Ex Ila e alluminio, delusione romana

Pubblicato il da sandro

La delegazione ricevuta solo da un'ignara funzionaria. I sindacati:«Peggio di come potessimo prevedere»
Va a vuoto l'incontro con il Governo sulla vertenza Sulcis
La protesta del Sulcis ha varcato il mare ma la trasferta di ieri a Roma di operai, sindacalisti e amministratori si è conclusa con un nulla di fatto. Serviranno nuovi incontri per le vertenze Ila e Eurallumina.
S ervirà un altro incontro per disegnare un futuro per la Ila e per l'intera filiera dell'alluminio di Portovesme: dal vertice di ieri pomeriggio non sono arrivate le novità che la delegazione sarda aveva auspicato. Grande la delusione tra le organizzazioni sindacali e i lavoratori che da ieri mattina, insieme ai sindaci e al presidente della provincia hanno organizzato un sit-in davanti a Palazzo Chigi. «La crisi economica aggravata dal costo dell'energia sta creando allarme occupazionale nel Sulcis - ha detto al termine dell'incontro l'assessore regionale all'Industria Sandro Angioni - per questo confermiamo il massimo impegno della giunta per risolvere in un'unica vertenza le problematiche delle quattro aziende». Alla funzionaria che ha ricevuto la delegazione sarda, i sindacati hanno ribadito la stessa richiesta già inoltrata da settimane: «Vogliamo che tutto il caso-Sulcis, con le nostre vertenze, venga seguita direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri».

RIVENDICAZIONE
Identica richiesta è stata fatta durante un altro incontro, che si è svolto a Palazzo Chigi, tra i sindacati, il presidente della Provincia Tore Cherchi e i componenti della segreteria di Gianni Letta.
Ora il fronte sulcitano attende risposte, ma certo la giornata di ieri è stata molto lunga. In tarda mattinata le delegazioni di lavoratori provenienti da tutte le fabbriche e dalla miniera, con le organizzazioni sindacali e la Provincia, hanno iniziato il presidio davanti alla sede del Governo: i soliti caschetti da lavoro, fischietti, trombette e tante bandiere, con gli striscioni di ogni fabbrica. Davanti al sit-in un via vai di politici visto che a Montecitorio si discuteva la manovra Finanziaria. Nel pomeriggio la delegazione della Ila e gli esponenti sindacali si spostano al ministero dello Sviluppo Economico per l'incontro: si ripercorrono tutte le tappe del calvario dei 180 dipendenti in cassa integrazione da quasi 2 anni; il curatore fallimentare ribadisce che le ultime due aste per vendere la fabbrica sono andate deserte e che al momento non c'è nessun imprenditore interessato a comprare e rilanciare la Ila.

INCONTRO INUTILE
  «Un incontro inutile perché niente era stato istruito precedentemente - è stato il commento di Fabio Enne, segretario della Cisl - ritardi, indifferenza e poca determinazione politica stanno confermando la chiusura di Eurallumina, ex Ila e Sms e rischiano di far chiudere anche la Portovesme srl». Delusa anche la Uil. «La riunione è andata peggio di come potessimo prevedere - ha dichiarato il segretario Mario Crò - c'è da augurarsi che a breve si possa ripetere, ma prima deve essere istruito un percorso, che al momento non c'è. Non si può continuare a perdere tempo».

IL PRESIDIO
Per tutto il giorno è andato avanti il presidio davanti a Palazzo Chigi. «A questo punto è evidente che lo scoglio più grande è in Sardegna - ha detto Roberto Puddu, segretario della Cgil - nei tanti impegni presi dalla Regione e non mantenuti». Entro la settimana si svolgerà un'assemblea dei quadri e delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil: da lì partirà la nuova mobilitazione del Sulcis. Il sit-in a Roma sarà mantenuto anche questa mattina. «Alla luce dei vertici di oggi, assolutamente deludenti - ha annunciato Tore Cherchi - saremo ancora qua a rivendicare la giusta attenzione per queste vertenze»

ANTONELLA PANI
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