Crisi Alcoa, oggi a Roma ennesimo vertice cruciale
Sono ore cruciali per il destino dei lavoratori Alcoa.
Oggi alle 20 a Palazzo Chigi si tiene il vertice decisivo tra il Governo, l'azienda americana, che sarà al tavolo con il numero uno mondiale Klaus Kleinfeld, e le organizzazioni sindacali, dai segretari nazionali alla Rsu di fabbrica.
Azienda e sindacati da Letta.
Decreto-energia, primo sì dall'UE
Dopo il pacchetto di misure confezionato dall'esecutivo per convincere Pittsburgh a non andar via dall'Italia, garantendo tariffe energetiche in linea con quelle europee, i vertici di Alcoa dovranno dare una risposta.
INCONTRO PRELIMINARE
Ieri sera si sarebbe dovuto tenere un incontro informale tra una delegazione di manager statunitensi e Letta, ma a Palazzo Chigi non confermavano che l'argomento dovesse essere Alcoa o, comunque, solo la vicenda in atto.
IL MINISTRO SACCONI
Moderato ottimismo nel Governo:
«Mi auguro che il tavolo di stasera sull'Alcoa sia decisivo».
Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare durante il Question Time alla Camera.
IL COMITATO TECNICO
Sempre ieri il decreto legge sull'approvvigionamento di energia elettrica per le Isole, che porterà benefici anche per Alcoa, è stato presentato al comitato tecnico della Commissione europea in un incontro durato tre ore.
Fonti diplomatiche hanno definito la riunione di Bruxelles
«un passo avanti»
verso il chiarimento della posizione italiana e verso
«un rapido pronunciamento»
della Commissione sul decreto legge del Governo italiano, sottolineando che il vertice si è svolto in clima «positivo di collaborazione».
IN CONSIGLIO REGIONALE
Intanto, nell'Aula di via Roma, il capogruppo del Pdl Mario Diana si rivolge ai sindacati per dire che
«la sola miniera non può risolvere la crisi occupazionale dell'Isola».
Quindi aggiunge:
«Al momento, per risolvere situazioni di crisi come quella dello stabilimento Alcoa di Portovesme, servono soluzioni di brevissimo termine».
L'ASSESSORE LA SPISA
Fa più clamore Giorgio La Spisa, assessore alla Programmazione: «Non faccio nomi, ma c'è l'interesse di altri gruppi industriali a rilevare l'impianto Alcoa»,ha detto.
Già nei giorni scorsi erano circolate ipotesi simili nell'ambiente industriale.
E tra i possibili interessati si diceva potesse esserci la Glencore, azienda svizzera già proprietaria della Portovesme srl.
La Spisa, a proposito del vertice di stasera, ha dichiarato di nutrire «ancora, ma con prudenza»
fiducia sull'esito positivo dell'incontro, benché si sappia che
«se Alcoa va via è perché ha un'altra strategia produttiva e finanziaria».
LAVORATORI E SINDACATI
«Nutriamo un vigile ottimismo», dice Giovanni Matta, segretario regionale della Cisl:
«abbiamo potuto constatare il forte impegno del Governo per tenere in marcia gli impianti.
Ci auguriamo che a Pittsburgh abbiano meditato e, soprattutto, deve essere chiaro che Alcoa dovrà mettere sul tavolo anche un piano industriale per la prospettiva dello stabilimento».
Non tutti a Portovesme sono convinti che il vertice di oggi sarà quello definitivo.
«Visto che entrambe le parti hanno chiesto l'incontro»,
dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil del Sulcis,
«sarà quello definitivo solo se il Governo metterà sul tavolo uno strumento, magari un accordo bilaterale, in grado di superare i rilievi di Bruxelles».
Per Andrea Cuccu, segretario della Uilm per il Sulcis,
«c'è da augurarsi che sia davvero il vertice definitivo, perché un altro rinvio sarebbe deleterio per lo stabilimento, dal punto di vista delle materie prime che scarseggiano, ma anche delle manutenzioni».
IL VIAGGIO
La partenza dei lavoratori, 60 operai più la delegazione sindacale, è prevista alle 7,30 da Portovesme alle 7,30.
Il sit- in in piazza Montecitorio dovrebbe iniziare alle 17, con i colleghi dello stabilimento di Fusina.
«Saremo lì con casco e giacca da lavoro»,
dice Sergio Pisu, delegato Cub della Rsu,
«e speriamo che sia il vertice decisivo».
ANTONELLA PANI