Tribunale le diverse cause sulla materia, dopo i ricorsi contro la decisione della Commissione Ue proposti nel 2006 dai tre Paesi e dalle società interessate. Il provvedimento, su cui c’era stato anche l’intervento del governo, favoriva le aziende nell’approvvigionamento dell’olio combustibile utilizzato nel processo di raffinazione della bauxite. In un primo tempo l’Unione Europea aveva considerato questo trattamento incoerente con le normative comunitarie, obbligando quindi il governo a riscuotere la differenza, che nel caso di Eurallumina ammonta a 12 milioni di euro. Adesso con la fabbrica ferma, il problema rischia di passare in secondo piano, anche se la ridiscussione della causa porterà via sicuramente molto tempo. Sul versante della Ila, la ex Otefalsail, l’azienda che produceva profilati di alluminio ed i cui 200 dipendenti sono in cassa integrazione da un anno, si registra invece una battuta d’arresto. Il gruppo marchigiano che si era fatto avanti per acquistarla avrebbe infatti sospeso i negoziati dopo la vicenda Alcoa, visto che riaprendo i battenti, lo stabilimento avrebbe dovuto utilizzare l’alluminio fuso della multinazionale americana. Senza quel prodotto non ci sarebbero prospettive allettanti perché l’arrivo di materia prima dalla penisola farebbe salire a dismisura i costi di esercizio. La palla adesso torna nelle mani dei commissari liquidatori, con i quali la Regione ha avviato un confronto per allungare per quanto è possibile i tempi della cig. Anche il futuro di questa società dipenderà quindi dall’esito dell’incontro di Roma dove si decideranno i costi delle tariffe.
Pubblicità