Alcoa, lo spiraglio arriva dalle tariffe
Rinviato il caro-energia, il ministro Ronchi:
«Trattiamo con l'Ue»
Spiraglio per Alcoa: congelate fino al 31 dicembre le tariffe dell'energia. Governo in pressing sull'Ue.
U no spiraglio di luce nella vertenza Alcoa che oggi vedrà a Roma più di 150 lavoratori: le tariffe agevolate dell'energia, in scadenza ieri, resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2009. Lo ha comunicato il ministro alle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, durante un incontro con i parlamentari sardi Mauro Pili, Bruno Murgia e Settimo Nizzi, e una delegazione sindacale dell'Alcoa giunta ieri mattina a Roma. «Il governo - ha detto il ministro Ronchi - sta facendo di tutto per arrivare a una soluzione positiva per la vertenza Alcoa.
Il presidente Berlusconi ha sottoposto il problema direttamente al presidente della Commissione europea Barroso, il sottosegretario Letta e il ministro Scajola hanno avviato insieme al Ministro delle Politiche Comunitarie un tavolo permanente per affrontare la questione. Per il momento siamo riusciti ad evitare una decisone totalmente contraria all'Alcoa che non dovrà restituire l'intero ammontare della fideiussione ma un quarto della sanzione».
LA PROROGA
Dunque, con la proroga delle tariffe agevolate, il tormentone del caro-energia per Alcoa si sposta a fine anno.
Mentre, sul fronte europeo, sembra che Bruxelles sia orientata a chiedere ad Alcoa il pagamento di solo uno dei quattro anni di fideiussione, ritenendo le tariffe speciali un aiuto di Stato e, dunque, 100 milioni invece di 400.
«La situazione è difficile - ha detto Mauro Pili, dopo il vertice con il Ministro - ma si apre uno spiraglio di trattativa rispetto all'iniziale rigidità dell'Unione Europea sulla vertenza. L'interpretazione dell'Authority che prorogherebbe le tariffe agevolate al 31 dicembre del 2009 costituisce un segnale importante per definire azioni in vista degli accordi bilaterali con l'Enel». A questo punto il conto alla rovescia per Alcoa è spostato al 31 dicembre, con l'auspicio che nel frattempo si concretizzino tutti i percorsi per abbassare il costo dell'energia e renderlo più competitivo.
LE TARIFFE
Infatti, senza il regime speciale attuale, produrre alluminio costerebbe all'Alcoa fino a tre volte di più, con perdite mensili di 8 milioni di euro. Cifre che la multinazionale ha già bollato come insostenibili. Resta tutta la preoccupazione dei lavoratori, che oggi saranno a Roma:
una delegazione dovrebbe incontrare il governo alle 11,30.
«Al Ministero dello Sviluppo economico, su indicazione del Ministro Scajola, si sta perfezionando la proposta alternativa al Virtual power plant - ha sottolineato il parlamentare del Pdl Salvatore Cicu - per ottenere un risultato che vede partecipi, negli approfondimenti, lavoratori, sindacati e aziende».
Sulla vertenza Alcoa interviene anche il segretario del Partito democratico, Silvio Lai:
«La battaglia dei lavoratori Alcoa è la nostra battaglia, perché salvare i posti di lavoro del Sulcis è prioritario per tutta la Sardegna».
Da Roma Francesco Sanna, senatore del Pd, commenta:
«Sono esterrefatto da modo informale scelto dal ministro Ronchi per annunciare che la posizione del Governo italiano è stata bocciata, nonostante le ripetute rassicurazioni».
EOLICO
Intanto, nel Sulcis alcune dichiarazioni di Mauro Pili sull'eolico scatenano la reazione del sindacato.
«Sul piano strutturale - ha detto Pili - risultano assolutamente inutili e ininfluenti i tentativi di far passare l'eolico come il toccasana della vertenza energetica del Sulcis».
Replica del segretario della Cisl, Fabio Enne:
«Vogliamo ricordare all'amico Pili che il progetto eolico della Portovesme srl è al momento l'unica soluzione per mantenere in piedi la fabbrica.
Senza l'eolico non andrebbe avanti neppure l'accordo di programma, e quindi gli investimenti».
ANTONELLA PANI