eurallumina: esplode la rabbia operaia

Pubblicato il da sandro

 

     Nuovi rinvii per le vertenze di Eurallumina e Portovesme srl, tensione alle stelle ieri mattina nella zona industriale
«Adesso basta, ci stanno prendendo per i fondelli»
Ventiquattro ore di tempo per fissare un incontro con il Governo a Roma. Se non dovessero arrivare risposte positive operai e sindacalisti sono pronti alla mobilitazione. «Siamo disposti a tutto».
           di Francesco Pintore    

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La tregua ha le ore contate: ventiquattro; la pazienza invece sembra finita. Se entro domani non accadrà qualcosa (risposte positive da Roma) c'è il rischio che la vertenza Eurallumina riesploda con tutto il suo carico di rabbia e disperazione.
L'umore tra gli operai è quello dei giorni peggiori. Alle nove del mattino un gruppo di lavoratori e sindacalisti si incontra nella saletta poco distante dall'ingresso dello stabilimento di Portovesme. L'ennesimo slittamento del vertice a Roma con i vertici della Rusal ha scatenato un putiferio. Forze politiche e sindacati non hanno gradito il nuovo inatteso rinvio. «Ci stanno prendendo per i fondelli», urla un operaio che invita gli altri lavoratori alla mobilitazione immediata. «Dobbiamo mantenere la calma, ci sono ancora alcuni passaggi istituzionali», dice il segretario della Cisl del Sulcis Fabio Enne riferendosi agli incontri di domani. «Non dobbiamo pensare solo a fare casino - aggiunge - se non dovessero arrivare risposte allora ripartirà la mobilitazione».

LA RUSAL
 Accuse alla Regione, accuse al Governo e accuse alla Rusal, la multinazionale russa proprietaria dello stabilimento di Portovesme. Giampiero Sestu, uno degli operai presenti all'assemblea, fa il punto sul mercato dell'allumina. «È in forte ripresa - sottolinea - c'è stato un aumento del trenta per cento. Sotto questo aspetto non hanno scuse. La Rusal deve dire una volta per tutte e in modo chiaro cosa vuole fare. Ci sono tutte le condizioni per riprendere la produzione anche qui da noi». Operai e sindacalisti temono che la crisi politica italiana possa indurre i russi a lasciar perdere Portovesme. «Non c'è alcuna crisi di mercato - commentano - e questi impiegano poco a fare due conti. Se decidono di non produrre più qui trovano altri posti dove i costi del lavoro sono bassi e gli operai vengono pagati con un piatto di minestra». Insomma, per salvare il salvare bisogna arrivare a un accordo di programma in tempi rapidissimi. Qualcuno propone la mobilitazione immediata. «Dobbiamo svegliarci, far sentire la nostra voce subito».

I TEMPI 
«Ci devono dare una data precisa - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - basta con questi rinvii. C'è in ballo il futuro di centinaia di lavoratori tra dipendenti Eurallumina e quelli delle ditte esterne. Lunedì ci hanno avvisato dell'incontro saltato nella tarda mattinata. Eravamo pronti a partire per Roma. Invece niente». Secondo Giovanni Matta, segretario regionale della Cisl «la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico di rinviare la già annunciata riunione sull'Eurallumina è grave e inaccettabile. Tutto questo evidenzia la scarsa attenzione che le istituzioni romane riservano ai problemi della Sardegna».

PORTOVESME SRL
 «La brocca è piena», dice un impiegato dell'Eurallumina. Un modo come un altro per far capire che non c'è più tempo da perdere. Più o meno gli stessi umori che si registrano alla Portovesme srl. Anche in questo caso i tempi della vertenza stanno logorando i lavoratori. Finora l'accordo di Programma firmato qualche mese fa è rimasto sulla carta. «Ci sono in ballo investimenti per trecento milioni - spiega Nino D'Orso - non si può giocare sul futuro di centinaia di lavoratori».
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