LA DELUSIONE DEI LAVORATORI EURALLUMINA

Pubblicato il da sandro

Unita' 13-02-2009

 

  " l'ultimo bluff del premier "

       di Davide Madeddu

 

Prima la paura, di trovarsi da un giorno all'altro senza lavoro, poi le promesse del premier, infine le smentite: «il Governo non ha fatto nulla per salvare Eurallumina». È l'ultima puntata della vertenza che riguarda la sorte dei 700 lavoratori dello stabilimento Eurallumina, colosso della lavorazione della bauxite con base a Portovesme ma di proprietà della russa Rusa.                                                                                             Tutto comincia meno di un mese fa quando l'azienda comunica ai sindacati la volontà di effettuare una fermata tecnica di un anno. Che tradotto vuol dire: spegnimento dei forni e degli impianti e messa in cassa integrazione del sessanta per cento delle maestranze. Un pretesto, per le organizzazioni sindacali, che respingono al mittente la proposta dell'azienda e del suo azionista di maggioranza (una piccola quota la detiene anche la Glencore) e, assieme ai sindaci del Sulcis Iglesiente promuovono una serie di azioni di lotta e protesta che vedono manifestare i primi cittadini assieme ai sindacati e ai lavoratori lungo le strade, all'aeroporto di Cagliari, davanti alla Prefettura e ieri mattina davanti a Palazzo Chigi. Protesta che sfocia anche con l'occupazione da parte di tre lavoratori di un fumaiolo a cinquanta metri di altezza e poi una serie di incontri istituzionali. Tra questi, è cronaca di sabato scorso, la visita del premier a Cagliari, nella sede della prefettura  per il consuetoi e martellante tour elettorale in Sardegna, che annuncia, ai sindaci del Sulcis Iglesiente di essere intervenuto con il presidente Putin per la risoluzione della vertenza. Ieri mattina, davanti a Palazzo Chigi è andata comunque avanti la protesta dei sindaci, sindacati e lavoratori.

Risultato? «Dopo la protesta a Roma Palazzo Chigi è arrivata una nota - dice Salvatore Cherchi, sindaco di Carbonia e capo della delegazione dei sindaci - con cui si dice che "A seguito dell'intervento presso le Autorità russe del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il Consiglio di Amministrazione della U.C.Rusal si è impegnato ad un nuovo esame della situazione della Eurallumina spa, che ha uno stabilimento in Sardegna, nel Sulcis». Tutto a posto dunque? «Nemmeno per sogno - aggiunge Cherchi presente ad Iglesias assieme agli altri sindaci e al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni - in tarda sera abbiamo appreso da una agenzia di stampa russa che il portavoce della Rusal fa sapere che nulla è cambiato nei programmi dell'azienda. A questo punto diventa difficile capire come stiano le cose. Non sappiamo  nulla della  telefonata del premier Putin». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Francesco Sanna, senatore del Pd che subito commenta:«Non vi è al momento nessuna garanzia da parte della multinazionale Rusal sulla sospensione della fermata dello stabilimento dell'Eurallumina del Sulcis, condizione indispensabile per negoziare una ristrutturazione degli imopianti e il conseguente rilancio della filiera dell'alluminio». Ricordando l'approvazione del decreto Milleproroghe Francesco Sanna aggiunge che «il Governo ottenuto la fiducia in Senato sul cosiddetto decreto milleproroghe, su un testo di esclusivo suo gradimento.  Peccato che in mezzo ai suoi mille contenuti Governo e maggioranza non abbiano ritenuto di inserirne nemmeno uno di contrasto alla crisi economica del Sulcis-Iglesiente. Per ingannare l'attesa delle decisioni russe il Governo avrebbe potuto iniziare a fare la sua parte, ad esempio introducendo nella conversione del decreto legge la norma già approvata dalla Camera sulle aste di energia per le industrie sarde».
Non si fa attendere neppure la presa di posizione delle organizzazioni sindacali. Marco Grecu, segretario della Camera del lavoro del Sulcis Iglesiente non usa giri di parole. «Oltre che il portavoce della Rusal - spiega il sindacalista - anche l'agenzia economica smarmoney.com ricorda come la Rusal non abbia cambiato idea sui piani relativi all'Eurallumina. E noi, di promesse elettorali non vogliamo più saperne




                                                                                                             
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