Alcoa, lotta contro tempo per difendere il lavoro
Dal Sulcis al sassarese proteste, blocchi stradali e cortei
Gli operai della Sardegna in piazza da nord a sud per tentare di salvare il proprio posto di lavoro nell'industria ancora presente nell'isola. A Cagliari i lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme (Carbonia-Iglesias), che rischia la fermata per sei mesi, hanno prima bloccato per oltre un'ora la statale 131 che collega Cagliari e Sassari, alle porte del capoluogo sardo, e poi hanno trasferito la protesta all'aeroporto di Elmas, per un presidio temporaneo davanti ai varchi per i controlli di sicurezza. All'interno dell'aerostazione hanno srotolato uno striscione con la scritta "Alcoa: rispetto e lavoro" guardati da vicino dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, rallentando l'afflusso dei passeggeri in partenza.Nel sassarese la manifestazione dei lavoratori del Petrolchimico ha portato in strada 500 persone che hanno sfilato in corteo a Porto Torres sino alla torre aragonese, da 22 giorni occupata da alcuni operai asserragliati in cima. Intanto, mentre tutta la Sardegna si prepara allo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil per il 5 febbraio, riprende la mobilitazione dei 450 dipendenti dell'Eurallumina a Portovesme, dopo che la multinazionale russa proprietaria dello stabilimento ha annunciato un altro anno di cassa integrazione straordinaria, a partire da aprile. Per la vertenza Alcoa, come hanno ricordato i sindacati al prefetto di Cagliari in un incontro successivo al presidio in aeroporto, si tratta di una lotta contro il tempo.
L'annunciata fermata dello stabilimento di Portovesme, (insieme a quello di Fusina, in Veneto) rischia di mettere definitivamente in ginocchio un intero territorio, il Sulcis Iglesiente, dove la disoccupazione arriva al 30% e molte aziende controllate da multinazionali (Eurallumina, Rockwool e la stessa Alcoa) hanno deciso di fermare gli impianti e lasciare a casa gli operai che oggi possono contare solo sugli ammortizzatori sociali. Il 5 febbraio, giorno in cui è fissata una riunione a Palazzo Chigi per Alcoa, potrebbe essere troppo tardi per sperare in un intervento straordinario del Governo, perché gli impianti potrebbero essere già fermi, in assenza di materie prime ed energia elettrica. Per la quarta volta in tre mesi, i lavoratori sono pronti a marciare su Roma per chiedere al Governo un atto straordinario che tenga accesi gli impianti e le speranze di tutto il Sulcis.
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