Alcoa, 24 ore per evitare la fermata
L'Alcoa deve riportare entro 24 ore le emissioni delle celle elettrolitiche entro i parametri pena la revoca della concessione,
È l'ultimatum della Provincia alla direzione dello
stabilimento di Portovesme
Ventiquattr'ore di tempo per scongiurare la fermata della fabbrica di alluminio dell'Alcoa di Portovesme.
È una corsa contro il tempo quella che si sta consumando nello stabilimento da quando, ieri pomeriggio, responsabili dell'Ufficio ambiente della Provincia hanno firmato un'ordinanza-diffida per ripristinare le condizioni di normalità per la salvaguardia ambientale e la salubrità del posto di lavoro, concedendo ventiquattr'ore di tempo. Immediatamente l'azienda ha convocato la Rsu di fabbrica per comunicare ai delegati di aver ricevuto il provvedimento.
L'ULTIMATUM
«C'è un'ingiunzione della Provincia - hanno detto i vertici aziendali ai rappresentanti sindacali, durante la riunione convocata con carattere d'urgenza - ma stiamo adottando tutte le misure adeguate ed opportune per ottemperare all'intimazione».
In fabbrica la mobilitazione è massima, l'obiettivo comune è evitare che le 24 ore scadano invano, perché se ciò accadesse il prossimo passo obbligato potrebbe essere la fermata della Sala elettrolisi, il cuore dello stabilimento, che ovviamente avrebbe ripercussioni drastiche per tutta la fabbrica.
«Siamo molto, molto preoccupati - hanno fatto sapere i rappresentanti dei lavoratori , subito dopo aver ricevuto la comunicazione della diffida - anche perché tutti gli accorgimenti tecnici possibili sono già stati presi. Speriamo che si riesca a rispettare le prescrizioni dell'ingiunzione, altrimenti il prossimo passo potrebbe essere la fermata dell'Elettrolisi. Cosa che deve essere assolutamente scongiurata».
RISCHIO CHIUSURA
Lo spauracchio che per tutte queste settimane ha tenuto in ansia lavoratori, sindacati ed azienda sembra, purtroppo, un'ipotesi sempre più concreta.
Eppure fino a ieri mattina c'era molto ottimismo, sia tra i sindacati che tra i vertici aziendali. In mattinata i tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpas) avevano effettuato una nuova ispezione in Sala elettrolisi: la situazione è risultata sempre molto delicata, ma in miglioramento rispetto a qualche giorno fa. Invece nel pomeriggio è arrivata l'ingiunzione della Provincia ed è cominciata la corsa contro il tempo, per scongiurare la fermata delle celle.
Solo oggi si saprà se la task force organizzata dall'azienda è riuscita a scongiurare l'epilogo più amaro.
CELLE IN TILT
Intanto, anche ieri è stata fermata un' altra cella elettrolitica, il conteggio è fermo. per ora, a 53 celle fuori servizio.
«Dietro lo stop delle celle non c'è nessuna strategia di fermata dello stabilimento - hanno detto fonti aziendali in mattinata - tant'è vero che abbiamo già programmato il riavvio di quelle spente».
Ora l'Alcoa si trova al centro di un conto alla rovescia dagli esiti assolutamente imprevedibili: la situazione ambientale deve rientrare alla normalità in pochissime ore. Per rispettare l'ingiunzione, le emissioni di fluoro devono cessare entro oggi, non ci sono appelli, né slittamenti possibili: ventiquattr'ore, in buona parte già trascorse.
Una delle soluzioni, vista l'emergenza, potrebbe essere quella di ricoprire le celle elettrolitiche scoperte da cui si originano i fumi ma chissà se sarà sufficiente, a questo punto, per evitare la fermata della Sala elettrolisi che significherebbe l'interruzione dell'intera produzione di alluminio primario.
ANTONELLA PANI
È l'ultimatum della Provincia alla direzione dello
stabilimento di Portovesme
Ventiquattr'ore di tempo per scongiurare la fermata della fabbrica di alluminio dell'Alcoa di Portovesme.
È una corsa contro il tempo quella che si sta consumando nello stabilimento da quando, ieri pomeriggio, responsabili dell'Ufficio ambiente della Provincia hanno firmato un'ordinanza-diffida per ripristinare le condizioni di normalità per la salvaguardia ambientale e la salubrità del posto di lavoro, concedendo ventiquattr'ore di tempo. Immediatamente l'azienda ha convocato la Rsu di fabbrica per comunicare ai delegati di aver ricevuto il provvedimento.
L'ULTIMATUM
«C'è un'ingiunzione della Provincia - hanno detto i vertici aziendali ai rappresentanti sindacali, durante la riunione convocata con carattere d'urgenza - ma stiamo adottando tutte le misure adeguate ed opportune per ottemperare all'intimazione».
In fabbrica la mobilitazione è massima, l'obiettivo comune è evitare che le 24 ore scadano invano, perché se ciò accadesse il prossimo passo obbligato potrebbe essere la fermata della Sala elettrolisi, il cuore dello stabilimento, che ovviamente avrebbe ripercussioni drastiche per tutta la fabbrica.
«Siamo molto, molto preoccupati - hanno fatto sapere i rappresentanti dei lavoratori , subito dopo aver ricevuto la comunicazione della diffida - anche perché tutti gli accorgimenti tecnici possibili sono già stati presi. Speriamo che si riesca a rispettare le prescrizioni dell'ingiunzione, altrimenti il prossimo passo potrebbe essere la fermata dell'Elettrolisi. Cosa che deve essere assolutamente scongiurata».
RISCHIO CHIUSURA
Lo spauracchio che per tutte queste settimane ha tenuto in ansia lavoratori, sindacati ed azienda sembra, purtroppo, un'ipotesi sempre più concreta.
Eppure fino a ieri mattina c'era molto ottimismo, sia tra i sindacati che tra i vertici aziendali. In mattinata i tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpas) avevano effettuato una nuova ispezione in Sala elettrolisi: la situazione è risultata sempre molto delicata, ma in miglioramento rispetto a qualche giorno fa. Invece nel pomeriggio è arrivata l'ingiunzione della Provincia ed è cominciata la corsa contro il tempo, per scongiurare la fermata delle celle.
Solo oggi si saprà se la task force organizzata dall'azienda è riuscita a scongiurare l'epilogo più amaro.
CELLE IN TILT
Intanto, anche ieri è stata fermata un' altra cella elettrolitica, il conteggio è fermo. per ora, a 53 celle fuori servizio.
«Dietro lo stop delle celle non c'è nessuna strategia di fermata dello stabilimento - hanno detto fonti aziendali in mattinata - tant'è vero che abbiamo già programmato il riavvio di quelle spente».
Ora l'Alcoa si trova al centro di un conto alla rovescia dagli esiti assolutamente imprevedibili: la situazione ambientale deve rientrare alla normalità in pochissime ore. Per rispettare l'ingiunzione, le emissioni di fluoro devono cessare entro oggi, non ci sono appelli, né slittamenti possibili: ventiquattr'ore, in buona parte già trascorse.
Una delle soluzioni, vista l'emergenza, potrebbe essere quella di ricoprire le celle elettrolitiche scoperte da cui si originano i fumi ma chissà se sarà sufficiente, a questo punto, per evitare la fermata della Sala elettrolisi che significherebbe l'interruzione dell'intera produzione di alluminio primario.
ANTONELLA PANI
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