Portovesme. in bilico la sorte della fabbrica dell'alluminio

Pubblicato il da sandro

La Provincia sollecita all'Arpas i dati sull'inquinamento
Alcoa, l'ultimatum slitta di un giorno


L 'ultimatum della provincia all'Alcoa slitta di 24 ore, e l'allarme per il rischio serrata non rientra. La prima scadenza fissata dall'ordinanza-diffida della Provincia è infatti trascorsa senza che accadesse nulla, ma per la fabbrica di alluminio si profila un'altra giornata da resa dei conti.

La Provincia,

infatti non ha preso una decisione (chiudere la Sala elettrolisi o certificare che la situazione è rientrata nella normalità) solo perché non ha ricevuto i risultati dei rilievi e delle analisi effettuate dall'Arpas e i dati registrati dalle centraline del sistema di monitoraggio.


LA RICHIESTA

Per questo ha chiesto all'Arpas (con un fax inviato anche all'Alcoa e alla Procura della Repubblica) che entro le prossime 24 ore (vale a dire entro oggi) di fornire i dati:

solo alla luce di quelle informazioni gli uffici provinciali decideranno.

Quindi il conto alla rovescia si è allungato di altre 24 ore. Ieri, intanto, nello stabilimento tutti gli sforzi si sono concentrati nei punti più critici della Sala elettrolisi, dove una serie di anomalie alle celle elettrolitiche (ne sono state spente una sessantina) hanno provocato anomali e preoccupanti emissioni inquinanti.

Ieri, rispetto a qualche giorno, fa la situazione è apparsa meno
critica.

Bisognerà vedere se i tecnici riusciranno a riportare le emissioni (soprattutto di fluoro) entro i parametri previsti dalla legge e dalle autorizzazioni rilasciate proprio dalla Provincia. Diversamente potrebbe scattare immediatamente l'ordine dello stop.


CANCELLI SBARRATI

Ma la grave crisi che sta interessando l'Alcoa in questo momento, non è l'unico cruccio del polo industriale che sembra colpito da una maledizione:

una dopo l'altra tutte le fabbriche accusano grossi problemi e finiscono con i cancelli sbarrati o a forte rischio fermata.

È toccato prima alla Otefal, poi l'Eurallumina e buona parte della produzione della Portovesme srl. Adesso a finire sulla graticola è l'Alcoa.

Oggi a Roma è in programma un incontro tra lo staff del ministero delle Attività produttive e la presidenza della Giunta regionale sul problema-chiave delle industrie del Sulcis, ovvero il caro-energia e l'applicazione del tanto agognato Virtual power plant.

«L'applicazione del Vpp dovrebbe essere un atto di ordinaria amministrazione del Governo - dice Fabio Enne, segretario provinciale della Cisl - invece ci sono da chiarire ancora tante perplessità e tanti dubbi.

Sono anni che questo territorio combatte per le tariffe agevolate non possiamo aspettare oltre».

Molte perplessità nutre anche la Cgil, che sin dall'approvazione della legge aveva chiesto chiarimenti al Ministero.


L'ENERGIA

«Abbiamo la convinzione che il prezzo finale non sarà troppo conveniente per le aziende metallurgiche, che poi sono quelle realmente energivore», sottolinea il segretario generale della Cgil, Marco Grecu.

La Uil si augura che dall'incontro di oggi arrivi chiarezza sull'applicazione del Vpp.

«Stiamo lottando contro il tempo e contro le lobby dell'energia - è l'opinione del segretario Mario Crò - che hanno tutto l'interesse a far sì che le tariffe speciali non si realizzino.

Affinché i prezzi siano davvero competitivi si dovrà saltare il passaggio degli intermediari, facendo in modo che le aziende energivore possano acquistare la corrente direttamente dai produttori».

L'arrivo delle tariffe speciali potrebbe non essere sufficiente a risolvere tutti i problemi del polo industriale, ma almeno darebbe il via libera a investimenti sostanziosi. Per questo oggi tutta l'attenzione sarà concentrata sull'incontro romano.


ANTONELLA PANI

 

 

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