Governo Regione, solo tre ministri al vertice sulla crisi " Eni "
Solo tre ministri al vertice sulla crisi.
Cappellacci a Roma ottiene un nuovo comitato Stato-Regione
Non si sono presentati in undici, ma erano in tre i ministri che hanno ricevuto Cappellacci a Palazzo Chigi.
ROMA La sfida ora è quasi rabbiosa e parte dalla sala stampa di Palazzo Chigi:
«Se martedì l'Eni non ritirerà subito il provvedimento di chiusura dell'impianto di Porto Torres, mi alzerò dal tavolo sulla chimica».
Il sorriso tirato non nasconde la delusione.
Ugo Cappellacci deve fare i conti con un film inatteso all'incontro istituzionale che dovrebbe riscrivere la storia dei rapporti tra Regione e Governo.
Gli undici ministri previsti diventano appena tre.
E mancano tutti i pezzi grossi (come Scajola o Tremonti).
Non è ancora il tempo ufficiale della chimica, perché il tavolo vero sull'Eni è fissato per martedì (sempre a Roma), ma la sensazione è che il contatto di Palazzo Chigi sia appena più di una formalità.
Troppo poco per una Sardegna vicina al baratro, con l'industria che muore e un'emergenza sociale da brividi.
E a tranquillizzare Cappellacci non basta neanche la presenza di un potente mediatore come Gianni Letta, che pure dispensa fiducia:
«Non abbiamo aspettato la riunione del 21 per fare sollecitazioni sull'Eni», sottolinea il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
«e siamo convinti che si possa arrivare a un'operatività importante».
L'unico dato politico davvero rilevante dell'appuntamento romano sembra proprio l'entrata in scena formale del braccio destro di Silvio Berlusconi, che improvvisa una conferenza stampa non prevista dalla rigida agenda di piazza Colonna.
SVOLTA NECESSARIA
La trattativa politica potrebbe portare a una svolta in tempi strettissimi, ma il governatore sardo preferisce non fidarsi: «C'è una condizione imprescindibile» e il Governo è ampiamente informato. La rottura su Porto Torres potrebbe anche aprire scenari clamorosi: «Ho in mente qualcosa di preciso, ma preferisco aspettare gli eventi». Di sicuro salterebbe fuori la chiamata in giudizio dell'Eni: «Nel 2003 è stato sottoscritto un accordo preciso sulla chimica. Se qualcuno avesse intenzione di violare quel contratto dovrà renderne conto davanti ai magistrati».
STATO-REGIONE
L'appuntamento di Palazzo Chigi serve per aprire «un nuovo tipo di rapporto» tra la Sardegna e il Governo, sottolinea Letta. «Non un esame episodico delle emergenze, ma un confronto armonico che terrà conto di tutti i problemi strutturali e delle aspettative dell'Isola». Il tavolo istituzionale, però, propone molte seconde linee. Undici dicasteri rappresentati, ma solo tre ministri in carne e ossa: Altero Matteoli (Infrastrutture), Antonio Ronchi (Politiche europee), Michela Brambilla (Turismo). Ci sono anche due sottosegretari: il sassarese Giuseppe Cossiga (Difesa) e Pasquale Viespoli (Lavoro). È ancora Letta a chiarire: «Purtroppo le intense attività parlamentari non hanno consentito a tutti i ministri di poter partecipare alla riunione, ma il risultato c'è lo stesso». Nella delegazione sarda, accanto a Cappellacci, ci sono il suo stretto collaboratore Mariano Mariani (direttore dell'Innovazione tecnologica della Regione) e Gabriella Massidda (direttore della presidenza della Giunta).
COMITATO SULLA SARDEGNA
Nasce un comitato Regione-Governo che si occuperà di tutti i settori del sistema Sardegna: «Sarà un comitato permanente che segna l'inizio di un percorso», spiega il sottosegretario della presidenza del Consiglio. «Il Governo sarà impegnato collegialmente e punto di riferimento di questa azione innovativa si rivelerà proprio Palazzo Chigi, che è il cuore dell'esecutivo». Il comitato sarà guidato da Claudio Gorelli, capo della segreteria tecnica della presidenza del Consiglio: «Creerà un raccordo con tutti i singoli ministri per istruire i vari distinti tavoli sui problemi della Sardegna». Verranno interessati i ministeri di Economia, Beni culturali, Istruzione, Infrastrutture (e Trasporti), Ambiente, Lavoro (e Politiche sociali), Sviluppo economico, Politiche agricole, Politiche europee, Turismo, Rapporti con le Regioni.
PROSPETTIVE PER L'ISOLA
È il ministro delle Politiche europee Antonio Ronchi a entrare un po' nei dettagli del confronto tra la Sardegna e il Governo: «Abbiamo introdotto un sistema innovativo che ci consentirà di intervenire efficacemente su diversi settori» del sistema sardo. «Si terrà in grande considerazione anche il problema dei trasporti e quello dell'insularità». Cappellacci si augura che il tavolo decolli in fretta: «Dovrà servire per garantire alla nostra Isola un nuovo modello di sviluppo, per ricostruire il sistema economico e uscire dall'emergenza della crisi attuale». Il governatore giustifica lo schema formale che regala ancora poca sostanza al dialogo istituzionale: «Al di là della presenza dei ministri, questo tavolo è stato caricato di troppe aspettative in Sardegna», invece «io mi aspettavo che le cose andassero esattamente in questa direzione. Nasce un comitato e ora si aprono tanti fronti operativi».
SUPPORTI PER IL LAVORO
Il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli sottolinea che nella prima fase del confronto «si seguiranno da vicino le questioni sulle politiche del lavoro», con «il coinvolgimento di istituti come Isfol e Italia Lavoro per dare supporto alla formazione». Attenzione anche sui «progetti per il commercio e l'artigianato». Il Governo si impegna a garantire il supporto «per gli ammortizzatori sociali» e quindi «per la verifica sui piani di cassa integrazione».
DALLA SARDEGNA
«Da Roma arriva solo aria fritta. È l'ennesima presa in giro per la Sardegna, che non ha bisogno di altri tavoli e comitati». Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mario Bruno prende posizione sul vertice di ieri. «L'incontro, tanto enfatizzato, tra Giunta e Governo non ha prodotto niente altro che parole». Ora serve solo «l'immediata revoca del provvedimento di chiusura dell'Eni a Porto Torres da parte dell'esecutivo, per dare seguito agli impegni presi in campagna elettorale».
GIULIO ZASSO