Giornate decisive per il futuro dell'Eurallumina

Pubblicato il da sandro

Giorni decisivi per il futuro dell'Eurallumina di Portovesme

Tra una settimana si terrà al Ministero dello Sviluppo Economico il vertice con la Rusal, il Governo, la Regione e le organizzazioni sindacali. Si susseguono gli incontri tecnici per sciogliere i nodi e definire il quadro complessivo da discutere al tavolo ministeriale, ma da Roma non trapela nulla di ufficiale. «Sarebbe auspicabile che in questi giorni, comunque prima dell'incontro del 9, l'azienda ci convocasse per capire come sta evolvendo il ragionamento - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - in modo da arrivare informati all'incontro. Anche perché è dal 4 agosto che non ci confrontiamo in un incontro ufficiale con l'Eurallumina».
Lavoratori e sindacati hanno ribadito più volte che quello convocato per martedì prossimo non può essere il solito vertice interlocutorio, ma deve essere piuttosto il momento della verità, il punto di partenza per incominciare a discutere di riavvio degli impianti.
La parola adesso spetta alla Rusal, la multinazionale russa proprietaria della raffineria di allumina, che farà i suoi calcoli in base al progetto di rilancio ipotizzato dal Ministero: una caldaia a vapore per abbattere i costi, ma nel frattempo una soluzione “ponte” con le caldaie ad olio combustibile, che potrebbero far ripartire la fabbrica in 18 mesi. Fino a qualche settimana fa il nodo era proprio la fornitura di olio combustibile, per cui non si riusciva a trovare un accordo con l'Eni. Chissà se ad oggi le trattative hanno permesso di superare questo ostacolo.
Di certo i lavoratori seguono con molta attenzione gli sviluppi della vertenza e sono pronti a riprendere la mobilitazione, se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto. Come è successo ad ottobre, quando sull'Eurallumina era calata una cortina di silenzio che non faceva presagire nulla di buono. Allora gli operai puntarono verso Cagliari e misero in atto diversi blocchi stradali, un giorno paralizzando per diverse ore il traffico nel centro del capoluogo, il giorno successivo paralizzando la Carlo Felice. Alcuni si accamparono per cinque giorni e cinque notti davanti al Consiglio regionale, fino a quando è arrivata la convocazione del vertice per martedì 9 novembre. 


ANTONELLA PANI

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