Eurallumin :, si allungano i tempi per il piano vapore
Ci vorranno 18-20 mesi
Tempi lunghi per realizzare il progetto vapore indispensabile per il riavvio dell'Eurallumina. Dall'incontro che si è svolto ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo Economico è arrivata la garanzia che Eurallumina ed Enel stanno continuando il confronto sul progetto ma, dal momento in cui si troverà un accordo (ancora non c'è certezza sul progetto scelto), saranno necessari tra i 18 e i 20 mesi per realizzarlo.
Dunque il riavvio della raffineria Rusal non è certo dietro l'angolo ed è praticamente certo che la cassa integrazione in scadenza a dicembre dovrà essere rinnovata. «Da questa riunione ci aspettavamo qualcosa in più, tempi certi e brevi», dice Fabio Enne, segretario della Cisl: «Invece la prospettiva è ancora lunga e non possiamo essere soddisfatti».
Le organizzazioni sindacali chiedevano certezze sui tempi: ancora non sono arrivate, e la preoccupazione, tra i lavoratori, sale. «Non solo i tempi sono lunghi - dice Mario Crò, segretario della Uil - ma ogni volta ci troviamo di fronte a un progetto con soluzioni diverse e soprattutto dobbiamo fare i conti con un piano di riavvio che finora non c'è». Neanche ieri infatti si è riusciti ad ottenere una data su ipotesi di riavvio della raffineria, che è ferma da marzo 2009.
«Ovviamente non possiamo essere soddisfatti dei tempi e del ritardo che già si è accumulato su questa vertenza», dice Roberto Puddu, segretario della Cgil: «Abbiamo proposto che, non appena si trova un accordo, il Governo faccia un provvedimento-fiscale ponte per il costo della chilocaloria, fino alla realizzazione dell'impianto».
Nuovo appuntamento a Roma tra 20 giorni, per verificare se si sono fatti dei passi avanti nelle trattative tra Enel ed Eurallumina. Infatti dopo l'ipotesi del vapore ad alta e a media pressione, è spuntata un'altra possibilità, che prevede una caldaia all'interno dell'Eurallumina per produrre vapore a bassa pressione. Soluzioni che sono al vaglio di Eurallumina ed Enel e che dovranno, al più presto, tradursi in un progetto definitivo.
Intanto per i lavoratori ci sono poche speranze di un riavvio in tempi rapidi. Anzi, con ogni probabilità anche il 2011 sarà caratterizzato dalla cassa integrazione.
Le organizzazioni sindacali chiedevano certezze sui tempi: ancora non sono arrivate, e la preoccupazione, tra i lavoratori, sale. «Non solo i tempi sono lunghi - dice Mario Crò, segretario della Uil - ma ogni volta ci troviamo di fronte a un progetto con soluzioni diverse e soprattutto dobbiamo fare i conti con un piano di riavvio che finora non c'è». Neanche ieri infatti si è riusciti ad ottenere una data su ipotesi di riavvio della raffineria, che è ferma da marzo 2009.
«Ovviamente non possiamo essere soddisfatti dei tempi e del ritardo che già si è accumulato su questa vertenza», dice Roberto Puddu, segretario della Cgil: «Abbiamo proposto che, non appena si trova un accordo, il Governo faccia un provvedimento-fiscale ponte per il costo della chilocaloria, fino alla realizzazione dell'impianto».
Nuovo appuntamento a Roma tra 20 giorni, per verificare se si sono fatti dei passi avanti nelle trattative tra Enel ed Eurallumina. Infatti dopo l'ipotesi del vapore ad alta e a media pressione, è spuntata un'altra possibilità, che prevede una caldaia all'interno dell'Eurallumina per produrre vapore a bassa pressione. Soluzioni che sono al vaglio di Eurallumina ed Enel e che dovranno, al più presto, tradursi in un progetto definitivo.
Intanto per i lavoratori ci sono poche speranze di un riavvio in tempi rapidi. Anzi, con ogni probabilità anche il 2011 sarà caratterizzato dalla cassa integrazione.
ANTONELLA PANICI
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