I pensieri dei lavoratori eurallumina

Pubblicato il da sandro

... non esiste benessere sociale se manca quello politico

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Vorrei trarre spunto dai commenti postati da nostromo per condividere con voi qualche riflessione. Anch'io sono di iglesias ed è vero, gran parte degli esercizi commerciali in buona salute, nella fattispecie luoghi dove si beve alcool o si da sfogo alla propria dipendenza dall'acquistare oggetti più o meno utili, sono in mano a ''forestieri''. Ora, io sono contento che tu, nostromo, abbia trovato la tua dimensione altrove, geograficamente o a livello di azienda, e da come parli si capice che hai avuto modo di confrontarti con realtà ben diverse dalla nostra, ma pensare che il turismo e tutto ciò che vi gravita attorno sia la soluzione ai nostri problemi mi sembra, perdonami, quantomeno riduttivo. Io ad esempio (e non me ne vogliano gli intraprendenti e validissimi gestori dei bar) nella mia vita ho scelto di studiare, sperando ingenuamente di trovare un giorno un posticino che mi permettesse quantomeno di campare dignitosamente, e magari anche di portare un modesto contributo alla crescita e allo sviluppo della nostra terra. Perchè, nostromo, anche di questo si tratta, ogniuno di noi in uno stabilimento sta imparando ogni giorno cose nuove, capisci? e le sta facendo imparare agli altri, attraverso la condivisione della conoscenza. E anche questo porta ad una crescita, ma stavolta non solo economica, come mandare avanti un ristorante, ma anche culturale, i nostri operatori e i tecnici hanno sempre avuto modo di suscitare ammirazione e stima per le capacità la professionalità e la competenza dimostrata sul campo. Questo è un popolo che cresce! E non bisogna nemmeno prendersela con la globalizzazione che anzi dev'essere un incentivo allo sviluppo e alla crescita, perchè una leale competizione richiede il raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi, senza i quali probabilmente si finirebbe a sguazzare in uno stagno, dove, tu me lo insegni, i pesci prima o poi finiscono. E allora il problema dove sta? Hai ragione quando dici che il problema siamo noi, noi che non ci siamo ancora resi conto che i signori che siedono su comode poltrone in viale trento ci tengono per le palle da decenni, perchè hanno capito che il nostro è un bacino elettorale troppo importante, è una gallina dalle uova d'oro per tutti, sindacalisti compresi. A volte ho proprio l'impressione che sia tutto un grande bluff, e che, mobilitazione o meno le cose si sistemeranno da sole, come in una rappresentazione teatrale. In troppi, di destra e di sinistra, hanno barattato finora con le multinazionali, che dopo aver sfruttato incentivi e spolpato impianti e territorio hanno smontato baracca e burattini senza investire neanche un soldo. Non si tratta di far diventare fontana mare come la riviera romagnola o far aprire il billionaire a porto paglia, si trtta di riprenderci ciò che è nostro, e far si che chi deve tutelarci lo faccia davvero, senza compromessi e con l'ambizione di far diventare portovesme un polo tecnologico d'eccellenza da lasciare in eredità anche ai nostri figli.
Abbiamo il potenziale, sfruttiamolo con intelligenza.





Crisi Portovesme: i parroci del Sulcis scrivono a Silvio Berlusconi
I parroci del Sulcis Iglesiente hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al Presidente della Regione, Ugo Cappellacci per chiedere immediate risposte sul tema della crisi economica che ha messo in ginocchio il territorio. “Abbiamo preso la decisione di scrivere questa lettera – si legge nel documento - perché fortemente preoccupati per le condizioni economiche che stanno influenzando negativamente la vita sociale degli abitanti della zona. Assistiamo, con assiduità sempre maggiore a famiglie che si rivolgono alle Caritas territoriali per chiedere anche solo qualche derrata alimentare che permetta loro di arrivare al mese successivo. Nei mesi scorsi si era aperto uno spiraglio con il provvedimento del Vpp per le tariffe elettriche, ma purtroppo non vediamo mutamenti positivi nel panorama locale. Una moltitudine di lavoratori in cassa integrazione, famiglie che campano con 500 euro al mese e lavoratori alla disperazione. Signori Presidenti questo territorio non ha più la forza di attendere, le famiglie non possono più aspettare. Il primo firmatario è don Giovanni Pietro Garau, parroco di Portoscuso e sottoscrivono don Antonio Mura (Carbonia), don Silvano Cani (cappellano a Iglesias), don Giancarlo Cannas (Carbonia), don Giampiero Marongiu (Serbariu), don Giampaolo Cincotti (Carbonia), don Antonio Carta (Portoscuso), don Bachisio Carta (Paringianu), don Elio Tinti (Sant’Antioco), don Amilcare Gambella (Cortoghiana), don Ignazio Porcu (Villamassargia), don Dionigi Sulis (Gonnesa) e don Tonino Bellu (San Giovanni Suergiu). “Confidando nella vostra disponibilità e sensibilità, chiediamo un vostro intervento per sbloccare questa situazione in tempi brevissimi, perché questo territorio ne ha estremo bisogno e voi avete la giusta autorevolezza per risolvere, finalmente, i problemi della gente comune”.




Cari colleghi i dipedenti dell'EURALLUMINA sin dall'inizio si sono distinti e sono stati un esempio capillare per tutto il polo industriale,riuscendo con l'unità di TUTTI -ANCHE SE CON DIVERSA IDEOLOGIA POLITICA SINDACALE-a concludere contratti che ci invidiavano anche a livello Nazionale.
Quando la fabbrica era attiva ha svolto,non dimentichiamolo,un importante ruolo sociale come quello che per primo mi viene in mente, dell'inserimento degli steggisti che hanno fatto da noi il praticantato.Grazie alla nostra collaborazione hanno potuto conoscere il vero mondo lavorativo acquisendo conoscenze preziose riguardo il funzionamento degli apparati elettrici,elettronici,strumentali e meccanici.Molti di loro hanno anche trovato occupazione alla Saras,alla Carbonsulcis ecc....E mi rinfranca sapere che molti di loro non si sono dimenticati di noi e che hanno risposto,con grande partecipazione e solidarietà alla nostra DISCESA IN CAMPO.
Anche se può dare fastidio a qualcuno l'Eurallumina comunque resta e resterà un esempio industriale invidiato e questo grazie anche ai lavoratori delle imprese d'appalto che hanno sempre lavorato con professionalità e serietà.
Ora che la fabbrica si trova in difficoltà tante sono le cornacchie pronte a sputtare sentenze pur non conoscendo la realtà delle cose.
Sono convinto e mi auguro che anche il problema del sequestro del bacino dei fanghi rossi verrà chiarito in tempi,speriamo,brevi perchè c'è in gioco la sopravvivenza di 700 famiglie.
Mi preme anche ricordare che in questo periodo di cassa integrazione molti di noi si sono messi a disposizione della Protezione Civile per il terremoto in Abruzzo;infatti qualche collega è rientrato da questi luoghi.
Dico questo per ricollegarmi a quello che ho scritto all'inizio del mio discorso cioè che Noi dipendenti Eurallumina siamo sempre stati solidali,anche con dati di fatto,con chi si trova in difficoltà.
Chiedo inoltre vivamente alle autorità della zona,di dare al più presto un sito dove poter collocare i fanghi rossi,in modo da poter assicurare i nuovi investimenti per la ripresa e togliere ogni scusa,come da accordo firmato a Roma.
Ci vediamo in provincia e spero che ci siano anche i colleghi delle imprese d'appalto.
CIAO a TUTTI


FRANCESCO MILIA





Cari colleghi dell'Eurallumina e delle imprese d'appalto. Forse mi ripeterò rispetto alle cose dette ieri in assemblea,visto però il ripetesi del tono di qualcuno che scrive in questo sito,sento la necessità di riaffermare l'esigenza di invitarvi a smetterla con attacchi personali, con inutili, sterili e dannose polemiche che non costruiscono nulla!!!. Abbiamo tutti l'assoluta esigenza di unire le forze su obbiettivi comuni e condivisi. Con la manifestazione di alcuni giorni fa in provincia, abbiamo ottenuto un primo grande risultato: la convocazione per il 9 ottobre ad Iglesias di tutti i sindaci del territorio, per discutere del problema '' bacino fanghi rossi ''. Altra cosa importante da sottolineare, è che l'incontro avverrà alla presenza dei lavoratori. Facciamo tutti uno sforzo per partecipare numerosi, in parte anche dalla nostra presenza dipenderanno le decisioni che in quella sede verranno prese. Come ben sapete l'individuazione del nuovo sito per il bacino fanghi, ha molti avversari; alcuni in buona fede, altri cavalcano il dissenso popolare spesso dovuto ad una non corretta informazione. Mi riferisco agli ultimi fatti che hanno visto i bacini dei fanghi esistenti, coinvolti in provvedimenti giudiziari per avere accolto, così si apprende dalla stampa, sostanze inquinanti. E' ovvio che la magistratura debba fare serenamente il suo lavoro, mi permetto però di esprimere la mia forte preocupazione circa il clima che nell'opinione pubblica si sta montando, ancor prima che appunto la magistratura, abbia fatto piena luce su questa vicenda. Certo è noto a tutti che le falde acquifere dell'area industriale sono state interessate da tutte le industrie che per 35 anni hanno operato nel territorio, è anche noto a tutti, in particolare alle autorità scientifiche che l'Eurallumina per produrre allumina, utilizza nel proprio ciclo produttivo soda caustica. Allora la domanda sorge spontanea: l'arsenico riscontrato nelle acque di falda, da dove proviene?. E' lecito che i lavoratori sollecitino l'università degli studi di Cagliari, affinchè faccia analisi scientifiche, per ottenere riscontri oggettivi sulla esatta provenienza di queste sostanze nocive?. Io credo che i lavoratori debbano porsi questi problemi per sgombrare in tempi brevi gli ostacoli che si stanno inserendo proprio nel momento in cui il protocollo d'intesa firmato a Roma tra Rusal, Governo, regione Sarda e sindacati, doveva trovare applicazione anche per la parte che riguarda il nuovo sito. Su questi problemi dobbiamo sentirci impegnati,lavoratori diretti ed indiretti. Se l'Eurallumina riparte ci sarà nuovamente il lavoro per i lavoratori dell'Eurallumina e per i lavoratori degli appalti. Saluti..

nicola arrius



Capisco lo sfogo di tutti sopratutto di quelli senza cassaintegrazione come i colleghi di alcune imprese d'appalto o alcuni ragazzi precari....Capisco anche che può sembrare facile per me, o per noi, fare certe affermazoni, visto che sono, o siamo, nel gruppo dei fortunati che hanno cassaintegrazione e integrazione ed è giusto perchè ''con la pancia piena'', se si puo usare questa espressione, si ragiona in modo diverso dalle persone che non percepiscono piu il salario e hanno grosse difficoltà a dare da mangiare ai propri figli....Ma bisogna comunque continuare con la mobilitazione,perchè è appena iniziata e non sarà facile uscirne vincitori anche se abbiamo un protocollo d'intesa firmato!!! Per quanto riguarda il forum ho già detto come la penso,il fatto di poter scrivere in modo anonimo da la possibilità a certe persone di insultare ed offendere i colleghi grautitamente mettendo in cattiva luce anche quelli che (sempre in modo anonimo) partecipano e scrivono in modo costruttivo. Ma siccome ho visto che alla maggior parte dei colleghi va bene cosi....siamo in democrazia e mi adeguo. Concordo con Nicola,la cosa più brutta che ci è capitata non è tanto il fatto che hanno sequestrato il bacino ma l'impatto che questo ha avuto sull'opinione pubblica. Sulla stampa non si parlava di Eurallumina da Aprile....poi di botto ci siamo ''meritati'' la seconda paggina....e se chiedete in giro quello che è rimasto nella mente delle persone è : ''BACINO FANGHI ROSSI'', '' TRAFFICO ILLEGALE DI RIFIUTI'' e ''ARSENICO''!!! Adesso sommate il tutto e provate a pensare come siamo visti dalla gente dei paesi limitrofi sopratutto ora che stiamo lottando per avere il nuovo bacino!!!Nessuno ha scritto che Arsenico, Bario e gli altri inquinanti trovati non sono presenti nel processo Eurallumina!!! Nessuno ha scritto che questi inquinanti sono presenti nella falda e che la falda non attraversa solo il terreno Eurallumina!!!Nessuno ha scritto che se si sono trovate tracce di questi inquinanti nel bacino è perchè si pompava acqua di falda '' GIA INQUINATA'' e la si utilizzava come acqua di processo!! Nessuno ha detto che queste sostanze sono presenti in tutto il territorio di portovesme da 40 anni!!! Ma in tutto questo c'è una differenza.....Eurallumina è Ferma!!!! E' come tante volte succede negli incidenti stradali.....di solito si da la colpa al morto perchè tanto non puo parlare....( macabro esempio ma rende l'idea). Pensate al problema ambientale degli altri stabiimenti....per quasi un mese si stava inquinando in modo allucinante ( almeno a quello che dicevano le persone che denunciano queste cose), sono stati minacciati con la chiusura dello stabilimento e dagli ultimi controlli degli enti preposti è stato trovato tutto in regola...OPSSSS ( cosi scrivono i giornali, quindi per l'opinione pubblica è tutto risolto).....Signori se avessero dichiarato il contrario avremmo avuto altri 1200 cassaintegrati.....Nessuno di noi è contro la magistratura, anzi che faccia il suo lavoro....ma sinceramente permettere in silenzio che l'Eurallumina si accolli le colpe di tutto l'inquinamento di Portovesme....non è giusto. Per questo propongo di preparare dei volantini nel quale spieghiamo come sono esattamente le cose: Scriviamo perchè è stato sequestrato veramente il bacino,scriviamo che noi lavoratori non siamo contro la magistratura ma siamo per la verità, scriviamo che non siamo per l'inquinamento indiscriminato ma vogliamo che nella costruzione del nuovo bacino siano utilizzate tutte le tecnologie possibili per evitarlo o limitarlo al massimo, scriviamo che non siamo come ha scritto qualche giornalista : '' pronti a barattare il posto di lavoro con l'accettazione di altri veleni''!!!! Andiamo noi stessi a consegnarli a mano ai cittadini dei paesi limitrofi e parliamoci, che capiscano che persone siamo. Se volete io sono disponbile a portare avanti questa iniziativa, parliamo con la RSU e vediamo cosa ne pensa. Chiaramente è un'iniziativa da affiancare a tutte le altre piu' importanti ma anche questa ha il suo peso.Sono d'accordo anche con chi dice che dobbiamo far smuovere i politici in modo che chiariscano a tutte le istituzioni coinvolte che il dissequestro del bacino in tempi celeri per noi è importante come avere il sito per il nuovo. Il 9 andiamo tutti in Provincia ad Iglesias....sicuramente non avremo subito il sito per il bacino ma a me non va bene neanche che si inizzi a rimbalzare da una riunione all'altra, da una settimana all'altra perchè nessuno si vuole prendere la responsabilità!!! Quindi dobbiamo comunque essere incisivi e determinati a non lasciarci sfuggire di mano la situazione. Alla luce di tutto ciò concordo con chi parla di UNITA'.....infatti è l'unica arma che abbiamo!!!

El pueblo unido jamás será vencido (Il popolo unito non sarà mai vinto)!!!

P.S. La INNSE insegna.....In questi giorni hanno iniziato le riassunzioni di tutti i dipendenti e intorno al 12 Ottobre dovrebbero riprendere le produzioni.....erano dati per spacciati e la fabbrica doveva essere smantelleta....a voi le conclusioni.

Gian Marco Mocci



''Il patrimonio dell'Eurallumina, la fabbrica di Portovesme della Rusal, deve essere messo sotto sequestro preventivo per fare fronte ad eventuali danni di natura ambientale''. La proposta è stata lanciata dal consigliere comunale dei Verdi di Portoscuso Angelo Cremone che ha chiesto alla Giunta la convocaziopne di un'appositya seduta del Consiglio. Secondo Cremone il Comune deve cautelarsi sulla disponibiltà delle risorse necessarie per fronteggiare una eventuale emergenza ambientale in relazione all'arttività dello stabilimento dell'allumina. Ciò alla luce dell'inchiesta sull'ipotesi di disastro ambientale aperta dalla Procura sulla gestione del bacino dei fanghi rossi.

Mauro


Non sono d'accordo, quella di cremone non è un'uscita irresponsabile anzi! al contrario è un giochetto organizzato e pensato ad arte! Lui sa che è improbabile che venga sequestrata preventivamente la fabbrica, ma stà sfruttando l'effetto secondario di tutto questo e cioè l'impatto che questa richiesta ha sull'opinione pubblica!!! Sta parlando di '' far fronte ad eventuali danni di natura ambientale'' cosa crediamo che la gente vada a pensare dopo una cosa del genere??? Il problema grande è che alla gente si stà dicendo una marea di inesattezze sfruttando il fatto che se una persona non è del ''mestiere'' o comunque non sa di preciso di cosa si stà parlando è inevitabile che si faccia idee sbagliate!!!!!Tutto questo mira a creare problemi alla ricerca di un nuovo sito per il bacino, perchè si sa che l'opinione pubblica ha un grosso peso sulla decisione finale!!!Per il resto, mi sono spiegato male, volevo dire che questi giorni il forum era pieno di parolacce, minacce tra colleghi ecc ecc e mi sembrava strano che adesso che dall'esterno continuano a minare la possibilità di una ripartenza nessuno dica, e con forza, ciò che pensa....tutto qui....E' sempre tempo per incazzarsi, noi abbiamo una strategia da seguire, una scaletta di obiettivi da raggiungere...nessuno ha detto che non può essere modificata o resa più aspra in base ai risultati o ai non risultati. Poi possiamo rimanere ore a discutere se dovevamo incazzarci prima, con prese di posizione diverse, con mobilitazioni estreme ecc ecc. Per quello che mi riguarda, pensavo che non si riuscisse a riprendere la mobilitazione neanche a Settembre invece non è stato cosi...adesso dobbiamo solo restare uniti e muoverci insieme.

Gian Marco Mocci


CIAO A TUTTI .
MI CHIEDO MA PERCHE' INVECE DI SCANNARVI NON SIETE UNITI?
PERCHE' NON ROMPETE LE PALLE AI SINDACALISTI E PARTITE A ROMA A FARE CASINO CON MOGLI E BAMBINI?
PERCHE' DI VOI NE PARLANO SOLTANTO I TELEGIORNALI REGIONALI E NON QUELLI NAZIONALI ?
PERCHE' QUARANTA OPERAI HANNO FATTO PIU' RUMORE DI QUARTTROCENTO DIPENDENTI EURALLUMINA E ALTRETTANTI DELLE IMPRESE?
NON VE LE SIETE MAI POSTI QUESTE DOMANDE E ALLORA INVECE DI CREDERE ALLE FAVOLE USCITE DI CASA E ANDATE A FARE CASINO E NON A FARE RIUNIONI CHE NON PORTANO A NIENTE .
STATE CERTI CHE SE CI FOSSERO STATI I NOSTRI GENTORI NON ERANO A CASA A PIANGERSI A DOSSO MA ERANO A LAVORO A FARE CASINO .
VI SIETE RESI CONTO CHE DAL PRIMO APRILE SIETE ANDATI IN LETARGO .
SVEGLIATEVI E NON ABBIATE PAURA DELL'OPINIONE PUBBLICA STATE SOLO LOTTANDO PER UN VS DIRITTO QUELLO DEL LAVORO.


Dovranno comparire in cinque davanti al giudice per rispondere dell'infortunio sul lavoro nel quale perse la vita l'operaio Simone Medas. Sono l'amministratore delegato e il direttore dell'Eurallumina Vincenzo Rosino e Nicola Candeloro insieme a tre tecnici.
I l processo si farà. A due anni e due mesi dalla morte in fabbrica di Simone Medas, il gup Daniela Amato ha disposto ieri mattina il rinvio a giudizio per i vertici dell'Eurallumina, lo stabilimento dove il giovane di Iglesias perse la vita il 31 luglio del 2007. Il reato contestato è omicidio colposo. Cinque le persone che il 26 gennaio 2010 dovranno presentarsi davanti al giudice monocratico, come sollecitato il pubblico ministero Emanuele Secci che ha portato avanti le indagini. Si tratta dell'amministratore delegato Vincenzo Rosino, del direttore Nicola Candeloro (attuale assessore provinciale alle Politiche della scuola), Paolino Serra, responsabile del servizio prevenzione e protezione, degli ingegneri Giorgio Pompei e Diego De Vecchi, rispettivamente capo servizio dell'unità operativa ciclo Bayer e laboratorio e capo sezione unità operativa Bayer.
L'ACCUSA Tutti devono rispondere, seppure con le differenti responsabilità attribuite loro dai ruoli ricoperti all'interno della fabbrica, di quel tragico episodio avvenuto nella sala filtri dove Simone Medas, 29 anni appena compiuti, lavorava da poco tempo con un contratto in scadenza. Gli imputati saranno difesi dagli avvocati Luigi Concas, Patrizio Rovelli e Guido Manca Bitti. Per i familiari della giovane vittima (che hanno rinunciato alla costituzione di parte civile annunciata in un primo momento) la vicenda continua a essere seguita dall'avvocato Marco Aste, il quale si è occupato del caso sin da quel tragico 31 luglio di due anni fa.
La fase processuale dovrà stabilire se esistono e quali siano le responsabilità da parte degli imputati.
LA RICHIESTA Numerosi gli elementi che avevano indotto la Procura della Repubblica a chiedere il rinvio a giudizio dell'intera scala gerarchica dello stabilimento, ma in particolare il pubblico ministero Emanuele Secci aveva evidenziato lacune nei dispositivi di sicurezza e nella formazione del lavoratore. Secondo la Procura nell'area filtri avrebbero dovuto esserci tutti quei sistemi di sicurezza in grado di evitare il passaggio dei lavoratori mentre il macchinario era in movimento. Un altro aspetto ritenuto fondamentale è quello relativo alla formazione del lavoratore in materia di sicurezza e prevenzione degli infortuni. Elementi fondamentali che, come ha evidenziato il pubblico ministero nel momento in cui ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio, sarebbero mancati. Simone, ad esempio, avrebbe fatto un corso di breve durata, non sufficiente a istruirlo compiutamente sugli accorgimenti da adottare. Da qui la contestazione dell'omicidio colposo per negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme di prevenzione sugli infortuni.
PARTE CIVILE Intanto il sindacato ribadisce la volontà di costituirsi parte civile al processo per la morte del lavoratore. «L'intenzione dei rappresentanti dei lavoratori è sempre quella espressa dopo il terribile infortunio - conferma l'avvocato Michele Schirò, legale della Cgil - da qui alla data della prima udienza abbiamo tutto il tempo per formalizzare la costituzione di parte civile». Il sindacato intende rimarcare, così, il fatto che la tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare la sicurezza, deve essere considerata sempre una priorità

Andiamo anche noi a sentire

Mauro


Ragionando sugli ultimi fatti che hanno interessato l'Eurallumina e quindi i lavoratori, voglio fare alcune considerazioni: dopo la fermata dello stabilimento avvenuto nel mese di aprile, sia l'iniziativa del lavoratori, sia quella politica del nostro territorio ha segnato il passo. Praticamente in questi sei mesi è calato il sipario sulla sorte della nostra fabbrica e dei suoi lavoratori. Non c'è stata alcuna presa di posizione circa la ripresa dell'attività produttiva che, come è scritto e firmato nel protocollo d'intesa, implica l'individuazione di un nuovo sito per la costruzione di un nuovo bacino fanghi. Non appena i lavoratori fortemente preocupati per il loro futuro e per le sorti dei giovani del territorio, decidono di riprendere le iniziative di lotta per chiedere il rispetto e quindi l'applicazione di quanto sottoscritto a Roma nel protocollo d'intesa, che costituisce condizione indispensabile per il riavvio dell'Eurallumina, improvvisamente spuntano dei personaggi impegnati nella politica locale, che agitando la bandiera ecologista, ipotizando le conclusioni a cui potrebbe arrivare l'inchiesta della magistratura, chiedono così si legge nella stampa locale, il sequestro dei beni locali dell'Eurallumina per garantire il futuro disinquinamento. Cosa vuol dire in termini pratici questa richiesta? Che in quella preannunciata ipotesi qualcuno comprerebbe pezzi d'impianto o beni immobili che qualcuno dovrebbe mettere in vendita? Ma se ragionassimo in quella direzione, il sequestro dei beni garantirebbero i costi di un eventuale disinquinamento di tutta l'area industriale?. Altra considerazione: se l'inquinamento delle acque di falda dell'area industriale di p.Vesme è la risultante di oltre 35 anni di attività delle industrie che vi operano, sarebbe stato almeno più logico, seguendo lo stesso ragionamento, chiedere il sequestro cautelativo dei beni locali di tutto il polo industriale che ha concorso all'inquinamento. Ebbene questo non lo si chiede ma si punta il dito solo sull'Eurallumina, in piena fase istrutoria da parte della magistratura e mentre tutti i lavoratori si mobilitano per riaprire la fabbrica. Chiudo affermando che ogni partito politico o movimento può esprimere le proprie opinioni o strategie più o meno lungimiranti, ma quando queste possono oggettivamente compromettere la possibilità che questo territorio soppraviva, senza che nell'immediato ci sia un'alternativa per i giovani, allora ritengo che i lavoratori e i disoccupati debbano scendere in piazza con la popolazione per chiedere la riapertura delle fabbriche del nostro territorio, nel rispetto delle leggi e normative in materia d'inquinamento del suolo e dell'atmosfera. Su questi temi credo che il movimento dei lavoratori si sia sempre impegnato e s'impegnerà per il consolidamento del lavoro compatibile con il rispetto dell'ambiente, senza ricevere lezioni di ecologia da nessuno. Saluti. Nicola Arrius.

nicola arrius


Rusal potrebbe perdere un altro straniero business

- Il governo indonesiano ha annunciato che potrebbe avviare la ricerca di un nuovo partner per la bauxite-Rusal impianto di allumina Russia era quello di costruire in collaborazione con locali minatore PT Aneka Tambang Tbk (Antam).
L'impianto indonesiano è Rusal il quarto progetto stranieri ad incontrare problemi.

-La giunta in Guinea cercato di nazionalizzare la bauxite Friguia e complessi di allumina, non appena salito al potere. Un tribunale locale ha dichiarato che nel mese di settembre del complesso devono essere restituiti al governo guineano.

-Nel mese di aprile, il governo della Nigeria ha avviato un'indagine dei termini e delle condizioni di accordo per privatizzare la Smelter Aluminum Company of Nigeria (Alscon), che Rusal riavviato nel febbraio 2008.

-Nel mese di giugno, le autorità del Montenegro hanno annunciato la loro intenzione di riprendere il controllo della Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP), in cui Rusal ha acquistato una partecipazione del 65,4% nel 2005. I conti fonderia KAP per il 51% delle esportazioni del paese in alluminio.

-L’ITALIA che fa’………………………………………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Dalla chiusura dello stabilimento fino ad ora , si è dato vita ad una gara rivolta a chi più riusciva a far presa sulle coscienze dei normali cittadini sfoderando dei meravigliosi discorsi sulle alternative alle industrie che inquinano , sul fatto che è ora di rendersi conto che le fabbriche del polo di Portovesme e quindi anche l'Eurallumina sono arrivate al capolinea , e che anche per troppo tempo la gente , soprattutto quella di Portoscuso, ha dovuto sopportare la presenza delle industrie con tutti i disagi che esse hanno provocato, compreso quello di tenere viva l'economia di un territorio che conta più di centocinquantamila abitanti e che è stato individuato , già da tempo , come uno dei più depressi d'Italia dal punto di vista economico : tutto questo quando le industrie avevano si dei grossi problemi , ma erano ancora tutte più o meno a pieno regime elargendo quindi , molte ma molte più buste paga di quanto non stiano facendo attualmente : credo che di alternative si debba parlare senz'altro , ma nell 'ottica di una prospettiva futura soprattutto per i giovani , e non ora dove centinaia di famiglie non sanno come fare a dare il pane e il latte ai propri figli: penso che sia arrivata l'ora di scoppiare la bolla di sapone che qualche piazzista dell'ultima ora ha costruito , e che si riprenda ad individuare quello che è l'unico obiettivo per centinaia e centinaia di lavoratori.....riprendersi al più presto il proprio posto di lavoro per avere e poter dare un futuro dignitoso alle proprie famiglie e a tutti quelle categorie di lavoratori ( artigiani, commercianti ecc. ) che hanno sempre tratto sostentamento ed hanno potuto sempre vivere dignitosamente grazie alla presenza delle fabbriche in questo territorio.

Daniele Pisu

I lavoratori sono consci del fatto che senza un alternativa al polo industriale non i và da nessuna parte lasciamo stare i finti ambientalisti e pseudo politici e andiamo avanti per la nostra meta , domani arriviamo tutti un pò in anticipo cosi da organizzarci prima, siamo sempre stati civili e democratici , ma inkaz anke un po’


certo a livello di media si è dato un bel segnale, ma secondo me siamo a livelli molto bassi, non siamo ai cancelli eurallumina dove se si faceva casino due giorni,ed era un casino davvero qui gente non siamo ai cancelli ,se non si fa sul serio cioe un garan cagare il cazzo non si fa niente, andiamo tosto c'e gente che è stata sommersa dal fango 'e gente che è stata sommersa dal terremoto, ancora oggi sono incasinati, figuriamoci se con le scene che facciamo si accorgono che ancora esistiamo ,non voglio essere disfatista per coloro che credono (IN BUONA FEDE CHE IL PERCORSO SIA QUESTO)ma gente qui dobbiamo veramente dimostrare che c'e fame altrimenti ci d'hanno un calcio nel culo,e cioe un altro anno di cassa e per voi magari con l'incentivo e poi ciao i giochi sono fatti quello che voglo dire è che quello che abbiamo ora non durera in eterno BLOCCHIAMO IL SULCIS DUE GIORNI VEDREMO!! IO CI SARO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

imprese appalto

Penso che oltre ai sindaci del territorio , oggi il grande assente sia stata l'azienda : dal momento in cui si è parlato di bacino , la direzione dovrebbe essere a fianco nostro nel sollecitare le istituzioni preposte per l'individuazione di una sito dove convogliare i fanghi , elemento imprescindibile dalla ripresa dell'attività produttiva . Chi c'era , ricorderà che nel 2000 o 2001 , non ricordo bene , si presentò il problema della costruzione di un anello per dare continuità allo stabilimento : ebbene , allora l'azienda , soprattutto nella persona dell'Ing. Rosino , coinvolse ed investi' in pieno del problema tutta la forza lavoro , sindacati compresi , naturalmente , affinchè esercitassimo le pressioni giuste per far si che venissero rilasciate le autorizzazioni in merito : stavolta questo ancora non si è verificato :ritengo che per completare il mosaico sia assolutamente indispensabile una dichiarazione pubblica da parte dell'azienda , nella quale si dichiara in maniera chiara e secca , che la Rusal ha , non l'intento , non la volontà , non l'dea o altro , ma un programma di riavviamento a medio termine e che quindi , per poter riavviare gli impianti , e necessario avere a breve , un sito per la costruzione di un nuovo bacino , in modo da poter garantire una attività produttiva stabile e duratura : questo è secondo me quello che ancora manca ma che è di fondamentale importanza per la nostra causa....

Daniele Pisu

Noi CITTADINI di PORTOSCUSO ci opporremo ad un nuovo bacino nel nostro territorio tanto più A MARE come hanno lasciato intendere .

POTOSCUSESE


Ricordando che ormai da diversi anni il Consiglio Comunale ha
sempre formalmente e inequivocabilmente dichiarato l’ assoluta
contrarietà all'ubicazione di nuove discariche nel proprio territorio
e che non possono sussistere validi e giustificabili motivi per
rinnegare questa decisione presa a tutela degli interessi della
collettività di Portoscuso, si è chiesto al Sindaco:
a) La sospensione di qualsiasi parere, accordo o altro
atto amministrativo in merito allo smaltimento dei fanghi rossi;
b)L'indizione di un Referendum popolare a livello comunale,
per ribadire con forza l'assoluta contrarietà alla realizzazione di
nuove discariche nel nostro territorio comunale.

cittadino portoscuso


(SOLO PER RAGIONARE E NON PER ATTACCARE NESSUNO) -------- voglio proprio vedere cosa succederà quando il comune di portoscuso dirà NO ad un nuovo bacino nel proprio territorio...oggi siamo andati via dalla provincia tutti contenti perchè ci è stato detto che seppur venisse negato l'ampliamento a mare si farà in modo di scavalcare la decisione del comune di portoscuso,MA ALLORA MI DOMANDO:perchè non non è stato detto in faccia pure al sindaco di s.g.suergiu che la sua decisione di negare il bacino la si scavalcherà? CI SIAMO FATTI PRENDERE PER IL CULO PURE OGGI PER CASO?!?!?!? i conti senza l'oste non si fanno! voglio proprio vedere chi dirà al sindaco Puddu ''anche se voi dite no al bacino,a noi non importa! il bacino si farà a portoscuso punto e basta!'' MA SCUSATE,MA CHI è IL SINDACO DI S.G.SUERGIU PER POTER DIRE NO,MENTRE IL SINDACO DI PORTOSCUSO DEVE ABBASSARE LA TESTA E DIRE SI INCONDIZIONATAMENTE? ma a questo ci avete pensato? le cose son due secondo me; la prima - o hanno già deciso dove fare il nuovo bacino,e ci stanno tenendo per il collo sino alle prossime elezioni che avverranno tra qualche mese...oppure,seconda ipotesi - CI STANNO ANCORA PRENDENDO IN GIRO! ....SPERO NELLA PRIMA IPOTESI...ciao a tutti



Qualcuno era alla riunione nazionale dell'Anci, altri avevano già preso impegni, qualche altro, come il sindaco di Iglesias, ha ricevuto la visita degli operai della Rockwool.
Di primi cittadini se ne sono visti davvero pochi ieri mattina durante la l'incontro convocato dal presidente della Provincia Pierfranco Gaviano a Iglesias per discutere sul caso-Eurallumina. La cosa ha fatto infuriare gli operai dello stabilimento di Portovesme, presenti nella sede dell'ente in via Argentaria con una foltissima delegazione. Nell'inospitale sala consiliare erano una cinquantina.
La riunione è iniziata i ritardo. Gaviano, insieme agli assessori Bruno Pissard e Antonello Dessì, ha atteso per trenta minuti, ma a parte Franco Porcu (Villamassargia) e Enrico Piras (San Giovanni Suergiu) c'erano soltanto amministratori “delegati” dai sindaci di Carbonia, Iglesias, Perdaxius e altri Comuni.
Non sono mancati invece i momenti di tensione. All'inizio dell'assemblea gli operai hanno urlato tutta la loro rabbia. Se la sono presa con il presidente Gaviano («stai ripetendo le stesse cose che ci hai raccontato l'altro giorno») che però ha raccolto anche qualche applausa quando ha accusato la Regione che non avrebbe rispettato gli accordi. I lavoratori sono esasperati.
Qualcuno ha fatto capire che se non dovessero arrivare risposte in tempi brevi la situazione potrebbe degenerare. Il riferimento, non proprio velato, è a possibili problemi di ordine pubblico. I rappresentanti sindacati hanno cercato di sedare gli animi. Fabio Enne della Cisl ha detto che in questo momento «c'è bisogno di unità e dobbiamo evitare le strumentalizzazioni politiche». Il fronte dei sindaci finora non è mai stato in sintonia con il presidente della Provincia Piefranco Gaviano. I rapporti si sono ulteriormente incrinati anche in seguito alla recenti vicende che hanno interessato la Giunta provinciale, in particolare la nomina dei nuovi assessori (schierati con il centrodestra) e l'uscita di Gaviano dal Pd. Questioni politiche che però cozzano con la disperazione dei lavoratori, pronti anche ad azioni clamorose di protesta. «Siamo disperati - hanno urlato - siamo disposti anche a occupare tutte le sedi delle istituzioni, Comuni compresi».


FRANCESCO PINTORE Unione Sarda

Giuseppe Piras


be questo articolo dimostra la nostra forza dei lavoratori eurallumina che se s'incazzano fanno danni e anche grandi quindi in conclusione sarà meglio che le istituzioni inizino a tremare se non ci danno un sito al più presto un'altra cosa i corsi promessi dalla regione devono al più presto iniziare almeno per un'altro anno se no son c....per loro che ci diano quello che ci hanno promesso oltre alla riapertura un'altra cosa spero che ci blocchino i mutui perchè io non so più come andare avanti l'iniziativa dell'eleclerc non è giusta solo il 10%di sconto ma si rendono conto che non è nulla era meglio che si stavano zitti o che cambino idea e anche superpan dovrebbe abbracciare questa idea se no andiamo tutti li e ci facciamo la spesa gratis

dipendente



Imprenditori russi nel Sulcis in vista di investimenti nel territorio
Sabato 10 ottobre 2009
I russi sono pronti ad effettuare grossi investimenti nel Sulcis Iglesiente, in particolare nel settore enologico ed agricolo. Un importante emissario di un'associazione governativa che rappresenta le piccole, medie e grandi imprese russe ha infatti visitato ieri gran parte del territorio accompagnato dagli assessori provinciali Erminio Meloni e Guido Vacca. Il dirigente moscovita si è recato nel sud ovest sardo per verificare quelle che potrebbero essere le condizioni favorevoli ad ospitare vari insediamenti produttivi, legati in particolar modo alla produzione di vino. Ed è in quest'ottica che l'ospite russo ha accuratamente visitato, infatti, alcune località che si prestano per tali coltivazioni, ha visionato attentamente la Cantina Sociale di Santadi, ha apprezzato le caratteristiche del suolo e quelle climatiche. Alla fine di questo sopralluogo in lungo e in largo per il Sulcis Iglesiente, l'emissario dell'Est si è fermato con gli amministratori provinciali nella sede di Carbonia per fare il punto della situazione.

LAPROVINCIA ACCOGLIE IMPRENDITORI RUSSI : REGALIAMOLI ANCHE LA TERRA , POI LE CASE ED INFINE LI ELEGGIAMO ALLA REGIONE !!!!!!!!!!!!!!!!

ALMENO DICO IO FACCIAMOGLI NOTARE IL DANNO CREATO ALL’ INDUSTRIA …………………………


coraggio, continuate a farvi prendere per il c....
so di qualcuno che si è licenziato o messo in aspettativa, quelli si che hanno le palle!!!!
voi invece: continuate a laccare o pregare la rsu, ma toglietemi una curiosità: siete
davvero convinti come qualcuno scrive che vi abbiano fatto ottenere loro l' integrazione?
avete mai pensato che ve l'hanno data per farvi stare zitti? avete mai pensato che ci sono
elezioni la prossima primavera?avete mai pensato che quando avverrà la ripresa ed aumenteranno
i costi di trasporto potrebbe non essere conveniente portare la bauxite in sardegna per gli
alti costi? avete mai pensato che per l' eurallumina le spese sono in euro e i ricavi in
dollari? avete mai guardato le quotazioni euro dollari e provato a fare 2+2 quanto fa ?
continuate, continuate, siete propio una banda di ...................

anonimo


Ci mancava anche l'intellettuale di turno......

Sostenitore della causa Eurall



Il lavoro di questo territorio è rappresentato dal Polo Industriale mettiamocelo in testa,altro che turismo,col turismo partiamo da zero,non abbiamo mentalità turistica ( per ora ),strutture e pulizia del posto... il nostro futuro è il Polo Industriale,non facciamoci incantare da false promesse.Per essere concorrenti dal punto di vista turistico ci vogliono almeno un 15 anni,e nel mentre che facciamo? cosa mangiamo? che futuro hanno i giovani o i Vostri figli? si deve lottare per quello che abbiamo ora..

Giuseppe Piras


SIETE TALMENTE OFFUSCATI DAGLI EVENTI CHE NON RIUSCITE A CAPIRE CHE IL GIOCO POLITICO E’ ENORME :

IL BACINO PROPOSTO DA TANTI CIOE’ A PORTOSCUSO NON E’ AMBIENTALMENTE COMPATIBILE , L’HANNO PROPOSTO SOLO PER FARSI BELLI POLITICAMENTE E SFRUTTANDO LA NOSTRA DEBOLEZZA .

COME AL SOLITO SIAMO SOTTOMESSI AL VOLERE DI POCHI . QUEL BACINO CONVIENE SOLO ALLA DIREZIONE EURALL PER RISPARMIARE SOLDI E RIMPIZZARSI LE TASCHE ,COME SEMPRE .

DICONO (O MEGLIO FANNO DIRE AD ALTRI ) DI VOLERE LA RIAPERTURA MA RAZZOLANO ALQUANTO MALE:

DOV’E’ L’AMMINISTRATORE E IL SUO VICE QUANDO SI PARLA DI NOI ?

IL VICE NON SI FA VEDERE NE PER IL RUOLO DI DIRETTORE NE PER QUELLO DI ASSESSORE !!!!!!!

CI SONO TROPPI SCHELETRI NEL LORO ARMADIO : CI DANNO UNO SCHIAFFO E NOI PORGIAMO L’ALTRA GUANCIA.

MI SONO STANCATO NON AGGIUNGO ALTRO MA CI SAREBBE TANTO DA RIDIRE………………………..

la vergogna del sulcis e che non ci sono sindaci in grado di decidere....fanno gli scarica barili perchè?Oggi ho capito che sarà molto +dura del previsto se cappellacci cerca un sito noi vedremo se è accettabile o pure no.....ma che c....dite?Facciamo un'esempio io sono cappellacci il bacino si fa a sangiovanni......cosa ne dite?be sappiamo tutti la risposta allora a portoscuso be sappiamo tutti la risposta allora perchè non decidete voi senza interpellare cappellacci visto che l'ultima parola è sempre la vostra?Ho capito che ci sono gli interessi politici gaviano è passato al centro destra e la maggiorparte dei sindaci seduti oggi era di sinistra ecco perchè quando ieri c'era gaviano non c'erano i sindaci quindi adesso facciamo una cosa invece di fare riunioni con i nostri sindaci mandiamoli a ca....e iniziamo a farli tremare di brutto non pensavo davvero che questi sindaci avessero il coraggio di comportarsi cosi e meno male che i colori politici non c'erano in queste occasioni alla faccia del c.... ragazzi loro non ci stanno aiutando vogliono fare fuori a gaviano alle prossime elezioni pensiamoci bene se è il caso di continuare a organizzare queste riunioni con questi sindaci che prima dicono di essere tutti uniti poi disertano le riunioni organizzate o per lo meno in presenza di gaviano chiedo a bruno pinna di organizzare al più presto una assemblea con tutti i rappresentanti sindacali perchè quello che è successo oggi è vergognoso da parte di quei sindaci


Portovesme: politici assenti, protestano gli operai dell'Eurallumina
Il presidente Pierfranco Gaviano ha invitato tutti i rappresentanti delle istituzioni, ma alla fine si sono presentati solo l'assessore regionale Giorgio Oppi e il parlamentare Antonello Mereu, entrambi dell'Udc. La cosa non è piaciuta agli operai dell'Eurallumina che durante l'incontro tenuto nel Consorzio industriale di Portovesme hanno protestato abbandonando la riunione. I lavoratori hanno lanciato un appello al mondo politico per rilanciare la vertenza Eurallumina. Le tute verdi chiedono l'apertura di un sito per lo smaltimento dei fanghi rossi. L'azienda aveva individuato un'area vicino a San Giovanni Suergiu, ma il sindaco Enrico Piras nei giorni scorsi ha detto che i suoi concittadini e il Consiglio comunale non sono d'accordo. ''Aspettiamo altre soluzioni - ha detto il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano - per quanto ci riguarda posso assicurare che il nostro impegno non mancherà per risolvere i problemi. Questa vicenda dopo la manifestazione del 13 marzo era caduta nel silenzo. Con le nostre iniziative abbiamo riaperto la vertenza Eurallumina''.
L'integrazione degli stabilimenti di Samara e Belaya Kalitva nella struttura europea di Alcoa segue quella, avvenuta con successo, di impianti rilevati dal Gruppo americano in Ungheria, Spagna e Italia. SE ALCOA ACQUISTASSE ANCHE EURALLUMINA? CHISSA.....

 

 

Fanghi rossi, discarica a mare:
Baghino e Aversano dicono no
Erminio Ariu
PORTOSCUSO. Come dopo un omicidio: sul luogo del delitto rimane il cadavere e l'odore inconfondibile della polvere da sparo. Ieri Portoscuso appariva sgomenta e priva di reazione e nell'aria c'era l'odore della soda caustica uscita la mattina prima dalla sezione ''Uno'' dell'impianto attacco. La decisione presa da un consiglio comunale frantumato e verosimilmente condizionato da mille e più fattori, ha aperto una ferita che sembrava ormai dimenticata. Gli abitanti del centro industriale da qualche tempo stavano cercando, faticosamente, di riconquistare, per il proprio piccolo paese, la dignità di cittadina turistica; invece sul molo del porto di Portovesme sventola la bandiera di una nuova discarica.
È insomma indignazione generale in paese ma l'onda d'urto di quel movimento d'aria prodotto dall'alzata di mano, all'una del mattino, dei nove rappresentanti della coalizione ''Portoscuso Libera-Lista Su Pranu'' è stata percepita a Carloforte, Sant'Antioco, Calasetta e San Giovanni Suergiu come una frustata ai lobi auricolari. Il sindaco di Calasetta, Adriano Aversano, qualche settimana fa, aveva cercato di far capire agli amministratori comunali di Portoscuso che la decisione di autorizzare la costruzione di una discarica di fanghi rossi a mare non poteva essere un affare da decidere e gestibile da nove persone. «O si rendono conto di quali conseguenze quell'impianto avrà per il territorio, e quindi si dovrà rivedere la cosa - aveva precisato Adriano Aversano - altrimenti si dovrà scendere in campo con azioni legali forti che blocchino quell'iniziativa. Quel bacino è drenante e quindi il percolato finisce nella laguna, in un ambiente dove c'è un ecosistema fragile, basato sull'equilibro anche tra correnti e scarichi fognari e industriali. Se qualcuno vuol far intedere che in mare si può buttare tutto senza creare danni allora siamo alla malafede».
Ieri mattina alcuni turisti in sosta nel porto di Portovesme in attesa del traghetto per Carloforte si sono sentiti in obbligo di commentare la delibera scellerata . «Non sanno quel che fanno evidentemente ma ci auguriamo che ci sia qualcuno che impedisca a questa gente di fare. - ha detto Angelo Dell'Aira di Mantova - Se questi vivessero a Venezia o a La Maddalena avrebbero avuto il coraggio di assumere la stessa decisione». Tra gli ammnistratori comunali dei comuni che sia affacciano nella laguna il più preoccupato, in questo momento, è sicuramente il sindaco di S. Antioco, Eusebio Baghino. «La soluzione prospettata con deliberazione dal comune di Portoscuso al problema dei fanghi rossi - esordisce il primo cittadino della città lagunare - suscita giusta e concreta preoccupazione nonchè vivo sconcerto. Esprimo profonda preoccupazione per la decisione assunta a Portoscuso. Non vorrei che, per risparmiare un pezzo di territorio, si vada ad intaccare con una fonte di inquinamento come i fanghi rossi, il mare, unica grande risorsa turistica economica che ci rimane dal punto di vista dello sviluppo turistico, nonchè per la forte presenza di pescatori che dal mare, appunto, danno sostentamento alle loro famiglie e immettono economia nel territorio, Non vorrei che domani i pescatori e gli imprenditori turistici arrivino a chiedere conti a chi oggi, assume decisioni dai contorni devastanti per il futuro economico del nostro territorio. Non vorrei - insiste Eusebio Baghino - che dietro questa decisione ci fosse l'atteggiamento prevaricatore che ha visto avanzare richieste di priorità nelle assunzioni per i disoccupati di Portoscuso all'Eurallumina. Il prezzo è alto per tutti e non solo per Portoscuso» I danni delle industrie in questi anni hanno condizionato pesantemente lo sviluppo di altre iniziative imprenditoriali. «Inoltre - conclude Eusebio Baghino - abbiamo chiesto ulteriori finanziamenti per i dragaggio dei fondali del porto di Sant'Antioco perchè il materiale, inquinato dalle fabbriche di Portosveme, depositato nei fondali necessità di trattamenti speciali. Credo che sia giunta l'ora di dire basta e nonostante sappia che dietro questa decisione ci sono persone che conosco bene e che sono molto attente ai problemi legati all'ambiente, non posso far altro che essere preoccupato e sconcertato».

questo era quello che si diceva nel 92.. adesso credete che sia cambiato qualcosa scusate ma io ho molti dubbi in riguardo



...mp24.ilsole24ore.../MP24/Channels/Notizie/AluPlanet/NW_6954.htm
Rusal quotata a Hong Kong? 9/30/2009
Secondo i rumors la Borsa asiatica è preferita a Londra
Leggiamo su Il Sole 24 Ore che Rusal dovrebbe approvare questa settimana il piano per quotare in Borsa il 10% del capitale con la prospettiva di raccogliere almeno 30 miliardi di dollari.
Ma il vero scoop è che non si tratta della Borsa di Londra, bensì di Hong Kong.
Come spiega il quotidiano, il destino di Rusal era segnato da tempo e solo la crisi del credito ha rinviato un'operazione che avrebbe dovuto avvenire prima e con numeri molto maggiori. Meno certa era la piazza della quotazione con il testa a testa fra Londra e Hong Kong.
Secondo il Sunday Times che ha dato la notizia, l'equivoco si è sciolto a favore della piazza asiatica.
La conferma potrà arrivare solo nei prossimi giorni quando il consiglio di Rusal dovrebbe approvare un'operazione delineata con Credit Suisse e Goldman Sachs advisor del produttore di alluminio
. La scelta a favore di Hong Kong nascerebbe da due considerazioni: la fame di alluminio della Cina e la conseguente richiesta di titoli delle imprese del settore; la causa di un ex socio di Deripaska che rivendica, a Londra, 4 miliardi di dollari di azioni Rusal.
Il gruppo russo ha un debito di 16 miliardi di dollari che dovrà essere ristrutturato prima dell'ipotizzata quotazione.

gemiliano

 

Chi non vorrebbe andare a Roma a chiedere risposte??? Tutti vorrebbero andare!!!Io per primo!!! Ci abbiamo messo 6 mesi a decidere di riprendere la mobilitazione, cambiare strategia adesso potrebbe essere controproducente!! Sicuramente, sempre secondo me, si dovrebbe fare in modo di evitare altre perdite di tempo o comunque portarle al minimo!!! Dobbiamo essere noi adesso a dare e gestire gli ultimatum.....il 9 ci deve essere la riunione con i sindaci promessa ( ha detto che si dimette) e organizzata dall'assessore provinciale alla tutela ambientale, dalla quale dobbiamo pretendere che venga fuori il sito dove poter fare il bacino nuovo !!!! Noi saremo presenti e non accetteremo un nulla di fatto!!! Dopo di che si passa in regione e se non basta andiamo a Roma!!!!Se riusciamo ad andare in regione o Roma con gia l'indicazione di una zona utilizzabile per il nuovo bacino per noi sarebbe veramente un passo avanti!!!Andando direttamente a Roma saremo poi costretti a ripresenterci in Provincia in un secondo momento, perchè tanto qualche problema lo metteranno in gioco anche loro.....invece andiamoci subito, mettiamoli alle strette, sentiamo quali sono i problemi....qualcuno si dovra fare carico di risolverli....noi siamo li per ricordargli che il tempo di aspettare è finito...
Io la penso cosi...

Gian Marco Mocci

 

CREDETE ANCORA NELLE BARZELLETTE ?la traduzione non e' perfetta ma....

''Bluff'' Deripaska?
Autore: Evgeny Shaposhnikov, 2009-10-01 12:25:49
Dichiarazioni da Oleg Deripaska su una possibile IPO potrebbe essere non più di un bluff, dicono gli analisti. Secondo gli esperti, prima di impegnarsi in una offerta pubblica iniziale, la società deve risolvere i problemi del debito. Inoltre, la posizione di Deripaska in ambienti governativi gravemente scosso. Prova indiretta di questo può essere un deposito regolare considerare l'applicazione di Basilea ''per l'acquisizione di Russneft.

''In una situazione in cui oltre il principale gruppo di imprese sotto la minaccia di IPO fallimento può sembrare avventura ordinaria'' - l'analista ritiene che ''Energy Capital'' Mark Neumann.
Attualmente, il totale delle passività delle strutture Oleg Deripaska è 20 miliardi dollari
Ieri, l'uomo d'affari ha detto che i termini della ristrutturazione del debito con le grandi banche d'accordo. Anche in estate, è stato riferito che la questione del rimborso dei prestiti negoziato con le banche estere. Hanno prorogato per quattro anni con eventuale proroga per altri tre. Questa estensione è legato ai prezzi di alluminio.
Secondo un gruppo di esperti di alto livello ''Bovt'' Eugene Glazunov - ''prezzi correnti per l'alluminio non sono incoraggianti. Non vi è alcuna certezza che essi sono gravemente crescere nei prossimi tre anni. Così seriamente attendersi che ''Rusal'' sarà in grado di pagare i debiti nel quadro promesso tempo non è necessario.
Non è forse meglio le cose per quelle con la Alpha ''banca''. Al momento del debitore al ''Alpha'' sono quasi tutte le strutture Deripaska. Poiché En + dovrebbe essere di $ 120 milioni, Gruppo GAZ $ 110 milioni, Glavstroy 66 milioni dollari, BaselCement 31 milioni dollari, ''Continental Management'' $ 42 milioni, SMR 22 milioni dollari, ''Rusal'' $ 18 milioni, Transstroy 8 milioni dollari,
Recentemente si è saputo che ''Alfa-Bank'', aveva presentato istanza di fallimento di due società controllate Rusal, «Sual e Rusal-Krasnoyarsk. Tali imprese devono ''Alpha'' circa 74 milioni dollari
Modo, il 25% della Rusal, Krasnoyarsk, sono già il mutuo da VEB. Gli stessi beni e degli impianti inerenti Bratsk della società.
Pertanto, una tale posizione rigida di paure 'Alpha' che Deripaska può cedere i crediti è comprensibile.
Gli analisti ritengono che la domanda di una IPO a Hong Kong non sono altro che un bluff. Secondo Mark Neuman - ''ricorda molto di un'avventura. Dopo tutto, prima della IPO dovrebbe essere reso pubblico. In una situazione in cui una causa di fallimento presentata da attività principali della società, nessuno IPO Deripaska a non dare. E la situazione con un patrimonio di Rusal è che in termini di calo dei prezzi in alluminio per la capitalizzazione del gruppo precipiterà. Pertanto, le dichiarazioni circa la ricordano IPO di avventura.
Neumann concorda con Glazunov - ''perché è stato necessario per avviare le voci circa l'IPO è chiaro'' - dice l'analista, - ''Deripaska bisogno di dimostrare che le cose non sono così male. E tirare un paio di mesi ''.
In questo contesto, Deripaska prestigio agli occhi del Cremlino ha iniziato a cadere pesantemente. Una conferma indiretta di ciò è stata la decisione della Commissione del governo sulle questioni prossimo differita di acquistare ''Basel'' Russneft.
Secondo il Post Mosca il primo ministro Putin, perché allora non si vuole affrontare la questione, alla quale stava cercando di spingere i lobbisti.
Impero che per anni è stato creato da Oleg Deripaska facce distruzione. Il fatto che questo non è accaduto finora nella maggior parte del credito del governo, che, attraverso la proprietà statale delle banche aiuta la struttura non va busto durante la notte. E 'quindi possibile che la perdita della nave sotto il nome di ''Rusal'' e altri come loro, può durare per anni.

 

 

Non è affatto vero che tutti i commenti vengono pubblicati, io lo sto facendo per la terza volta e vediamo se sarà quella buona
visto che le altre due sono andate a vuoto; evidentemente a qualcuno non fa piacere che venga attaccato il sindacato forse
perchè ha troppo bisogno del suo aiuto per raggirare le persone. Noto con grande piacere che si usa il web per sputtanarsi a vicenda e tutto questo mi fa pensare a quanto meschini siete, non avete ancora capito niente di quello che sta succedendo e se foste un pò più svegli vi chiedereste quanto vi costa, in termini di danno sociale ed economico,la riapertura ( tutta da vedere ) dell' Eurallumina; fa piacere notare come anche le nuove generazioni abbiano nel loro dna il gene dell' assistenz...mo.

Io personalmente spero che chiudano tutto almeno così forse ci sarà quel cambio culturale di cui la nostra zona necessita
e forse ci sarà la svolta di cui questo territorio ha bisogno per cambiare le sorti della sua economia. Spero propio che persone come il sig.'' acqua di purga '' e il suo coordinatore, veri '' pilastri'' dell' eurallumina, capiscano di essere solo dei numeri e che anche loro sono finiti in cig nonostante credessero di essere non so chi : buffoni!!!!!!! e patetici; ma già : dove lo trovano un altro posto dove basta giocare a tennis per crescere ?
Solo all' eurallumina potete sentirvi importanti: fuori siete niente !!!!!!!!
Questi due tanto per citare un esempio, niente di personale. Vi saluto e mando un invito: non fate fare agli altri i registi della vostra vita, non state a piangere come sempre facciamo noi sardi ma siate protagonisti del vostro destino e del vostro futuro perchè, se mai la fabbrica riaprirà, non sarà più come prima e il vostro destino sarà sempre nelle mani degli altri: sarete sampre schiavi.
Un saluto solidale
Cittadino del sulcis


 

 




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