Inizia la battaglia contro i veleni

Pubblicato il da sandro

 

 
Accertata la presenza nell'acqua di metalli pesanti. Cresce l'attesa per Eurallumina e Portovesme srl
La Regione ha autorizzato il primo intervento di bonifica della falda acquifera del polo industriale di Portovesme inquinata da metalli pesanti. Sarà un'impresa specializzata a prelevare l'acqua dai pozzi nell'area ex Alumix per depurarla dai veleni.

La battaglia ai veleni che ammorbano le falde acquifere che scorrono sotto gli stabilimenti del polo industriale di Portovesme inizia dell'Alumix. Una speciale apparecchiatura perforerà il terreno fino a raggiungere la falda, pomperà l'acqua in superficie, la convoglierà in un apposito impianto dove verrà depurata dei veleni (soprattutto metalli pesanti che la ammorbano, prima 
di essere lasciata defluire nella rete fognaria.
La Regione ha dato il via libera, infatti, al trattamento delle acque di falda nell'area ex Alumix sottoposta a bonifica da circa un anno. Dopo avere esaminato il progetto presentato da una ditta specializzata, la Simam, per installare un impianto mobile nell'area in questione a Portovesme, la Giunta regionale ha autorizzato l'inizio delle operazioni.

VIA LIBERA
 L'impianto si trova già nell'area ex Alumix perché si è svolta, nei mesi scorsi, una campagna di sperimentazione: ora il trattamento delle acque inquinate da metalli pesanti e composti organici potrà iniziare su più larga scala, nel terreno interessato, senza che ci sia bisogno della Valutazione di impatto Ambientale. Le acque emunte dalla falda sotterranea saranno trattate dall'impianto, liberate dalle sostanze inquinanti e poi scaricate nella rete fognaria. In questo modo l'area ex Alumix, in passato al centro di aspre polemiche per i ritardi nella bonifica, potrà liberarsi dal suo fardello di veleni.

FALDA INQUINATA
 È il primo passo per affrontare il problema della falda acquifera inquinata che, ovviamente, non è confinato all'area ex Alumix, ma riguarda tutta l'area industriale di Portovesme, guadagnandosi in pieno il titolo di emergenza ambientale numero uno. Nel terreno in questione, la depurazione procederà attraverso l'impianto mobile mentre negli altri terreni del polo industriale il Ministero dell'Ambiente ha optato per il progetto della barriera idraulica, un sistema di 120 pozzi da cui sarà aspirata l'acqua inquinata. Dal ministero è arrivata un'unica raccomandazione: massima celerità nel completare l'intervento.

EURALLUMINA 
Intanto cresce l'attesa a Portovesme attorno al futuro delle industrie. Si attende la convocazione del vertice su Eurallumina, già previsto per il 9 e poi annullato. Per tutta la giornata di ieri operai e organizzazioni sindacali hanno aspettato inutilmente che da Roma arrivasse la comunicazione dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ci sarebbero da appianare ancora alcuni ostacoli e in questa direzione starebbe lavorando lo staff del ministro. Non trapelano però altre notizie ufficiali, ma circola la voce che le posizioni di Eni e Rusal sul prezzo dell'olio combustibile sarebbero ancora distanti. 

PORTOVESME SRL 
L'altra data importantissima che ancora non si conosce è quella della nuova riunione del Cipe che dovrebbe dare il via libera al contratto di programma della Portovesme srl. La seduta era prevista per il 5 novembre ma è stata improvvisamente annullata e ora si attende una nuova convocazione che potrebbe arrivare la prossima settimana. «Passi per tutte le aziende che stentano a mettere a disposizione risorse proprie - si legge in una nota di Giampaolo Diana, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale - ma il caso della Portovesme srl è assurdo e vergognoso. L'azienda è pronta ad investire 300 milioni di euro, chiede le autorizzazioni per costruire un impianto eolico con risorse proprie e chiede un contratto di programma per incrementare la produzione di zinco. Dove sono Governo e Regione?» La delibera del Cipe dovrebbe sbloccare l'avvio dei lavori per l'incremento della produzione di zinco. Sul fronte eolico, invece, si attendono le prescrizioni dal Ministero dell'Ambiente, in base alle quali la Regione potrà poi emanare l'autorizzazione unica. La partita della Portovesme srl sembrava giunta ad una svolta, ma il rinvio del Cipe ha rimesso tutto in gioco e ora si attende una nuova seduta.

ANTONELLA PANI
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