EURALLUMINA :da Roma l’ok per far ripartire l’impianto di Portovesme

Pubblicato il da sandro

 Ossido d’alluminio, via alla produzione

Le aspettative per il riavvio dello stabilimento Eurallumina di Portovesme non sono andate deluse: ieri mattina al Ministero dello sviluppo economico si sono poste infatti le premesse per riavviare la produzione di ossido di alluminio. A Roma c’erano il direttore generale Antonio Castano, l’assessore regionale all’industria Sandro Angioni e il presidente della Provincia Tore Cherchi, oltre alle organizzazioni sindacali del Sulcis Iglesiente. Finalmente si sono poste le premesse per riavviare la produzione di ossido di alluminio. Le buone intenzioni di Rusal, la multinazionale russa, rappresentata dall’amministatore delegato Vincenzo Rosino, sono sintetizzate nel verbale siglato dopo ore di trattative e riconosciuto valido da Cgil, Cisl e Uil. Tutto è concentrato sulla necessità di risolvere i problemi strutturali di una fabbrica ferma da due anni per le difficoltà dei costi energetici che hanno messo fuori mercato il prodotto finito di Portovesme. L’incontro romano ha posto fine al groviglio di proposte e ipotesi che dovevano far arrivare all’Eurallumina vapore a bassa pressione, a costi bassi, alla disponibilità di un nuovo sito per le scorie della lavorazione della bauxite. Tra le proposte circolate come cura per riavviare le macchine, si è affermata quella di realizzare una nuova caldaia, alimentata a carbone, con costi di esercizio accettabili, affidata ad una Newco. Alla realizzazione del progetto interverranno il Mise, la Regione, Rusal e nei prossimi giorni verranno avviate le verifiche per finanziare il progetto. «Per realizzare questo impianto - sottolineano Roberto Puddu (Cgil), Fabio Enne (Cisl) e Mario Crò (Uil) - occorrono 36 mesi. Pertanto si rende necessario individuare una soluzione ponte che accorci i tempi di riavvio della produzione. Si farà ripartire l’impianto esistente che viene alimentato ad olio combustibile i cui costi risultano insostenibili». I fornitori di olio combustibile pertanto dovranno garantire uno sconto. Oltre alla questione vapore si dovrà anche provvedere ad un adeguamento di altri impianti per poter utilizzare la bauxite della Guinea che si presenta più granulosa rispetto a quelle australiana. I soggetti presenti hanno fornito disponibilità e tanto basta. Per il sito dove realizzare il nuovo bacino dei fanghi rossi, la garanzia è arrivata dal presidente della Provincia Cherchi. «Rientriamo da Roma con qualche speranza in tasca - ha commentato Francesco Carta della Cgil - perchè è stato individuato un percorso che consentirà di riavviare lo stabilimento». Prossimo appuntamento il 21 settembre per le verifiche. 
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