Dai russi spiragli per l’Eurallumina
E’ ancora avvolto in una coltre di fitta nebbia il futuro dell’Eurallumina. Ma, al di là delle informative istituzionali, c’è qualche spiraglio. Specie dopo il vertice tra il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, il sottosegretario Claudio De Vincenti, i responsabili di Rusal, l’assessore regionale all’Industria Alessandra Zedda e il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Tore Cherchi. Il comunicato ufficiale congiunto parla di «colloquio affrontato, con spirito costruttivo, sul futuro dello stabilimento». Oltre le righe, viene confermato, invece, che Rusal ha deciso di intervenire concretamente nella costruzione della nuova caldaia. E quindi di partecipare attivamente alla formazione della new.co con quote azionarie del Mise, della Regione e di Eurallumina. Con quest’affermazione, resa dai vertici della multinazionale russa, riprendono vigore le possibilità di rivedere in piena attività gli impianti per la produzione di ossido di alluminio Nulla di scritto tra le parti in causa, almeno per il momento. Ma gli aspetti più salienti della complessa vertenza, saranno affrontati nel prossimo incontro, già fissato per il primo agosto, sempre a Roma. «Di ufficiale non abbiamo nulla _ ammettono i segretari generali del Sulcis Iglesiente Mario Crò (Uil), Roberto Puddu (Cgil) e Fabio Enne (Cisl)_ Tuttavia appare positivo l’atteggiamento di Rusal, che parla di partecipazione ai nuovi investimenti. La proposta è credibile perché le condizioni di mercato sono favorevoli e lo stabilimento di Portovesme è strategico anche per la multinazionale russa. Attendiamo comunque di essere convocati dal sottosegretario Claudio De Vicenti, per aver notizie di prima mano». Il dialogo tra Rusal e le organizzazioni sindacali appare importante anche dal punto di vista sociale. Il cambio di atteggiamento del gruppo ripropone un cambiamento del tipo di cassa integrazione. Un’imminente ripresa produttiva la modificherebbe, da “in deroga”, in ordinaria. «Siamo alla svolta _ sostengono Crò, Enne e Puddu_ perché dopo tre anni di blocco dell’attività produttiva Rusal ha interesse a riavviare gli impianti per non sopportare i condizionamenti del mercato e della concorrenza».