Eurallumina, il vertice sarà il 14 aprile
di Giuseppe Meloni
Tutti insieme a Roma: ma il14 aprile, non il 31 marzo. Nel giorno in cui il Consiglio regionale decide di sostenere la vertenza Eurallumina, accompagnando nella capitale operai e sindacati, arriva anche lo slittamento del vertice. L'appuntamento al ministero dello Sviluppo economico non sarà dopodomani, ma due settimane più tardi. E così la manifestazione collaterale.
ASSENZE
Non è una sorpresa, non dopo che l'ipotesi del rinvio domina il dibattito consiliare fin dal primo intervento di Pietro Cocco (Pd). Altre due cose dominano la seduta straordinaria dell'assemblea: la colonna sonora incessante delle trombe suonate dagli operai attendati davanti al palazzo, una nenia simil-vuvuzelas che arriva fin dentro l'aula.
E lo sguardo serissimo di alcuni dipendenti Eurallumina, che dalla tribuna del pubblico osservano scene non memorabili. Perché in avvio i consiglieri presenti sono meno della metà, a testimoniare una solidarietà un po' flebile. Manca anche il governatore Ugo Cappellacci, criticatissimo dall'opposizione: finché l'assessore all'Industria Oscar Cherchi non motiverà l'assenza con un malanno di stagione. Un po' di più (59 su 80) le presenze alla fine, nel voto sulla mozione che impegna la Giunta «ad assumere ogni necessaria iniziativa politico istituzionale» per la vertenza e «a richiedere la piena attuazione del protocollo d'intesa» sul riavvio degli impianti.
IL VOTO
Il testoche impegna anche «i gruppi politici e i consiglieri regionali tutti a sostenere la vertenza», partecipando alla manifestazione di Roma - passa con 58 sì e una sola astensione: quella dell'indipendentista Claudia Zuncheddu, perplessa per «alcune parti della mozione, prive di lungimiranza: ma sarò a Roma con i lavoratori». Voti a favore anche la presidente dell'assemblea, Claudia Lombardo: che per prassi si astiene: ma stavolta vuole rimarcare la totale unità sull'argomento.
GLI INTERVENTI
Nel dibattito, a dire il vero, l'unità si vede solo a tratti. L'opposizione non risparmia critiche alla Giunta, non solo per l'assenza del presidente: Giampaolo Diana (Pd) parla di «imbrogli» del Governo per l'Isola, e invita l'assessore Cherchi «a dire se ha un'idea per l'industria sarda, altrimenti si dimetta». «Se i toni sono questi viene meno lo spirito bipartisan», ribatte il presidente della commissione Industria Alberto Randazzo (Pdl). «Diamo l'immagine di un Consiglio da serie B», dice un altro pdl, Giorgio Locci.
«Per questi problemi non esiste una risposta di centrodestra o di centrosinistra, uniamo le energie», chiede il capogruppo dei Riformatori Pierpaolo Vargiu. Il suo collega del Pd, Mario Bruno, ricorda però «gli impegni presi da Cappellacci, e la telefonata di Berlusconi a Putin in campagna elettorale». Lo farà anche Adriano Salis (Idv): «Peccato che i tecnici Telecom confermino che nel punto della presunta telefonata non c'è campo per il satellitare». «C'è una Regione distratta e un Governo assente», protesta Roberto Capelli (Api).
La vertenza Eurallumina è «simbolica», dice Luciano Uras, capogruppo dei Comunisti-Sinistra sarda: «È di sistema, investe tutto il tessuto economico e produttivo sardo». Invocano un diverso modello di sviluppo Tarcisio Agus (Pd) e Carlo Sechi (Sel), Giulio Steri (Udc) e Paolo Dessì (Psd'Az). Il capogruppo Pdl Mario Diana se la prende con «chi fa demagogia in maggioranza, differenziandosi per mettere all'angolo il Pdl. Non sopporteremo sempre». Tra gli alleati, il capogruppo sardista Giacomo Sanna è quello che gradisce meno: «Stai perdendo la bussola», grida Diana.
LA GIUNTA
«Dividerci oggi non ha senso», insiste l'assessore Cherchi nella replica, «dobbiamo andare uniti all'incontro a Roma col ministero, e forse con la presidenza del Consiglio». Pazienza se il vertice slittasse di qualche giorno «per necessità di ulteriori interlocuzioni», aggiunge. In serata arriva la conferma, tutto rinviato al 14 aprile: almeno fino a quella data, le tende degli operai resteranno davanti al Consiglio regionale.