Portovesme ... si spengono le caldaie

Pubblicato il da sandro

Portovesme: si spengono caldaie
e speranze. Pd: 'È emergenza»
Oggi Cappellacci a Palazzo Chigi

Stop agli impianti Eurallumina a Portovesme: si spegne la caldaia che fornisce il vapore utile al funzionamento dei macchinari. E con essa le speranze di lavoratori e famiglie. L'hanno riferito ieri i sindacati. Secondo i piani della proprietà, la multinazionale Rusal, i 420 dipendenti riceveranno per intero lo stipendio di marzo e dal 1 aprile saranno collocati in cassa integrazione per un anno. Scettici i sindacati.

«Ad oggi», ha detto il segretario della Filcem Cgil per la provincia di Carbonia-Iglesias Francesco Carta, «non abbiamo firmato alcun accordo. Per questo chiediamo al governo la nomina di un commissario, indicato dal ministero per lo Sviluppo economico, che segua da vicino la vertenza per conto della presidenza del Consiglio».

Intanto, i lavoratori di Eurallumina si sono riuniti, nel pomeriggio di ieri, per fare il punto della situazione e organizzare eventuali azioni di protesta. E oggi, come annunciato ieri in occasione della presentazione della Giunta, il presidente della Regione Ugo Cappellacci incontra a Roma il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola per individuare soluzioni alla situazione di Eurallumina.

A Roma intanto, un'ipotesi di protocollo sull'Eurallumina, che sarà ufficialmente presentato alla fine della prossima settimana, è stata presentata da un funzionario del governo ai 23 sindaci del Sulcis-Iglesiente in sit in davanti a Palazzo Chigi. Per gli amministratori locali il documento deve essere «sostanzialmente modificato, soprattutto in relazione alla cogenza degli impegni, e cioè ai tempi di inizio e di conclusione degli investimenti».

Il protocollo prende atto della fermata degli impianti e della loro messa in sicurezza e contiene riferimenti ai progetti per un nuovo bacino per i fanghi rossi, per la produzione di energia elettrica e vapore alimentato con metano, e per il cambio della bauxite. «Peraltro per nessuno di questi progetti sono previsti impegni vincolanti per le società Eurallumina e Rusal», accusano i sindaci, «il protocollo contiene riferimenti anche a benefici vari (esenzione tasse rifiuti, eliminazione delle scorte d'obbligo etc.) richiesti dalla Rusal e anche al pagamento di venticinque milioni di euro di rimborsi Iva che avverrebbe, poiché destinati ai numerosi creditori di Eurallumina nel territorio».

I sindaci hanno confermato la richiesta al Governo «di farsi effettivamente garante della riapertura degli impianti e hanno lamentato come il Governo sfugga sistematicamente al confronto politico con la rappresentanza istituzionale e sindacale sarda». Intanto in Parlamento alla commissione Lavoro è partito l'esame sul decreto-legge del 10 febbraio 2009, (disposizioni a sostegno dei settori industriali in crisi), un provvedimento d'urgenza adottato dal Governo per contribuire a fronteggiare l'attuale fase di difficoltà di taluni settori industriali.

«Lo sciopero generale del Sulcis, in Sardegna, fissato per venerdì dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil è esemplificativo dell'emergenza che stiamo vivendo», ha dichiarato in commissione il deputato Pd Amalia Schirru, «in testa tra le vertenze allarmanti aperte nella nostra Regione è quella del comparto dell'alluminio, con la crisi della Eurallumina di Portovemse dove, come ormai noto, rischiano il posto di lavoro circa 900 persone, tra dipendenti e indotto».

La Schirru ha ribadito la crisi del polo industriale, la mancata soluzione del problema energetico che darebbe una prospettiva alla Carbosulcis, l'assenza di un piano serio per le bonifiche, «questioni centrali che il Governo nazionale dovrebbe affrontare con serietà e concretezza», aggiunge, «e, a cui invece risponde con silenzi assordanti o risposte inadeguate e pressapochiste. Ci rimane ben poco da sorridere», conclude, «nel vedere che mentre il nostro territorio muore e il futuro dei nostri ragazzi diventa sempre meno roseo».

Il senatore Pd Francesco Sanna accusa il Governo di non aver risposto a nessuna delle molte interrogazioni e interpellanze urgenti presentate sulla questione da 15 parlamentari del Pd. «Credo non sia mai accaduto», afferma, «nel nostro Paese, che una grande azienda chiuda senza che il suo azionista sia stato chiamato, a stabilimenti aperti, ad una precisa responsabilità dal Governo in carica. Nel caso di Eurallumina sta avvenendo questo».

Sanna accusa il Governo di gestione politica insieme paternalistica («"ci penso io, ho chiamato Putin", diceva Berlusconi nella campagna elettorale dalle gambe corte in Sardegna») puntando l'indice sull'esecutivo incapace sia di rispondere alle interrogazioni al Senato ed alla Camera, sia di incontrare il sindacato, gli amministratori, i parlamentari che chiedevano conto degli impegni. Un comportamento «davvero da censurare, che proietta tensione sulla vigilia dello sciopero generale del Sulcis».

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G
 Sandro , sei il migliore ....
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