Bloccato l'accesso alle industrie
Strade chiuse per la protesta degli operai ex Smi
Sabato 13 marzo 2010 Blocchi stradali, traffico impazzito: la protesta dei lavoratori ex Smi ieri ha paralizzato per tutta la mattina di ieri il polo industriale di Portovesme.Gli operai coinvolti in una cessione di ramo d'azienda si sono ritrovati senza lavoro. P olo industriale paralizzato ieri dalle prime ore del mattino fino alle 9 per la protesta dei lavoratori ex Smi, coinvolti in una cessione di ramo d'azienda poi concretizzata in un licenziamento.
Da mesi non hanno lavoro, nessun ammortizzatore sociale e nessuna certezza.
Ieri mattina la protesta: tutti gli accessi al polo industriale sono stati bloccati, i lavoratori diretti a Portovesme, così come i pullman, i camion e le automobili di chi voleva spostarsi da Portoscuso sono rimasti intrappolati nella protesta ma, come accade sempre in queste occasioni, tanta solidarietà e comprensione nonostante i disagi.
L'ASSEMBLEA
La protesta dei lavoratori era nell'aria, la decisione dei blocchi stradali è arrivata giovedì sera, durante un'assemblea dai toni molto accesi.
I 47 lavoratori ex Smi rientravano nella cessione di un ramo d'azienda e dunque si era parlato per loro ( tutti operai del cantiere che la Smi aveva all'interno dell'Eurallumina di Portovesme) di un passaggio ad un'altra azienda, la Sta. Ma ad un certo punto le cose si complicano: gli operai ricevono una proposta di assunzione dalla Sta, che però non si è mai concretizzata in un'assunzione vera e propria.
E nel frattempo scoprono di essere stati licenziati dalla Smi, ritrovandosi senza lavoro e senza cassa integrazione. Una situazione insostenibile per i lavoratori, che non riescono ad intravedere la fine dell'incubo: quello che doveva essere un semplice passaggio da un'azienda ad un'altra si è trasformato in un licenziamento.
Ieri la protesta con i blocchi stradali e poi un presidio davanti alla sede di un'impresa che ha dei collegamenti societari con la Smi.
I BLOCCHI
E intanto, mentre a Portovesme esplodeva la protesta dei lavoratori, a Cagliari il Prefetto incontrava le due società, la Smi e la Sta, alla presenza di un rappresentante dell'Ufficio del Lavoro.
I dettagli dell'incontro non sono trapelati ma si è poi saputo che le società presenteranno una proposta alle organizzazioni sindacali.
L'incontro tra Smi, Sta e rappresentanti dei lavoratori si sarebbe dovuto svolgere ieri, ma è stato rinviato ad oggi, per le 17.
«Aspettiamo di sentire cosa ci diranno le società e poi si deciderà nell'esclusivo interesse dei lavoratori - dice Rino Barca, segretario della Fsm Cisl - ma su questa vicenda serva chiarezza, una volta per tutte».
Già in un incontro precedente con il Prefetto i sindacati avevano chiesto che la Smi riprendesse in carico i lavoratori, annullando i licenziamenti.
«Per noi quei licenziamenti non hanno ragione d'esistere, sono completamente fuori dalla cessione del ramo di azienda- dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil- e hanno inguaiato 47 padri di famiglia».
Per i sindacati la chiave di volta sta proprio nella normativa sulla cessione del ramo di azienda.
« Questa vicenda è incomprensibile perché prima la Smi dichiara di voler fare una cessione di ramo d'azienda, che non prevede il licenziamento - dice Andrea Cuccu, segretario della Uilm - poi licenzia i lavoratori, facendo venir meno i presupposti per la cessione».
La tensione tra i lavoratori è ancora alta, non resta che attendere l'incontro di questo pomeriggio.
Antonella Pani
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