A Roma l'estate calda del Sulcis
Vertenza alluminio, con due fabbriche (e dipendenti annessi) in sofferenza, l'Eurallumina e la ex Ila. Poi il problema dell'energia con il progetto per lo sfruttamento del carbone. I temi caldi della crisi del Sulcis oggi sbarcano a Roma.
Due giorni di incontri per la filiera dell'alluminio di Portovesme, due giorni di sit-in a Roma davanti a Palazzo Chigi. Questa mattina dal Sulcis partiranno delegazioni di lavoratori da ogni fabbrica, inclusa la miniera della Carbosulcis, con le organizzazioni sindacali territoriali e regionali, accompagnati dal presidente della Provincia Tore Cherchi al quale, tra oggi e domani, dovrebbero aggiungersi anche i sindaci del territorio. Tutti in sit-in davanti al palazzo del Governo per difendere la filiera dell'alluminio e, più in generale, per reclamare attenzione per le mille emergenze del Sulcis in agonia.
GLI INCONTRI
Tra oggi e domani ci sono in calendario due incontri ministeriali che riguardano i capitoli più spinosi della crisi industriale di Portovesme: oggi alle 15 si parlerà di ex Ila e del rilancio della filiera dell'alluminio; domani mattina si discuterà ancora una volta di Eurallumina: la fabbrica è chiusa da più di un anno mentre e resta chiusa mentre, nei giorni scorsi, la proprietaria Rusal ha riavviato anche la raffineria della Giamaica.
La delegazione del Sulcis sarà a Roma, in questi due giorni di incontri, e darà vita a un sit-in davanti alla sede della Presidenza del Consiglio, con rappresentanti e striscioni di tutte le fabbriche, ognuna con la sua emergenza da risolvere. «Il nostro obiettivo è chiaro: Palazzo Chigi deve farsi carico dei problemi irrisolti che assediano il nostro polo industriale e di conseguenza tutto il nostro territorio - dice Roberto Puddu, segretario della Cgil - le emergenze sono Ila ed Eurallumina, ma c'è anche da affrontare il problema energetico in modo strutturale. Davanti a Palazzo Chigi vorremmo avere la piacevole sorpresa di trovare al nostro fianco anche la Regione».
IL PRESIDIO
Il sit in inizierà questa mattina e andrà avanti fino a domani, nel frattempo si svolgeranno gli incontri al ministero dello Sviluppo economico; slitterà al 3 agosto il vertice sulla Carbosulcis. «Abbiamo organizzato questa iniziativa per richiamare il Governo alla consapevolezza che la filiera dell'alluminio va difesa e salvaguardata - ha dichiarato Fabio Enne, segretario della Cisl - qualche mese fa sono state prese delle decisioni per Alcoa, ora servono soluzioni per la Ila, l'Eurallumina e la Sms di Iglesias: tutta questa è la filiera dell'alluminio». I fronti delle crisi industriali si moltiplicano e le soluzioni tardano ad arrivare. Ila ed Eurallumina sono senza dubbio l'emblema di questa crisi senza fine: fabbriche ferme, dipendenti in cassa integrazione e prospettive di riavvio tutte da costruire.
IL GOVERNO
«La questione della Ila è in partenza molto difficile perché non abbiamo una controparte - sottolinea Mario Crò, segretario della Uil - l'obiettivo è quello di far riavviare la fabbrica anche attraverso l'intervento della Sfirs, per renderla poi appetibile ad altri imprenditori. Per Eurallumina invece c'è da fare chiarezza sul progetto- vapore, in particolare sugli aspetti economici, e poi bisogna capire le intenzioni della Rusal». Da oggi il Sulcis sarà in sit-in davanti a Palazzo Chigi. «Il Governo può fare molto per incidere su queste vertenze - dice Tore Cherchi - noi saremo a Roma per sollecitarlo a fare tutto ciò che deve essere fatto e mettere dei punti fermi».
ANTONELLA PANI