Antonello Pirotto: “Non sono un divo, sono un operaio in lotta per il lavoro”.

Pubblicato il da sandro cherenti

          Redazione Comunisti Sardi

            Giovanni Cocco

Come molti lettori sapranno l’operaio Antonello Pirotto è candidato alle elezioni politiche del prossimo 25/26 Febbraio per la lista “Rivoluzione Civile”. La sua è una posizione che in caso di raggiungimento del quorum porterebbe un operaio dritto nei banchi della Camera dei deputati attualmente occupata da avvocati e medici. Qualche informazione su di lui è doverosa. Antonello Pirotto, Operaio, 50 Anni, dell’ Eurallumina (di cui è componente RSU), di Portovesme (Sardegna), in cassa integrazione dal 2009, dopo che la multinazionale russa RUSAL, uno dei maggiori produttori mondiali di allumina- alluminio, e prodotti derivati , ha deciso di ridurre la produzione, chiudendo lo storico stabilimento sardo, unico attivo nel settore della raffinazione della Bauxite, nel Mediterraneo, in funzione dal 1972. Sposato, moglie addetta in una mensa operaia, part time, (in mobilita ‘ dal 2006 alternando lavoro, a sospensione),  con due figli,  il piu’ grande, 29 anni  disoccupato (ultimo lavoro svolto, da Luglio a Settembre 2012, operaio di sala elettrolisi, presso lo stabilimento Alcoa), con esperienze lavorative anche nella penisola e all’ estero, l’ altro 22 anni, dopo il diploma, corsi  di qualificazione, lavori saltuari, come pizza express, e dal mese di Dicembre occupato in una ditta appaltarice, sempre nel polo industriale di Portovesme .

Pirotto è nato a Carbonia, citta fondata per l’ estrazione carbonifera, situata nel Sulcis Iglesiente, oggi Provincia piu’ povera d’Italia, ma da sempre terra di lotta, per l’ affermazione della dignità, dei lavoratori. Dal 1982 operaio nel polo industriale di Portovesme, dal 1985 al 1987, il primo periodo di cassa integrazione, seguito da un altro periodo dal 92 al 95, con la prima crisi del settore alluminio, e adesso ininterrottamente da Aprile del  2009. Sempre in prima fila, nelle lotte nei primi anni 80 e 90 (con la marcia per lo sviluppo) balzato ad una mal sopportata popolarità per il noto diverbio televisivo con l’ex ministro leghista Castelli (è stato ospite delle piu’ importanti trasmissioni nazionali, Anno Zero e Servizio Pubblico con  Santoro, Piazza Pulita con Formigli, In Mezz’ora con Lucia Annunziata, Robinson, Paese Reale, In onda con Luca Telese, e regionali. La stampa scritta gli ha riservato articoli biografici e interviste, La Nuova Sardegna, Lo Strillo di Napoli, Pubblico di Luca Telese, sino all’importante quotidiano tedesco Frankfurten Allgemeine),  è stato uno dei  protagonisti, della aspra lotta dei lavoratori sulcitani, colpiti da un disastro industriale, economico e sociale, rifugge e mal sopporta gli appellativi, di Leader, Simbolo o Eroe, che gli vengono riservati dalla stampa.  Segni distintivi, la barba, retaggio degli antichi minatori, che non la radevano sino alla conclusione della lotta, e il casco d’alluminio con i 4 mori, simbolo della Sardegna, affermazione di orgoglio e appartenenza .

Nella vita sociale, è stato iscritto all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti  Pubblicisti, per alcuni anni, con tessera n° 081895, collaboratore del quotidiano La Nuova Sardegna, dal 1999 al 2011, corrispondente locale nel settore sportivo, conduttore radiofonico, nel settore sport, dal 1990 al 2011, nell’ emittente di Carbonia, Radio Star, dirigente responsabile di una nota e storica Scuola Calcio  Giovanile, a livello completamente amatoriale e di volontariato, il GS Carbonnia Sud, dal  1994 al 2011, passioni e hobby lasciate con rammarico, per i prioritari impegni, nel seguire la vertenza Eurallumina, le altre del territorio, e della Sardegna, che hanno richiesto un impegno a tempo pieno .

- Ciao Antonello i nostri lettori ti conoscono prevalentemente come colui che affrontò a muso duro il Ministro Castelli in una diretta televisiva, ma noi vogliamo sapere di più. Vuoi raccontarci qualcosa della tua vita?

Considero essere ricordato per quell’ episodio, riduttivo, e purtroppo ha fatto passare in secondo piano , i concetti espressi , subito dopo l’ormai divenuto famoso diverbio, con uno dei responsabili del disastro attuale, e le tante battaglie condotte prima, e dopo “ il fatto “, ma un obiettivo ha sicuramente sortito, accendere ancora di piu’, i riflettori, sulla catastrofe economica, e sociale che si è abbattuta sulla Sardegna.

- Una delle critiche che viene mossa al candidato premier di “Rivoluzione Civile” Antonio Ingroia è quella di non parlare abbastanza di temi economici. Credi che la tua candidatura e quella di altre persone del mondo del lavoro possa essere una risposta adeguata?

Credo proprio che sia così, aver di fatto proposto come capolista alla camera, un operaio cassaintegrato, che negli ultimi 4 anni ha speso, insieme alle migliaia di lavoratori, ogni energia per tentare di riconquistarsi il proprio lavoro, e al Senato , un minatore, (Luigi Manca n.d.r.) emblema di dignità e sacrificio, uno degli ultimi UOMINI, che si conquistano il pane, scavando nelle viscere della terra, non abbia bisogno, di ulteriori commenti, gente che conosce davvero i problemi delle categorie disagiate, ma non solo protesta, ma proposte serie, per uscire dal tunnel. 

- Il tuo territorio ma in generale la Sardegna stanno attraversando una delle crisi economiche più forti della storia del nostro paese. Mi viene da pensare ad una vera propria epidemia! Qual è la cura? Per il rilancio dell’economia sarda e nazionale è legittimo pensare ad una nuova politica industriale?

Il tema che piu’ mi coinvolge, è quello della politica industriale, completamente assente, trascurata, abbandonata, da almeno 15 anni. Si riempiono la bocca, i governi di turno, millantando che l’Italia, è ancora una delle maggiori potenze industriali del pianeta, mai cosa piu’ falsa. Negli ultimi anni, sono stati indeboliti interi comparti, come il tessile, quasi cancellati come la chimica, o completamente scomparsi come il settore alluminio, con l’ unica filiera completa dall’ allumina, agli estrusi, che era residente nel Sulcis Iglesiente. Metallo considerato strategico, ma solo a parole. Un paradosso? OGGI IN ITALIA NON SI PRODUCE PIU UN CHILOGRAMMO DI ALLUMINIO, e per l’acciaio sembra prospettarsi lo stesso tragico destino, con decine di migliaia di lavoratori, che rischiano di restare sulla strada. La cura per rilanciare l’economia isolana e nazionale non può che partire dal Parlamento italiano e dalla serietà di chi è chiamato a legiferare. Noi siamo portatori di buone idee, in campo economico, culturale, sociale. Porteremo in Parlamento le nostre soluzioni, a partire dalle proposte di noi lavoratori.

- Quando siederai nei banchi di Montecitorio quale sarà la tua prima proposta di legge?

Parliamo di noi. Io non sono solo, porto con me le idee e le speranze del mondo del lavoro, e faremo in modo che io sia la voce di chi in Sardegna vuole solo buona politica  e soluzioni concrete per il lavoro. Relativamente alla domanda, penso a tutti coloro, che sono stati privati oltre che del lavoro, della dignità, costretti a subire la Cassa Integrazione, la Mobilità, i Sussidi di Disoccupazione, e che per ottenere questo modesto sostegno, devono aspettare sei/otto mesi, un tempo lunghissimo, per chi deve almeno portare il pane in tavola. Proporremo di ridurre i tempi burocratici, e se ci dicono che il personale per le pratiche  da verificare non basta, noi diremo di assumere i tanti giovani che hanno studiato, e non trovano nessuna occupazione, pur avvendo grandi capacità. E se ci diranno che non ci sono risorse noi risponderemo che dobbiamo recuperare i patrimoni illeciti, quelli della mafia, quelli degli speculatori, quelli dei grandi evasori. Lì ci sono le risorse per il lavoro. Fondamentale, poi, sarà uno strumento di reddito minimo garantito per tutti, per evitare che un cassaintegrato,  in una lotta tra poveri, venga considerato un privilegiato. Un reddito minimo che deve essere esteso a tutte le categorie, sopratutto quelle che non vengono tutelate, mi riferisco ad un piccolo artigiano, una ditta individuale, che cessa l’ attività, un pastore che chiude l’ azienda perche’ non ce la fa più, un pescatore. Chi beneficerà del reddito minimo poi sarà al servizio delle comunità locali.

 - I Sardi dinnanzi alle difficoltà sono spesso divisi. Nel mondo operaio esiste ancora la solidarietà oppure prevale “la guerra fra poveri”?

Nel mondo operaio la solidarietà è ancora forte, messa in discussione, dai diversi trattamenti, anche nella concessione degli ammortizzatori sociali, tra lavoratori diretti e indiretti,  che ingenerano, proprio per le difficoltà materiali che ognuno vive in casa propria, delle incomprensioni, ma in generale il bicchiere è mezzo vuoto, alla fine il motto “ un operaio – una famiglia “ è ancora valido . 

-  Oltre alla politica industriale quali pensi siano i grandi problemi della nostra terra?

La Sardegna è un luogo simbolo, dove la lotta per la sopravvivenza è continua, dove la disoccupazione, il precariato, la grande crisi dell’ industria, delle campagne, dei pastori, che si ripercuote nel commercio e nell’ artigianato, assume connotati di straordinaria emergenza. I grandi problemi della nostra terra, sono quelli mai risolti, il gap della continuità territoriale, infrastrutturale, energetica, solo in parte condizionato dall’ isolamento, ma dovuto principalmente al non aver mai applicato politiche strutturali, e non emergenziali, come sempre fatto. 

- Quale giudizio dai al governo Cappellacci?

Il mio giudizio sulla Giunta Cappellacci, non puo’ che essere critico, e lo abbiamo dimostrato con innumerevoli anche forti manifestazioni, ho vissuto il tracollo industriale, con la fuga delle multinazionali, una crisi che viene da lontano, ma che in particolare dal 2009, e negli anni a seguire, non è stata affrontata con la giusta attenzione e determinazione. Basti pensare che, nei primi due anni di malgoverno, si sono alternati ben tre assessori all’ industria, Farris, Cherchi e Angioni. Ciò, insieme al vuoto a livello nazionale, con le dimissioni dal MISE di Scaiola, l’ interim di Berlusconi e poi  del suo degno successore Romani, ci hanno lasciati soli a combattere contro il MONDO .

- Ed al governo Monti?

Se Berlusconi è stato un disastro a livello economico industriale, il governo Monti, con la sua insensibilità sociale, ha dato il colpo di grazia alle fasce piu’ deboli (esodati e Imu sono solo alcuni esempi di macelleria sociale). I cittadini sono stati usati come bancomat, per sanare la sete di banchieri e dei potenti d’Europa. 

- In un periodo di anti politica io ritengo che la migliore risposta risieda nella buona politica. Ma per te quali atti possono dirsi degni di una buona politica?

Per noi di Rivoluzione Civile, un primo passo sarebbe far uscire i partiti da tutti i consigli di amministrazione, dalla Rai, dagli enti pubblici, e avere una legge che permetta all’ informazione  di non essere soggetta agli interessi delle lobby politiche o economiche. E’ poi opportuno l’abbattimento dei costi complessivi della macchina organizzativa della politica. 

- I partiti politici sono spesso attaccati per la loro incapacità di essere vicini agli interessi dei cittadini e per questo stanno perdendo la loro funzione di tramite fra il popolo e le istituzioni democratiche. Se ritieni sia vero quanto io affermo, qual è la strada per uscire da questa situazione?

Devono essere i cittadini, i giovani in particolare, a far cadere un sistema, a riappropriarsi della vita sociale, in modo da abbattare apparati elefantiaci che nulla vogliono che cambi, per continuare a gestire, in pochi, l’ interesse di molti. E’ fondamentale che dalla basea, vengano selezionati i rappresentanti che vadano poi a prendere le decisioni, con il criterio del merito, delle  competenze, che contribuiscano disinteressatamente, e per spirito di servizio al cambiamento . E’ quello che abbiamo fatto con Rivoluzione Civile, il meglio della società sarda che incontra il meglio della politica, cioè quei partiti che nel corso di questi anni hanno dimostrato di lottare quotidianamente per l’interesse dei sardi, in tutte le istituzioni.

- Prima di salutare i nostri lettori vorrei che tu dicessi in poche parole (uno slogan!) perché i sardi dovrebbero votare per la “Lista rivoluzione Civile”.

Rivoluzione Civile è, in questo momento, l’ unica forza politica che si propone di costruire un alternativa ai governi liberisti, in campo economico e sociale, di Berlusconi e Monti, dando voce a chi veramente rappresenta la societa ‘ civile. E poi, guardate le nostre liste per la Camera e il Senato, è facile esclamare: “Rivoluzione Civile, finalmente il lavoro al primo posto”!!!

 

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