Primo Maggio, via crucis tra le ciminiere

Pubblicato il da sandro

Un tour tra quello che rimane delle industrie nel Sulcis dopo il ciclone dei primi mesi del 2009:

questo è stato il Primo Maggio dei sindacati e degli operai

(in gran parte cassintegrati) in una terra che sta pagando un prezzo altissimo alla crisi economica ed occupazionale.

 

                     

 

Non c'è stata festa,non ci sono stati i soliti appuntamenti colorati e festosi organizzati ogni anno dai tre sindacati per celebrare la Festa dei lavoratori.

Quest'anno c'era poco da festeggiare,solo fabbriche ferme o sull'orlo della fermata,lavoratori precipitati nell'incubo degli assegni Inps da 800 euro al mese,quando va bene.


 





LA ROCKWOOL


Per questo si è deciso per un altro tipo di iniziativa

una carovana che è partita in mattinata dalla Rockwool di Iglesias, un serpentone di automobili che ha proceduto a passo d'uomo lungo la statale 126,dirigendosi poi a Portovesme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emblematico il percorso del "Giro delle fabbriche che non devono chiudere":

è partito dal piazzale della fabbrica iglesiente,dove in pochi giorni la crisi è precipitata arrivando fino all'annunciata chiusura e al licenziamento collettivo di 200 lavoratori,per decisione della multinazionale danese proprietaria dello stabilimento dal '99.

Poi, con lentezza,percorrendo la statale che collega i due capoluoghi, il tour è arrivato nel polo industriale di Portovesme.



 

 





L'EURALLUMINA

Le auto con operai e sindacalisti si sono fermate una decina di minuti davanti all'ingresso dell'Eurallumina,chiusa da metà marzo,con gli impianti immobili,silenziosi, deserti. Una fabbrica pienamente produttiva fino a qualche mese fa,che poi è inciampata nella crisi dell'alluminio e nelle difficoltà della proprietaria Rusal.

Risultato: 700 operai in cassa integrazione,tra lavoratori


diretti e degli appalti.


LA OTEFAL

Nella via crucis di Primo Maggio è stata poi la volta della Otefal,una fabbrica chiusa ancora prima della crisi del 2009 e in attesa di un imprenditore che la rilanci,che faccia ripartire la produzione,superando la procedura fallimentare ex Ila: sono 200 i dipendenti,e da dicembre non sono neanche coperti da cassa integrazione.

 







                                                                                                       LAPORTOVESME SRL

Tappa finale del tour alla Portovesme srl, dove un gruppo di lavoratori ha atteso la carovana di Primo Maggio:

la fabbrica di piombo e zinco di proprietà della Glencore sta attraversando un momento molto difficile,un impianto è già fermo, un altro si fermerà il 5 maggio e i cassintegrati totali sfioreranno quota 700,numeri drammatici,pari alla fermata dell'Eurallumina.




«La crisi di questi mesi sta producendo conseguenze tali che non si poteva immaginare un Primo Maggio come negli anni passati, dice Tore Cappai,della segreteria della Filcem-Cgil,abbiamo deciso di organizzare questa iniziativa non per rassegnazione,ma per denunciare la grave crisi che sta schiacciando il nostro sistema industriale.

Una crisi che possiamo vincere solo stando uniti,e con risposte mirate ed immediate dalle istituzioni».

E così il serpentone triste ha fatto il giro inverso, tornando da Portovesme verso Iglesias, alla Rockwool.

 

 

È vero il Sulcis è in ginocchio,in particolare l'industria del Sulcis è allo stremo,centinaia di lavoratori sono finiti in cassa integrazione. Ma le battaglie da combattere sono ancora tante.



ANTONELLA PANI


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