Eurallumina, manca l'olio combustibile

Pubblicato il da sandro

La Rusal conferma l'interesse a riavviare gli impianti se verranno mantenuti gli impegni

DSC0600L'Eurallumina conferma la volontà di investire a Portovesme e riaprire la fabbrica dell'allumina, se saranno rispettati gli impegni dei protocolli d'intesa, ma da Roma continua il silenzio impenetrabile sulla fornitura d'olio combustibile a prezzi agevolati indispensabile per il riavvio temporaneo in attesa della caldaia a vapore. Un silenzio preoccupante, tanto che le organizzazioni sindacali ha ottenuto, per questa mattina, un incontro con l'assessore all'industria Oscar Cherchi in vista del vertice romano di martedì prossimo. «Vista l'esiguità delle notizie, il percorso è ancora ricco di punti poco chiari - si legge in un comunicato delle segreterie dei Chimici e della Rsu di fabbrica - forse presidenza del Consiglio e Ministero tengono riservata la trattativa per non creare ostacoli all'esito della stessa vertenza. Ma, comunque, riteniamo indispensabile mantenere alto il livello di mobilitazione». A parte la mancanza di novità sulle trattative, a pochi giorni dal vertice che tutti vorrebbero definitivo, nell'incontro con i sindacati l'amministratore delegato di Eurallumina Vincenzo Rosino ha ribadito l'intenzione di investire e rilanciare lo stabilimento “se saranno rispettati gli impegni presi dalle istituzioni nei protocolli firmati a marzo 2009 e lo scorso agosto”. Il piano di investimenti dell'Eurallumina vale 200 milioni di euro e si basa essenzialmente sull'impiego di un nuovo tipo di bauxite (a minore impatto ambientale) per cui sarebbero necessarie modifiche agli impianti, e su nuovi metodi di trattare i fanghi rossi prima di essere trasferiti al bacino. «L'azienda, da parte sua, ha confermato la volontà di investire - ha riferito Francesco Carta, segretario della Filctem Cgil - ma certo siamo preoccupati per questo silenzio da Roma e ci auguriamo che davvero martedì si possa parlare di riavvio della fabbrica, perché è da 2 anni che ci sono gli impegni ma rimangono sulla carta». Ci sono due documenti a cui le organizzazioni sindacali fanno riferimento: «Per quanto ci riguarda chiediamo che vengano rispettati i protocolli di marzo 2009 e del 4 agosto - ha sottolineato Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - è positivo che l'azienda ribadisca di voler riaprire la fabbrica, ma bisogna che si concretizzino tutti gli impegni già messi nero su bianco con le istituzioni». Preoccupa, soprattutto, il silenzio calato sulle trattative per spuntare un prezzo competitivo per l'olio combustibile. «Penso che non sia per niente positivo che a così poco tempo dal vertice non si abbiano notizie sulle trattative con l'Eni - è l'opionione di Mario Crò, segretario della Uilcem - l'azienda conferma la volontà di investire, ma se non si concretizzano gli impegni già presi dal Governo e dalla stessa azienda sarà molto difficile parlare di riavvio degli impianti». Insomma, dopo giorni in cui sembrava prevalere un cauto ottimismo, sul caso Eurallumina si aspetta la svolta definitiva nella vertenza.


ANTONELLA PANI

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