Alcoa, vertice anticipato?
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Il vertice a Palazzo Chigi sul futuro dell’Alcoa in Sardegna, fissato per il 5 febbraio tra Governo, sindacati, azienda e Regione, non è stato ancora anticipato. Ma l’eventualità che si svolga tra lunedì e mercoledì sarebbero buone.
Il governatore Ugo Cappellacci è sembrato ottimista ieri sera, dopo aver incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
LA RICHIESTA.
Il presidente della Regione ha provato a giocare d’anticipo, invitando il Governo a presentare una richiesta formale alla multinazionale:
«Rinvii di 60 giorni la decisione di dismettere l’attività, ora annunciata per il 6 febbraio, il tempo per l’approvazione del decreto legge sull’energia».
In sintesi, il provvedimento (che - come informa il parlamentare del Pd Francesco Sanna - è stato esaminato in commissione Affari costituzionali al Senato) introduce in Sardegna e in Sicilia l’opportunità per le industrie di accedere a maggiori quote di energia interrompibile, cioè che può essere bloccata con un preavviso massimo di due ore.Alcoa, però, non si fida e fissa la sua richiesta in tre punti: costo dell’energia non sotto i 30 euro a kilowattora, prezzo bloccato per tre anni così da garantire la competitività delle produzioni e certezza che Bruxelles non configuri come aiuto di Stato il contenuto del pacchetto energia. In passato ha ricevuto una multa di 270 milioni e vorrebbe evitare altre sorprese.