Dubbi sulle agevolazioni, parco eolico fermo al palo
di Antonella Pani
Investimenti programmati per 150 milioni di euro, tutte le autorizzazioni in regola, cantieri dati per imminenti solo qualche mese fa, eppure i lavori per l'installazione del parco eolico della Portovesme srl non sono ancora partiti. Motivo? Nell'accordo siglato ai primi di aprile al ministero dello Sviluppo economico, il Governo si impegnava a salvaguardare gli incentivi per l'energia eolica, visto che nel caso della Portovesme srl si tratterebbe di autoproduzione. Ma, a quanto pare, a distanza di mesi, la disciplina dei famosi certificati verdi resta avvolta dal mistero, soprattutto per quanto accadrà dopo il 2015. Di conseguenza, in assenza di notizie, la Glencore, che più volte aveva definito il progetto dell'eolico indispensabile per la continuità produttiva della fabbrica (la quota di eolico infatti dovrebbe servire ad abbassare i costi dell'energia), non ha ancora dato il via ai lavori.
ZINCO E PIOMBO
Mentre sono partiti, negli impianti, i lavori che porteranno poi all'incremento della produzione di zinco, l'eolico sembra essere in stand-by, in attesa che si faccia chiarezza sui certificati verdi: il Governo era orientato a ridurne l'incidenza, ad aprile dal Ministero avevano dato ampie garanzie sul progetto della Portovesme srl, ma sembra che non ci sia sufficiente chiarezza. In fabbrica si attendono notizie anche sul destino del ciclo del piombo: fermato due anni fa insieme alla fonderia di San Gavino per problemi di mercato, con circa 200 operai in cassa integrazione, la Glencore sta valutando se e come riavviarlo. Probabilmente se ne saprà di più dopo la riunione programmata per i primi di novembre tra azienda e sindacati.
ILA
Non mollano gli operai della Ila, arrivati ieri al sesto giorno di occupazione nella sala riunioni dell'assessorato all'Industria, al quarto piano del palazzo regionale. L'obiettivo della protesta è ottenere una proroga della cassa integrazione, altrimenti da gennaio saranno tutti licenziati. «Viviamo nell'angoscia - dicono - alle prese con questo conto alla rovescia che deve essere interrotto al più presto». La permanenza a Cagliari in presidio non è per niente facile, alcune amministrazioni locali stanno sostenendo i lavoratori e presto potrebbero partire delle sottoscrizioni tra gli operai di Portovesme. In attesa di novità che possano scongiurare il finale peggiore.