Eurallumina, multati i lavoratori
di Antonella Pani
La protesta a Cagliari con il blocco del traffico rischia di costare cara a cinquanta operai dell'Eurallumina: hanno ricevuto la notifica di una sanzione amministrativa da 2.500 a 10.300
Natale con multa per una cinquantina di lavoratori cassintegrati dell'Eurallumina. Ieri mattina, al Commissariato di Carbonia, sono state notificate le prime di circa 50 sanzioni amministrative destinate ad altrettanti operai per i blocchi stradali dello scorso 11 ottobre a Cagliari. L'importo della multa sarà deciso dal Prefetto e si tratta di somme di tutto rispetto. Le sanzioni partiranno, infatti, da un minimo di 2.500 per arrivare fino a 10.300 euro. Abbastanza per gettare nello sconforto i lavoratori, già alle prese con una vertenza dall'esito più che mai incerto ed ora con una nuova preoccupazione: la multa salatissima sotto Natale.
LA MULTA
«Invece di ricevere risposte sul riavvio della fabbrica o la tredicesima, questo è il nostro regalo di Natale - dice Antonello Pirrotto, dipendente Eurallumina, uno degli animatori instancabili delle proteste operaie - una multa che, come minimo, ci costerà 2.500 euro a testa. Più volte abbiamo avuto modo di scusarci con tutti per i disagi che creano le nostre proteste, ma purtroppo queste iniziative sono l'unico modo che abbiamo per farci ascoltare. E adesso ci presentano il conto. Ma abbiamo intenzione di fare ricorso, queste sanzioni sono un'ingiustizia». Pirrotto è stato il primo, ieri mattina alle 9,30, a ricevere la notifica, ma la lista dei lavoratori interessati dalle multe per i blocchi stradali è lunga: complessivamente dovrebbero essere una cinquantina e riceveranno l'avviso di sanzione entro pochissimi giorni.
LA PROTESTA
I fatti contestati ai lavoratori risalgono all'11 ottobre: era l'inizio di una settimana lunga e concitata, l'obiettivo era ottenere una convocazione al ministero dello Sviluppo economico, dopo il rinvio del 21 settembre. Gli operai in tuta verde erano giunti a Cagliari in forze e per ore la via Roma (in entrambi i sensi di marcia) era rimasta bloccata dalla rabbia dei lavoratori: ingorghi stradali, tram paralizzati, automobilisti infuriati. Una situazione che si era normalizzata solo nel tardo pomeriggio. Il giorno successivo la protesta si era spostata sulla Carlo Felice, e poi era iniziato il presidio degli operai (in tenda, giorno e notte) davanti al palazzo del Consiglio regionale in via Roma. Solo il sabato mattina, dietro precise garanzie del presidente della Regione Ugo Cappellacci, i lavoratori avevano sciolto il presidio. La riunione al ministero era stata fissata per il 9 novembre ma, all'ultimo momento, anche quella era stata rinviata a data da destinarsi.
LA VERTENZA
Ancora oggi i lavoratori aspettano il fatidico appuntamento al ministero anche se, nel frattempo, ci sono stati incontri tecnici tra Eni ed Eurallumina per la fornitura di olio combustibile, indispensabili per riavviare la fabbrica in tempi ragionevoli. «Noi stiamo ancora aspettando risposte sul futuro della nostra fabbrica - aggiunge Pirrotto - ma abbiamo ricevuto un bel salasso di Natale per aver rivendicato il nostro diritto al lavoro». Non è la prima volta che gli operai di Portovesme finiscono nel mirino dell'autorità giudiziaria per le conseguenze delle proteste. Di recente, ad esempio, trenta di lavoratori dell'Alcoa sono stati indagati per interruzione di servizio di pubblica utilità, per l'occupazione della pista dell'aeroporto di Elmas, nei giorni caldi della vertenza. Per gli operai dell'Eurallumina nessun risvolto penale, ma una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 10 mila euro a testa.