«Il gasdotto Galsi? Non fra le posidonie di Porto Botte»
Sindaci e ambientalisti uniti
Tra gli sponsor dell'ipotesi alternativa l'amministrazione comunale di Portoscuso, il Comune di Sant'Antioco, Adriano Aversano, ingegnere ed ex sindaco di Calasetta, l'associazione ecologista Amici della Terra-Gruppo di Intervento Giuridico e il consigliere di Portoscuso Angelo Cremone.
Nel tracciato “ ufficiale ” i tubi in arrivo dall'Algeria dovranno sbarcare a Porto Botte e poi proseguire via terra.
Il progetto alternativo invece prevede lo sbarco del gasdotto a Portovesme, in piena area industriale.
«In questo modo - ha spiegato Adriano Aversano, che ha redatto il progetto - si eviterà il disastro delle praterie di posidonia e si eviterebbero le centinaia di espropri necessari quando i tubi toccheranno terra.
A Portovesme c'è già un canale dove possono passare i tubi, la zona del porto è già stata caratterizzata e ci sono tutte le infrastrutture necessarie.
Una volta toccata terra il gasdotto potrebbe seguire il percorso delle strade ferrate ex Fms, e portare il metano verso il Sulcis perché, è bene sottolinearlo, nella prima fase del Galsi “ ufficiale ” non è prevista nessuna diramazione».
Il progetto alternativo incassa l'appoggio di Portoscuso e di Sant'Antioco promotori dell'iniziativa.
Stefano Deliperi, presidente di Amici della Terra, spiega che
«il progetto Galsi ha un alto impatto ambientale e un costo economico alto che paga anche la collettività, visto che la Sfirs è socia di Galsi».
Per Angelo Cremone, consigliere comunale di Portoscuso, il progetto alternativo «darebbe alle aziende l'opportunità di usare il gas e permetterebbe di utilizzare strutture già esistenti, senza nessun impatto ambientale».
«Non possiamo permettere che ancora una volta la Sardegna venga usata come piattaforma di servitù», dice il consigliere regionale del Psd'Az e sindaco di Sant'Anna Arresi, Paolo Dessì:
«In questa prima fase non sono previste centrali di smistamento».
La modifica del tracciato del Galsi è sollecitata anche in una mozione del gruppo dei Riformatori in Consiglio regionale.
ANTONELLA PANI
«Minore impatto ambientale e risparmio economico:
il Galsi deve sbarcare a Portovesme, non a Porto Botte»:
è stata presentata ieri mattina a Portoscuso una proposta alternativa per il tracciato del gasdotto che dovrebbe trasportare il metano dall'Algeria alla Sardegna per poi proseguire verso la Penisola.Tra gli sponsor dell'ipotesi alternativa l'amministrazione comunale di Portoscuso, il Comune di Sant'Antioco, Adriano Aversano, ingegnere ed ex sindaco di Calasetta, l'associazione ecologista Amici della Terra-Gruppo di Intervento Giuridico e il consigliere di Portoscuso Angelo Cremone.
Nel tracciato “ ufficiale ” i tubi in arrivo dall'Algeria dovranno sbarcare a Porto Botte e poi proseguire via terra.
Il progetto alternativo invece prevede lo sbarco del gasdotto a Portovesme, in piena area industriale.
«In questo modo - ha spiegato Adriano Aversano, che ha redatto il progetto - si eviterà il disastro delle praterie di posidonia e si eviterebbero le centinaia di espropri necessari quando i tubi toccheranno terra.
A Portovesme c'è già un canale dove possono passare i tubi, la zona del porto è già stata caratterizzata e ci sono tutte le infrastrutture necessarie.
Una volta toccata terra il gasdotto potrebbe seguire il percorso delle strade ferrate ex Fms, e portare il metano verso il Sulcis perché, è bene sottolinearlo, nella prima fase del Galsi “ ufficiale ” non è prevista nessuna diramazione».
Il progetto alternativo incassa l'appoggio di Portoscuso e di Sant'Antioco promotori dell'iniziativa.
Stefano Deliperi, presidente di Amici della Terra, spiega che
«il progetto Galsi ha un alto impatto ambientale e un costo economico alto che paga anche la collettività, visto che la Sfirs è socia di Galsi».
Per Angelo Cremone, consigliere comunale di Portoscuso, il progetto alternativo «darebbe alle aziende l'opportunità di usare il gas e permetterebbe di utilizzare strutture già esistenti, senza nessun impatto ambientale».
«Non possiamo permettere che ancora una volta la Sardegna venga usata come piattaforma di servitù», dice il consigliere regionale del Psd'Az e sindaco di Sant'Anna Arresi, Paolo Dessì:
«In questa prima fase non sono previste centrali di smistamento».
La modifica del tracciato del Galsi è sollecitata anche in una mozione del gruppo dei Riformatori in Consiglio regionale.
ANTONELLA PANI
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