Eurallumina, appello a Roma

Pubblicato il da sandro

Tre giorni al freddo sotto le tende installate davanti al Consiglio regionale: i lavoratori dell'Eurallumina andranno avanti con la protesta fino a quando nonarriverà il via libera al riavvio della fabbrica.

    di Antonella Pani

Il freddo si fa sentire sotto i portici di via Roma, soprattutto la notte dentro le tende che non riescono a dare vero riparo agli operai dell'Eurallumina impegnati da tre giorni in un presidio «ad oltranza» per la riapertura della fabbrica. Durante il giorno si discute, una rapida lettura ai giornali, una partita a carte per ingannare il tempo; ogni tanto qualche passante si ferma davanti alle tende, qualche parola di solidarietà agli operai accampati davanti al Consiglio regionale. Il resto della giornata è fatta di attesa: aspettano una buona notizia, una data da Roma. Ieri mattina una delegazione di lavoratori ha incontrato il presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. «È un momento decisivo, dobbiamo andare a Roma per avere risposte certe, la Sardegna non può vivere di attese virtuali», hanno detto gli operai che hanno lanciato un appello a tutta la politica per ottenere un sostegno convinto alla loro protesta.


L'INCONTRO 

La presidente Lombardo ha comunicato che martedì si terrà la conferenza dei capigruppo a cui sarà presente, oltre alla stessa Lombardo, anche il presidente della Giunta regionale Ugo Cappellacci, ed ha garantito un'azione unitaria a sostegno della vertenza Eurallumina. «Non dobbiamo però dimenticare - ha aggiunto Claudia Lombardo - che ci troviamo di fronte ad un soggetto privato che ragiona secondo logiche di mercato. Sono fortemente preoccupata per la gravissima situazione che sta attraversando il Sulcis Iglesiente, la provincia più povera di Italia, e sono convinta che il futuro di quel territorio sia legato al futuro del polo di Portovesme». L'Eurallumina, chiusa da due anni e ancora senza certezze sul riavvio degli impianti, è infatti solo una delle vertenze industriali da risolvere.


LA ILA 

Altra fabbrica chiusa è la Ila, per cui dovrebbe esserci un imprenditore pronto a presentare un'offerta d'acquisto; sempre nella filiera dell'alluminio, a Iglesias, è chiusa da un anno anche la Sms, ex Ali. Senza dimenticare Alcoa, in salvo fino al 2012, ma chissà cosa succederà dopo. Per questo l'obiettivo del movimento sindacale è unificare tutte le emergenze in un'unica vertenza-Sulcis che presto dovrebbe sbarcare a Roma. «Sul nostro sostegno - ha concluso Claudia Lombardo - potete sempre contare. L'appoggio politico ed istituzionale è garantito. Nella conferenza dei capigruppo di martedì decideremo, anche con il presidente Cappellacci, quali azioni unitarie si devono portare avanti per salvare questa realtà produttiva essenziale». Tra diretti e degli appalti sono più di 500 i lavoratori coinvolti nella fermata dell'Eurallumina: una fermata tecnica che potrebbe trasformarsi in una chiusura definitiva.


GLI ACCORDI 

Serve l'accordo sull'olio combustibile, ma non solo: un altro problema da risolvere è quello del bacino dei fanghi rossi. Ieri mattina i lavoratori in presidio hanno incontrato anche l'assessore all'Industria Oscar Cherchi. «Garantiamo tutto il nostro appoggio a questa vertenza - ha detto Cherchi agli operai in via Roma - nell'incontro che abbiamo già convocato per il 24 alla Regione esamineremo la bozza del documento aggiuntivo al protocollo d'intesa».
Nel pomeriggio i lavoratori accampati in via Roma hanno ricevuto la visita di alcuni parlamentari sardi di centro-sinistra. Francesco Sanna, Paolo Fadda, Amalia Schirru si sono trattenuti con gli operai e hanno garantito il massimo appoggio alla vertenza Eurallumina, anche nel momento della mobilitazione. A portare solidarietà ai lavoratori al terzo giorno di presidio anche una delegazione della Rsu Alcoa.

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