Ambientalisti bloccano i tir

Pubblicato il da sandro cherenti

PORTOSCUSO. Il blitz sulla strada per la Carbosulcis: «Basta inquinamento»
Protesta anti-discarica dopo l'incontro con l'Arpas
Più trasparenza sulle informazioni relative all'ambiente, più severità nei controlli sul rispetto delle prescrizioni alle aziende: il fronte verde si compatta e pone le sue richieste.

     di Antonella Pani

«Danno le autorizzazioni per ampliare le discariche, ma nessuno fa rispettare le prescrizioni»: è un misto di preoccupazione e rabbia quello che ha spinto ieri mattina diverse associazioni ambientaliste del Sulcis a bloccare la «strada della vergogna», alcuni chilometri di sterrato percorso ogni giorno da decine di camion che fanno la spola tra l'Enel e la Carbosulcis, dove vengono stoccati ceneri e gessi in arrivo dalla centrale termoelettrica di Portovesme. In prima fila c'era Adiquas, associazione di Nuraxi Figus, da sempre contraria alla discarica e al suo innalzamento; con gli ambientalisti nuraxini i “Carlofortini preoccupati”, “Sardegna libera” con il consigliere provinciale Angelo Cremone, il Comitato di quartiere di Cortoghiana e il “Movimento disoccupati” di Carbonia.

ASFALTO 

Ieri mattina i manifestanti hanno bloccato i camion, chiedendo che finalmente la strada venga asfaltata per limitare i disagi agli agricoltori e ai cittadini di Nuraxi. «Vogliamo ricordare alla Provincia e ai sindaci di Gonnesa, Portoscuso e Carbonia- dice Giancarlo Ballisai, presidente di Adiquas- di rispettare gli impegni presi per la bitumazione della strada e per la piantumazione degli alberi, così come previsto dalle prescrizioni imposte dalla Regione nella delibera che dava l'ok alla discarica». Non è la prima volta che Adiquas blocca la strada sterrata. «Questa - dice il consigliere provinciale Angelo Cremone - è la dimostrazione lampante che molte volte, nonostante le istituzioni impongano delle prescrizioni per mitigare l'impatto di discariche e simili, queste restano poi lettera morta».

IL VERTICE CON GIORGIO TORE

 Ieri mattina, intorno alle 9, i rappresentanti delle varie associazioni hanno incontrato il direttore provinciale dell'Arpas Giorgio Tore nella sede di Portoscuso. C'è un filo conduttore tra i diversi movimenti locali: tutti chiedono più controlli e maggiore trasparenza nelle informazioni ambientali, per poter avere sempre a portata di mano un quadro preciso della qualità dell'aria, dei suoli e delle acque in un territorio ad alto rischio di crisi ambientale. Adiquas ha messo l'accento sulla discarica Carbosulcis, chiedendo il rispetto delle prescrizioni, mentre il Comitato di quartiere di Cortoghiana e i Carlofortini preoccupati hanno chiesto che anche nei loro paesi siano installate le centraline per il monitoraggio delle sostanze inquinanti e delle polveri sottili. «Abbiamo consegnato al direttore dell'Arpas 200 firme - dice Salvatore Casanova, dei Carlofortini preoccupati - per chiedere maggiori controlli nella nostra isola». All'incontro era presente anche il Movimento dei disoccupati di Carbonia. « Pensiamo che sia molto importante - dice Francesco Giganti - coniugare l'ambiente e le bonifiche con nuove opportunità di lavoro». Il direttore dell'Arpas ha ascoltato le preoccupazione dei movimenti e si è impegnato a convocare un nuovo incontro tra un mese.

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