Eurallumina: fanghi rossi, il Comune prende tempo
Ne sì ne no all'ampliamento del bacino dei fanghi rossi dell'Eurallumina, ma il Comune di Portoscuso si chiama fuori da qualsiasi decisione immediata invocando un tavolo politico e tecnico con tutte le amministrazioni locali del Sulcis e con il Consorzio. La fumata grigia, tendente al nero, è arrivata ieri sera dall'incontro tra l'amministrazione comunale di Portoscuso e la Rappresentanza sindacale unitaria dell'Eurallumina, che aveva chiesto il vertice proprio per sbrogliare la matassa e capire l'orientamento del Comune.
IL PARERE DEL COMUNE
«Pur essendo il bacino nel nostro territorio comunale - ha detto il sindaco Adriano Puddu ai rappresentanti dei lavoratori - la competenza sulle discariche è del Consorzio, che ha valenza provinciale e, dunque, di tutto il territorio. Per noi è essenziale che si apra un confronto complessivo, tecnico e politico, che coinvolga tutti». Insomma né sì né no al progetto di ampliamento, ma un netto distinguo sul metodo che significa prendere tempo e rinviare qualsiasi pronunciamento. Chiaro il riferimento alla querelle che da più di un anno contrappone il Consorzio al Comune. Quest'ultimo non ha mai aderito al Consorzio, sostenendo che dovesse avere carattere comunale (dunque essere gestito dal Comune) e non provinciale come prevede la legge regionale di riordino degli enti.
LA QUERELLE CON IL CONSORZIO
In questo frangente l'amministrazione comunale ribadisce il concetto: il Consorzio e, dunque tutto il territorio, ha competenza sulle discariche industriali. «Non abbiamo avuto un parere contrario al progetto - commenta Sergio Murenu, delegato della Filctem della Rsu di fabbrica - ma da domani, oltre a seguire il progetto del vapore, dovremmo anche mettere intorno ad un tavolo tutti gli amministratori locali». Questa mattina in fabbrica ci sarà un'assemblea generale dei lavoratori, per illustrare gli ultimi sviluppi sulla questione bacino e sul progetto del vapore. « Il presidente dell'Anci ci aveva garantito che i Comuni avrebbero trovato una soluzione - dice Enrico Atzei, delegato della Femca Cisl - ma così non è stato: abbiamo perso mesi per capire, oggi, che bisogna iniziare il confronto tra tutti gli amministratori locali».
VERTENZA ALCOA
Si chiama piano di rilancio dello stabilimento e verrà illustrato domani mattina nella sede di Cagliari della Confindustria dall'Alcoa alle segreterie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Cub, e alla Rappresentanza sindacale di fabbrica. Per il piano industriale vero e proprio, però, quello che potrebbe e dovrebbe garantire una prospettiva alla fabbrica di alluminio di Portovesme, bisognerà attendere l'incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Impossibile fare previsioni sul contenuto del piano di rilancio, ma di sicuro dovrà prevedere il riavvio di un certo numero di celle elettrolitiche tra le 70 spente la scorsa estate. Una fermata, quella delle celle, dettata da problemi di natura ambientale e che si è tradotta anche in una riduzione della produzione di alluminio. Per questo, per recuperare al piano la competitività del sito di Portovesme, il riavvio delle celle è così importante, fondamentale per capire le intenzioni dell'Alcoa. Nel piano di rilancio, oltre al riavvio delle celle, potrebbe esserci spazio per altri interventi non più rinviabili. Bisognerà capire quanto è il budget messo a disposizione di Portovesme dalla multinazionale americana in questo momento particolare. Tutti dubbi che saranno chiariti, almeno in parte, nell'incontro in Confindustria di oggi. In attesa del tavolo di confronto nazionale e, soprattutto, della risposta di Bruxelles sulla sorte del decreto governativo sull'energia.