Assicurazioni del presidente della Sarda Alluminio
I sindacati restano scettici
«Così vogliamo salvare la Ila»
Nuovo gruppo si candida a rilevare la fabbrica
Si chiama Sarda Alluminio la società che si è fatta avanti per rilevare la fabbrica di laminati di alluminio della Ila di Portovesme.
Del gruppo fa parte, insieme a due imprenditori isolani, anche l'Acea, una grossa società di Roma quotata in Borsa.
Una Jaguar verde si è fatta strada tra gli operai che presidiavano i cancelli dello stabilimento,dalla berlina sono scese alcune persone, dirigenti e tecnici della Sarda Alluminio si è saputo.
Accompagnati da uno dei curatori fallimentari della Ila, la società proprietaria della fabbrica, hanno compiuto un sopralluogo nei capannoni da dove ogni anno uscivano decine di migliaia di tonnellate di alluminio lavorato.
IMPIANTI FERMI
La fabbrica è stata chiusa sette mesi fa. I 200 dipendenti sono parcheggiati in cassa integrazione. La Sarda Alluminio è l'ennesima società che corre al capezzale della fabbrica del Sulcis per cercare di farla svegliare dal coma profondo. I lavoratori sono scettici. Troppe promesse, altrettante disillusioni e il timore che chi si affaccia alla Ila miri più ai finanziamenti regionali che alla salvezza della fabbrica e dei posti di lavoro.
«Non è il caso della Sarda Alluminio, noi abbiamo intravvisto grandi potenzialità e siamo pronti a investire per riavviare la produzione e rilanciare la fabbrica». Giancarlo Milia è un geometra di Iglesias che si occupa di sviluppo commerciale. È il presidente-portavoce della Sarda Alluminio. Esibisce credenziali di tutto rispetto. Il gruppo, infatti, insieme a due imprenditori isolani, comprende anche l'Acea, un gruppo che opera nel settore dell'energia e dell'acqua che ha tra gli azionisti anche il Comune di Roma e che nel 2008 ha realizzato ricavi consolidati per oltre tre miliardi di euro.
NUOVE PRODUZIONI
Come biglietto da visita niente male. Anche se i sindacati vorrebbero sapere chi sono i partner sardi. Ma Giancarlo Milia garantisce sull'affidabilità del gruppo e parla di un progetto che prevede l'acquisizione della fabbrica in locazione, investimenti per 36 milioni per riconvertirne la produzione (laminati sottili ma anche profilati per i pannelli fotovoltaici e vaschette in alluminio da immettere nei circuiti della grande distribuzione). «Stiamo compiendo valutazioni accurate, non vogliamo sbagliare - spiega - ma siamo convinti che questa azienda potrebbe diventare un gioiello»
L'OCCUPAZIONE
E i posti di lavoro degli operai che stazionano davanti ai cancelli? «Siamo pronti ad assumerli tutti, anzi se la Regione ci darà una mano creeremo nuovi posti di lavoro», assicura Giancarlo Milia. per questo, nei prossimi giorni, i rappresentanti della Sarda Alluminio si incontreranno con l'assessore regionale all'Industria Angelina Farris. «Ma siamo anche disposti ad andare avanti con le nostre forze, ovviamente procedendo per gradi», aggiunge Milia. E i sindacati? «Abbiamo visto troppi industriali interessati più ai finanziamenti pubblici che alla fabbrica, vogliamo essere sicuri che non si ratti di una presa in giro», è stato il commento di Remo Fantin, delegato Cisl.
SANDRO MANTEGA