La Chiesa sostiene gli operai Eurallumina
di Antonella Pani
Una domenica all'insegna della riflessione nel presidio dei lavoratori Eurallumina, giunti ieri al dodicesimo giorno di protesta davanti al palazzo del Consiglio regionale a Cagliari. Ieri mattina molte famiglie hanno raggiunto i lavoratori nel presidio per la mattina di riflessione promossa da don Salvatore Benizzi, il responsabile della pastorale per il lavoro della Diocesi di Iglesias. Il lavoro che non c'è o che, come nel caso dell'Eurallumina, all'improvviso viene messo in discussione facendo precipitare nell'angoscia centinaia di famiglie. «Il Papa qualche giorno fa ha fatto un riferimento preciso all'importanza del lavoro - ha ricordato don Bennizzi agli operai - un monito importante in un momento come questo. Il 31 anche noi vi saremo vicini nella manifestazione a Roma». Tanti gli interventi degli operai, che attendono il vertice di fine mese per capire cosa ne sarà della loro fabbrica. «Siamo molto preoccupati - ha detto Antonello Pirotto, della Saf Cisl - ma anche determinati a centrare il nostro obiettivo». Ieri presso le tende montate in via Roma anche tanti passanti si sono fermati ad ascoltare. «Il lavoro è un diritto fondamentale - ha sottolineato Francesco Garau, delegato Filctem Cgil nella Rsu - e, spesso, nel nostro territorio dobbiamo combattere per difenderlo». Mercoledì 500 lavoratori partiranno verso Roma, dove giovedì si terrà una manifestazione con corteo che culminerà in piazza Barberini, sede del ministero dello Sviluppo economico. Lì si svolgerà l'incontro tra Eurallumina, Regione, sindacato e responsabili del ministero. Oggi alle 10,30, inoltre, è convocato il Consiglio regionale con all'ordine del giorno il caso Eurallumina. La Regione e i capigruppo del Consiglio hanno già garantito ai lavoratori la massima unità nel sostenere la battaglia per il lavoro. Secondo alcuni sarebbe auspicabile, intanto, anche la mobilitazione dei parlamentari sardi. «Dovrebbero fare blocco i rappresentanti di maggioranza ed opposizione - ha suggerito Sergio Murenu, della Filctem Cgil - per fare la giusta pressione sul Governo».